02.08.2012
LA SQUADRA. Di Carlo si prepara ad affrontare la prossima stagione con tre protagonisti. «Papp è un difensore centrale moderno, Rigoni ha tempi d'inserimento praticamente perfetti, Di Michele può diventare sempre pericoloso»
Tre uomini sui quali scommettere. Il Chievo cambia con loro e acquisisce, forse, una faccia nuova. Mimmo Di Carlo voleva qualcosa in più. Accontentato. Almeno sulla carta. Poi, si sa, sarà il campo a dire tutta la verità. Intanto, tra i tanti volti nuovi consegnati da Giovanni Sartori a Mimmo, almeno tre sono destinati a recitare un ruolo da protagonista: Paul Papp, Marco Rigoni e David Di Michele. Come potrebbe cambiare il Chievo con loro? Proviamo a capirlo.
AD ALTA QUOTA. Papp arriva dal Vaslui con ottime referenze. Può essere considerato un centrale moderno. Attacca oltre che difendere. Il primo impatto lo ha visto alla ricerca dei nuovi riferimenti. Di Carlo spera di integrarlo il prima possibile. Il ragazzo, infatti, possiede buone qualità individuali. Personalità, abilità nel gioco aereo, ottimo dinamismo e capacità di attaccare la palla in fase offensiva. Ora, però, dovrà imparare soprattutto a capire i "temi di gioco" proposti da Mimmo. La serie A rappresenta banco di prova molto severo. Papp potrebbe diventare titolare inamovibile del reparto arretrato. Acerbi se n'è andato. Andreolli è sul piede di partenza. Dainelli non è ancora stato tesserato ufficialmente. Morero l'anno scorso era finito dietro agli altri. Pare, dunque, che solo Cesar possa essere considerato in questo momento più titolare di chiunque altro. Papp mette centimetri e porta freschezza e forza atletica al reparto. L'esperienza dovrà essere affinata sul campo. Un po' come ha fatto Acerbi, il cui talento era evidente. Salvo sorprese o ritardi nell'apprendimento del credo calcistico di Di Carlo, il rumeno potrebbe diventare punto di riferimento là dietro. E chissà anche un potenziale colpo di mercato.
ETERNA GIOVINEZZA. Finora non si è visto. Credete, però, che Marco Rigoni è arrivato a Verona per ritagliarsi un ruolo di prestigio. Di Carlo, probabilmente, lo piazzerà come interno di sinistra a centrocampo. Cofie è giocatore di prospettiva. Hetemaj può essere utilizzato quando la battaglia entra nel vivo. Rigoni, però, ha tutto quello che serve alla mediana del Chievo per crescere: corsa, stile, talento e propensione al gol. Un giocatore così il Chievo non l'ha mai avuto. Il primo Perrotta s'inseriva, impostava e segnava. Questo Rigoni possiede, però, numeri esclusivi. Capacità di esecuzione sopraffina, tempi di inserimento quasi perfetti, freddezza nell'ultima giocata. Certo, deve confermarsi ai livelli dell'ultima stagione. Ma la seconda giovinezza vissuta a Novara fa di Marco uno dei colpi di mercato più interessanti della campagna di rafforzamento di Sartori.
COLPI DA CAMPIONE. A chiudere Di Michele. Certo, ci saranno pure delle gerarchie nell'attacco veronese. Ma Re David può sovvertirle senza difficoltà. Il discorso fatto per Rigoni vale anche per l'ex attaccante del Lecce. Si è visto all'opera poche volte. Quanto basta, però, per capire che un giocatore così dal Chievo non passava da tempo. Intanto, la classe. Unica, cristallina, indiscutibile. Tradotto: Di Michele mette quasi sempre il compagno in condizione di battere a rete. Salta, poi, l'avversario con grande facilità. E quasi sempre sa essere pericoloso. Con la palla tra i suoi piedi i tempi della giocata si accorciano. E qui ne giova il Chievo ma anche il compagno di reparto del momento. Finora la combinazione più felice pare essere stata con Paloschi. Di Michele a inventare, il ragazzo a concretizzare. In attesa di altre prove del fuoco. E non a caso da qui al campionato i gialloblù affronteranno quattro avversarie di pari categoria. Scontri di fuoco, utili per evitare di rimanere bruciati in seguito. Chiosa su Di Michele. Amauri era imprevedibile, Obinna incontenibile, Pellissier pungente. Lasciamo stare Corradi e Marazzina e pure il Tir. Di Michele oggi, sembra avere assemblato il perfetto attaccante del Chievo. In fase realizzativa potrebbe dare un grosso aiuto a una squadra sempre alla caccia del gol perduto.
Simone Antolini
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