12.07.2012
IL VETERANO. Il centrocampista: «Sarà più dura dell'anno scorso: sono salite in serie A Atalanta, Samp e Torino». Il brasiliano è arrivato a Verona nel 2000 e a parte la breve parentesi con l'Inter ha sempre giocato nella squadra della Diga
Il vecchio leone gialloblù dopo 12 anni è ancora lì a ruggire. Luciano a 36 anni non ne ha abbastanza e il Chievo ha ancora bisogno di lui. Delle sue cavalcate sulla fascia. E magari di qualche gol in più.
Luciano, ancora qui. Ma quanti anni sono?
«Macché, io qui sono il più giovane di tutti».
Tu che la sai lunga, che aspetto sta prendendo questa squadra?
«Abbiamo appena cominciato, l'unica cosa che so è che sarà un anno duro perché sono salite in A Torino, Sampdoria, Pescara, squadre che hanno i soldi per avere giocatori forti. Di sicuro sarà un campionato molto competitivo. Dobbiamo allenarci tanto e cercare di fare meglio dell'anno scorso».
E Luciano che contributo può dare ?
«Spero di fare sempre di più. L'anno scorso venivo da un anno in cui ero stato fermo e ho giocato bene. Voglio giocare ancora meglio. Se sto bene fisicamente posso dire ancora la mia».
Buone sensazioni?
«Sì, la preparazione va bene, mi sento ok».
La Roma di Zeman è partita a spron battuto con la preparazione. Qui non è che ve la stiate prendendo con troppa calma?
«Sono solo i primi giorni, abbiamo deciso di partire piano In ritiro poi andremo alla grande. Zeman si sa che fa lavorare tanto e la sua squadra dà sempre spettacolo.
Al Chievo però le gambe non sono mai mancate. E a tratti neppure le belle giocate
«Il Chievo dirà sempre la sua, l'ambiente è bello, la squadra è giusta. Siamo una famiglia, lottiamo tutti assieme per lo stesso obiettivo. La salvezza. E sta per arrivare un giocatore importante...»
Ah sì? E chi sarebbe?
«... ... Eh, adesso Sartori è andato a Madrid perché vuole portare a Verona ... Cristiano Ronaldo... », risate. Luciano non è un pivello. Non ci casca. Alla Diga qualcosa bolle in pentola, ma il brasiliano tiene la bocca chiusa. Peggio, ci scherza sopra e per un attimo Federica Menegazzi dell'ufficio stampa è saltata sulla sedia pensando che al giocatore potesse scappare il nome. Ma no, alla vecchia volpe di Luciano piace giocare. E la spara grossa. La "butta in vacca". «Nooo, scherzo», ci tiene però a prtecisare Luciano (non si sa mai), «sono arrivati dei giocatori e Sartori sta lavorando per portare qualcun altro, ma è ancora presto per fare nomi, vedremo».
Ma gira e rigira alla fine la forza del Chievo rimane il gruppo, giusto?
«Sono qui dal 2000 e la forza del Chievo è il gruppo. Questa è una famiglia che fa stare bene tutti, quelli che arrivano è come se fossero qui da una vita. Perché noi che siamo qui da tanto cerchiamo in tutti i modi di mettere a loro agio gli ultimi arrivati, per farli sentire a casa».
Ma tu che sei uno dei veterani conti nelle decisioni? Di Carlo ti chiede consigli?
«Parliamo molto, in allenamento cerchiamo di darci una mano. Lui dice delle cose, e io, se posso dico anch'io la mia facendolo sempre nel modo giusto».
I nuovi arrivati sono da Chievo?
«Sì sì, quando arrivano qui è perché hanno lo spirito da Chievo, il direttore li inquadra bene prima di portarli a Verona»
Farai qualche gol in più quest'anno?
«Eh, mi piacerebbe eccome. L'anno scorso ne ho fatto 1. Quest'anno almeno 2. E comunque contano i risultati. Poi se segno è meglio. Ma se faccio l'assist vincente sono felice lo stesso».
Quanto starai ancora qui?
«Voglio fare almeno altri 10 anni».
Marzio Perbellini
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