24.07.2012
L'OPPORTUNITÀ. Per Marco un contratto triennale. Ora spetterà a Di Carlo trovargli la collocazione in campo, forse vicino al suo omonimo che di nome fa Luca. Il giocatore del Novara è stato determinante nel cammino dei piemontesi dalla Lega Pro alla serie A. Ora riparte da Verona
Una seconda giovinezza. Marco Rigoni sta vivendo un momento felice. Protagonista a Novara nonostante tutto. La sua squadra retrocede e lui s'inventa uomo gol. Uno, due, undici. Prestazioni sontuose che diventano ancòra di salvezza personale mentre la sua squadra sprofonda tra i cadetti. Il Chievo ha voluto puntare su di lui. E dopo Di Michele, ecco un altro colpo "stagionato" per il club di Luca Campedelli. Giocatori "belli e pronti" all'uso. Una mezz'ala d'attacco per Mimmo Di Carlo. Poi toccherà al tecnico ciociaro dare esatta collocazione in campo al giocatore. In questo momento, però, il Chievo era alla ricerca di un'ultima pedina da piazzare in mediana. Uno che sapesse creare sconquasso nella terra di mezzo. Un incursore, un interditore, un inventore. Magari con il fiuto del gol. L'ultimo Rigoni, quello visto a Novara, si è dimostrato essere giocatore utile sotto molti profili. Poi, si sa, quando riesci a gonfiare pure la rete, l'attenzione di chi ti segue sale in maniera vertiginosa. ACCORDO E VISITE. Marco Rigoni, assistito da Andrea D'Amico, si è presentato ieri mattina a Verona per espletare le ultime formalità e sottoscrivere un contratto che lo legherà al Chievo per le prossime tre stagioni. Una firma importante che lo tiene in serie A e rappresenta forse uno dei passaggi salienti della seconda parte della sua carriera. Dicevamo: il merito di Rigoni è stato quello di piazzare un exploit in un momento particolare della sua attività di calciatore. A 32 anni puoi mettere ancora le ali o prendere la via del dolce declino. Il centrocampista originario di Montegrotto Terme ha puntato verso il cielo e si è guadagnato nuova ribalta. Ieri le visite mediche di rito. E adesso il giocatore è pronto per iniziare la sua nuova avventura con la maglia gialloblù. Il Chievo, quindi, avrà in squadra due omonimi: Luca e Marco Rigoni. Entrambi veneti. Il primo vicentino, il secondo padovano. UN LUNGO VIAGGIO. Rigoni è cresciuto nelle giovanili del Padova per passare poi al vivaio della Juve. Il suo esordio da professionista risale al 17 gennaio '99 quando proprio con la maglia bianconera debutta in serie A contro il Venezia. Una toccata e fuga prima di un lungo girovagare per le città del calcio italiano. La prima esperienza significativa lo vede alla Triestina. In precedenza era stato a Ravenna e Cittadella. Ma è con la maglia dell'Alabarda che trova campo e continuità. Per lui quattro stagioni ed un centinaio di presenze tra i cadetti. Il tempo maturerà Rigoni. Prima composto centrocampista in grado di giocare pulito e rilanciare l'azione. Adesso ottimo incursore particolarmente ispirato negli inserimenti e nelle giocate sottoporta. Rigoni lascia la Triestina per passare alla Ternana. In Umbria resta una sola stagione poi finisce al Pescara, sempre in B. Ma il suo destino è quello di non restare troppo a lungo nello stesso luogo. Ecco allora il ritorno alla Ternana e la progressiva metamorfosi. Nella prima parte della sua carriera, infatti, il giocatore in fatto di gol non era quasi mai riuscito a dare un grande contributo alle sue squadre. Nella sua seconda avventura a Terni inizia, invece, a segnare con grande regolarità. I rossoverdi sono in C1, Rigoni in due anni va in rete quindici volte. La mutazione pare essere completa. TRE ANNI A NOVARA. Passa al Novara e vive il momento di massimo splendore del club piemontese che riesce a salire dalla Lega Pro alla serie A. Rigoni è uno dei protagonisti. Da subito titolare. Ruolo che manterrà dalla C alla A. Il primo anno segna solo tre volte, ma offre un contributo importante alla causa del Novara. In B offre spinta e sei reti. Al termine dei playoff festeggia il ritorno in serie A della società piemontese e diventa punto fermo anche per la stagione successiva. Il resto è storia recente. Il Novara vive un campionato travagliato. Sempre in coda, sempre a rincorrere. Rigoni non finisce mai nell'ombra. Anzi resta uno dei trascinatori della sua squadra, che non riesce ad evitare, però, il ritorno immediato in cadetteria. MOMENTI DI GLORIA. Nella finale playoff con il Padova del 12 giugno 2011 segna la rete del 2-0 che di fatto spalanca le porte alla promozione del Novara. Nell'ultimo campionato di A segna i suoi primi gol nella categoria rifilando una doppietta all'Inter, nella gara vinta 3-1 contro i nerazzurri. Rigoni si regala pure una tripletta contro il Cesena. Esaltazioni, dunque, ma anche rabbia per la retrocessione. Adesso il Chievo.
Simone Antolini
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