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Chievo

01.08.2012

«Théréau sembra Zidane, giocare con lui mi esalta»

DAVID DI MICHELE

David Di Michele, prima stagione al Chievo, è alla ricerca del centesimo gol in serie A FOTOEXPRESS

David Di Michele, prima stagione al Chievo, è alla ricerca del centesimo gol in serie A FOTOEXPRESS
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Può diventare Re David. Verona ha fretta di cingergli la corona al capo. David Di Michele si è già dato un obbiettivo: toccare quota cento gol in serie A. Alla conta ne mancano diciotto. Traguardo non vicinissimo. Ma nemmeno di miraggio si tratta. E poi Chievo è un tuffo in un oceano nuovo.
L'attaccante romano si è rimesso subito in discussione dopo la retrocessione con il Lecce. E la società della Diga oggi gli regala un'occasione importante. Forse una delle ultime per provare ad avvicinare i cento.
Di Michele ha già pensato allo slogan. Le piace "David fa cento con il Chievo"?
«Sarebbe perfetto. Per me, per la squadra, per tutti. Mi sono dato questo obbiettivo. Mi rendo conto che non sarà facile. Ma gioco anche per tagliare questo traguardo. Mi aiuteranno i compagni. Qui c'è qualità. Bella squadra…».
Parliamo dei nuovi colleghi di reparto: Pellissier?
«Una sicurezza, un giocatore affermato e affidabilissimo. Ci siamo trovati spesso contro. L'impressione che avevo ha trovato conferma adesso che ho imparato a conoscerlo meglio».
Théréau?
«In alcune movenze somiglia a Zidane. È una delizia quando si piazza dietro alle punte. Ti regala sempre giocate speciali. Rifornisce e attacca».
Paloschi?
«Al Milan ha fatto bene, al Chievo si è ripetuto. Quest'anno vorrà ritagliarsi uno spazio tutto suo. Lo vedo molto determinato».
Manca Moscardelli.
«Abbiamo giocato poco insieme. Ma Davide può fare la prima e anche la seconda punta. Versatile. Ma qui siamo in cinque tutti titolari».
Treni persi per strada?
«Due. Il primo quando ero a Salerno e il presidente Aliberti non mi lasciò andare all'Inter. Il secondo a Torino, dove per due anni di fila Cairo non mi ha permesso di passare alla Roma. Sono tifoso giallorosso, era il mio sogno. Pazienza».
Cosa rifarebbe?
«Il viaggio a Londra, l'esperienza nel calcio inglese. Uno dei momenti più belli della mia carriera».
Da evitare?
«Beh, vorrei cancellare l'aggressione subita proprio il giorno del mio compleanno quando ero a Torino».
Il più grande rivale di sempre?
«Alessandro Nesta. Ottimo giocatore ma anche ottima persona. Oltre a lui voglio ricordare anche Pablo Montero. Vale lo stesso discorso fatto per Nesta».
C'è un tabù da sfatare?
«C'è un senso di rivalsa. Più di uno. Ma non voglio certo parlare di vendette. Quindi, non facciamo nomi e guardiamo avanti».
Sta seguendo l'Olimpiade? Per chi tifa?
«Ho grande stima di Federica Pellegrini. Mi piace la persona e, ovvio, l'atleta. Ma credo di essere uno dei tanti».
Di Michele a Londra in quale competizione gareggerebbe?
«No, lasciatemi il calcio. Visto il fisico, sto bene qui. Non saprei che altro fare».
Primi giorni al Chievo. Chi l'ha impressionata di più?
«Devo ripetermi: Théréau. Per lo stile, per le movenze, per la duttilità. Cyril è davvero un ottimo giocatore. Resto convinto, poi, che la squadra sia stata pensata e costruita in maniera molto equilibrata. Il Chievo può mettere in difficoltà chiunque. Ha gioco, idee, qualità e gente molto seria».
Ha buttato un occhio al calendario?
«Dico anch'io: prima o poi le dobbiamo incontrare tutte. Ma faccio un'aggiunta: meglio trovare subito grandi squadre come Inter e Juve sperando in una lenta carburazione. Affrontarle più avanti potrebbe essere molto più rischioso e difficile».
È stata l'estate delle partenze celebri, la Serie A  è rimasta orfana di grandi campioni. Chi ci mancherà di più?
«Thiago Silva, davvero un grandissimo. Ma anche uno come Lavezzi. A Napoli era un idolo. Mancherà anche al campionato».

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