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Chievo

25.07.2012

Cyril ha un sogno: «Fare così bene da meritare i Bleu»

I PROPOSITI. Il francese sarà l'ago della bilancia per i giochi in attacco. Théréau pronto ad affrontare la nuova stagione con l'ambizione di conquistare anche la Nazionale: «Stare qui mi fa bene e mi esalta»

Cyril Théréau, per lui questa sarà la stagione della verità

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Cyril vuole spiegare le ali. Una volta per tutte. Le ha tatuate sulle spalle. Le ha ben impresse nella mente. Chievo può essere la sua rampa di lancio. Definitiva. Cyril Théréau ha impiegato un anno a capire il calcio italiano. Si è ambientato e ha cominciato a sfornare prestazioni di qualità. Di Carlo lo ha trasformato in trequartista. Giocherà dietro alle punte. All'occorrenza andrà anche lui all'attacco. Due passi più in là per suonare la carica Chievo. Pare, poi, che la Fiorentina avesse chiesto notizie del francese con la "cresta". L'onda che si disegna in testa sembra non cadere mai. Come le sue quotazioni. Oggi Théréau è ago della bilancia dei giochi d'attacco del Chievo. Cyril, la prima è stata la stagione delle attese. La seconda ha segnato il suo rilancio. E questa che sta per iniziare? «Quella delle conferme. Al termine dello scorso campionato Di Carlo mi ha parlato e mi ha detto che confermarsi non è mai facile. Penso di avere fatto bene. So che devo fare meglio. Oggi mi sento bene. Ho voglia di prendermi le responsabilità che già mi sono state date. Sono convinto che con il Chievo riusciremo a fare qualcosa di grande». Poteva partire per davvero? Marsiglia? Fiorentina? «Ho un contratto con il Chievo, e questa dimensione a me va molto bene. Qui credo di poter crescere ancora molto. E sogno ancora di poter un giorno giocare in Nazionale. Certo, chi non vorrebbe finire in un grande club? Chievo, però, oggi è la cosa giusta per me. L'allenatore e la società hanno dimostrato grande fiducia in me. In fondo ho dimostrato il mio valore per una sola stagione. Devo ripetermi. E riprovarci qui è la cosa migliore. Sono in debito e voglio ripagare il Chievo». Intanto è cambiato il ruolo. Quest'anno farà il trequartista. Esperimento già riuscito in passato. E con successo anche… «Sì, va così. Mi sono confrontato con Di Carlo, e gli ho fatto capire che giocare dietro le punte è la cosa migliore per me. Poi, per carità, decide lui. Non so se ha deciso in maniera definitiva. Ma l'inizio di preparazione è stato più che promettente». Quanto mancheranno al Chievo Acerbi e Bradley? «Il Chievo non ha un giocatore che fa la differenza, ma tanti ragazzi che si esaltano in un contesto di gioco. Acerbi e Bradley sono stati due ottimi elementi per il Chievo. Ma questo club cambia di continuo e riesce sempre a valorizzare qualcuno di nuovo. Chiaro poi che vedere giocare Bradley 38 partite ad alto livello ti aiuta un sacco a dare il massimo. Già da adesso, però, il nuovo gruppo ha dimostrato di possedere le qualità giuste per provare a ripetere le prestazioni positive dell'ultima stagione». Di Carlo ha detto: "Proviamo ad arrivare a quota 50". Ci sarà da correre? «Molto. Ma correre è bello. E mettersi in discussione aiuta a tirar fuori il massimo da ognuno di noi. Abbiamo bisogno di motivazioni forti. E arrivare a 50 punti ti mette addosso più stimoli rispetto al pensiero di una semplice salvezza. Credo fosse giusto alzare in maniera intelligente il livello di difficoltà. Poi, tutti diciamo: prima la salvezza. Ma io penso che questo gruppo valga anche di più di 50 punti in classifica». Del Piero lascia, Lavezzi va. Thiago Silva e Ibra pure. Il Paris Saint Germain ha "scippato" l'Italia del talento dei migliori. Non è che così facendo la serie A ha perso quasi tutto il suo appeal? «Sì, questo è vero. Ibra era il personaggio più forte della serie A. Con la sua partenza si è perso molto. Posso ritenermi contento per il campionato francese che sale di livello. Ma se il nostro campionato continua a perdere campioni, per forza di cose ne risentiranno qualità e spettacolo. È vero anche che un grande club come il Milan, dopo aver perso dei campioni, non può limitarsi a fare un mercato banale. Quindi mi aspetto l'arrivo di grandi giocatori». Théréau, a proposito di mercato. Se la sente di consigliare un giocatore francese a Sartori. Magari un suo ex compagno? «Uno ce l'ho: è Fabien Camus, un centrocampista molto bravo con il quale ho giocato insieme ai tempi del Charleroi. Oggi è al Genk. Sarebbe bello vederlo misurarsi con il calcio italiano».


Simone Antolini

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