20.07.2012
NOVITÀ IN ARRIVO. Il direttore sportivo non vuole fermarsi ed è a caccia di un altro giocatore: «Un centrocampista o un attaccante. Adesso vediamo cosa fare». Ma devono anche andar via un paio di giocatori: «Novità a centrocampo o in attacco». E su Marco Rigoni prende tempo: «Non c'è nulla di concreto»
Verona. «Un colpo ancora». La rivelazione è di Giovanni Sartori. Il Chievo aspetta un altro pacco sorpresa. «Un centrocampista o un attaccante, adesso vediamo», dice il direttore. Mimmo Di Carlo si sfrega le mani. Dopo Di Michele, Cofie, Papp, Stoian e compagnia c'è ancora spazio per qualcosa di nuovo. Del resto, se si vuole arrivare a quota 50 punti senza soffrire, è fondamentale blindare la squadra. Dalle prime uscite dei gialloblù a San Zeno si è capita un'altra cosa. Anzi due: Thereau è considerato trequartista. Retrocede di un passo e libera così un posto in attacco. Dove finisce Stoian, che a Verona era arrivato per essere inserito nella truppa dei centrocampisti. Dunque, fatti due conti: c'è davvero spazio per un uomo nuovo per la terra di mezzo. E in attacco di un colpo, magari ad effetto, salvo, però, veder partire almeno un giocatore. E in questo momento solo Moscardelli può muoversi. Sartori è ancora presto per dare voti al vostro mercato? «Impossibile farlo adesso. Risulterebbe indicativo. Il mercato non è ancora finito. Il campo non ha detto nulla. Rifatemi la domanda a fine anno». Quanti interventi ancora? «Almeno un paio in uscita per snellire la rosa. E ancora un acquisto. Ribadisco che verrà ritoccata la mediana o l'attacco. Ma ci siamo dati un po' di tempo per capire e valutare cosa fare». Come si è concretizzata l'operazione Di Michele? «Era un giocatore che anche l'anno scorso avevamo contattato. Quest'anno si è ripresentata l'occasione, e per caratteristiche abbiamo pensato potesse essere un elemento giusto da inserire nel gruppo degli attaccanti. Finalmente siamo riusciti a trovare l'accordo». Perché Greco non è arrivato? «Per una serie di situazioni che hanno avuto l'effetto di rallentare la trattativa per il passaggio di Bradley alla Roma. Pensavamo che tutto si potesse risolvere. Ma evidentemente non era così. Noi abbiamo rinunciato e Greco adesso farà le sue valutazioni». Sorrentino è stato dichiarato incedibile. A questo punto partirà per forza di cose Puggioni. «Dovreste chiederlo a lui. Noi siamo contenti dei tre portieri. Se vuole andar via è un attimo. Si può fare la risoluzione. Ma dire voglio andar via è troppo facile. Anch'io vorrei avere 60 punti tutti gli anni. Ma a volte non succede». E Luca Rigoni? Aveva manifestato la voglia di partire. Ora è qui si allena con buona lena. Cosa accadrà? «Tutti abbiamo delle aspettative. Ma spesso dobbiamo fare i conti con la realtà. E in questo momento per Rigoni non c'è mercato. Per cui la sua voglia di misurarsi con una squadra più importante rispetto alla nostra non è corrisposta perché nessuno ce l'ha chiesto. Speriamo che gli vada bene il piccolo Chievo». Ha anche lei l'impressione che il mercato di quest'anno da parte vostra sia stato per tempismo, inserimenti e qualità uno dei migliori degli ultimi anni? «Scusate, ma mi tocco. Prima deve parlare il campo, che ha sempre l'ultima parola. Le impressioni contano poco. Magari sei convinto di avere fatto bene e poi i risultati non ti danno ragione. Meglio aspettare. Di sicuro noi e il mister siamo contenti di quanto fatto. Manca un pezzo, come detto. E poi potremo considerare chiuso il mercato in entrata». Sulla sinistra, a centrocampo, l'unico di ruolo sembra essere Hetemaj. Non manca proprio lì qualcosa? «Può essere. Proprio per questo stiamo aspettando le risposte del campo in queste prime amichevoli per intervenire ancora. Di sicuro credo che l'allenatore intenda utilizzare Thereau come trequartista. In base a questa scelta andremo ad individuare cosa ci manca». Marco Rigoni può arrivare? «Ci ha risposto in maniera molto aleatoria. Non c'è nulla di concreto». Non tutti sanno che avete puntato su Bradley quando era finito fuori rosa al Borussia e il Palermo tentennava... «Lo abbiamo pescato il 29 di agosto da extracomunitario. Non è stato facile. È entrato in Italia grazie alla nostra fiducia. E ha ricambiato. Credo che oggi siamo felici tutti per quanto è stato fatto». A Pellissier quanto potete chiedere ancora? «Dipende da lui. Se fosse per noi lo faremo durare in eterno».
Simone Antolini
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