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Hellas

02.08.2012

L'Hellas batte quattro colpi, il Sud Tirol va ko

UN POKER DA APPLAUSI. Buone indicazioni per Andrea Mandorlini nel secondo test precampionato. Nicolas in porta al posto di Rafael, a riposo anche Bacinovic. Martinho rompe il ghiaccio dopo pochi minuti Bjelanovic firma il raddoppio, Grossi concede il tris In pieno recupero arriva anche la rete di Berrettoni

Buona la prestazione di Fatic sulla fascia sinistra FOTOSERVIZIO EXPRESS

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Bressanone. Impressioni confermate, sensazioni confortanti: l'Hellas procede sulla via buona, dimostrando qualità tecniche, idee, soprattutto la capacità di ruotare interpreti e posizioni con disinvoltura ed esiti apprezzabili. Occhio perché i gialloblù si sono ritrovati appena un paio di settimane fa e sono scesi in campo soltanto una volta - quella contro la Fiorentina - prima di ieri pomeriggio, al Comunale di Bressanone, dove si sono divertiti a mettere sotto il Sudtirol, compagine di punta della Lega Pro, rodata sul piano dell'intesa e certamente più sciolta anche sul piano della condizione fisica visto che domenica prossima dovrà debuttare in Coppa contro il Cuneo di Ezio Rossi.
Il tabellino recita quattro a zero ma è specchio parziale di un confronto che avrebbe potuto risultare pure più pesante per i biancorossi altoatesini, quasi mai pericolosi dalle parti di Nicolas (sostituto di Rafael) se non su un paio di leggerezze difensive del Verona.
Verona che a sua volta nella ripresa avrebbe potuto largheggiare se Berrettoni, Gomez, Pesoli, Rivas non si fossero lasciati sfuggire ghiotte occasioni, anche per la buona vena del portiere avversario Grandi.
In sintesi, le gambe sono ancora dure ma la testa funziona bene, così come c'è apparente sintonia tra i pensieri del tecnico gialloblù e i suoi giocatori, capaci di adattarsi alle variazioni sul ruolo. Sempre con risultati apprezzabili. A Bressanone, davanti a qualche centinaio di spettatori - soprattutto di fede scaligera - Mandorlini ribadisce il 4-3-3 infilando Jorginho nel cuore del gioco (protetto da Russo e Martinho) e rilanciando al centro dell'attacco Bjelanovic, assistito da Grossi e Carrozza. Davanti a Nicolas ci sono Crespo e Fatic esterni, Ceccarelli e Maietta nel mezzo. Qualche prima scelta si accomoda in panchina, qualche altra marca visita. In particolare nella distinta non compare il nome di Bacinovic, fermato da una noia a un alluce. Comunque l'Hellas va, a dispetto degli accumuli di acido lattico dei giorni precedenti. Manca un po' di ritmo, invocato a voce alta da Mandorlini. Non sempre la soluzione è convincente ma c'è ordine e la costante ricerca dell'intesa. E si riconosce una prima importante fisionomia di squadra.
Ovviamente servirebbe un «golletto» a corroborare la pietanza: a servirlo ci pensa Martinho, bravo a rubare palla a un difensore, scambiarla con Bjelanovic e infilare in diagonale da posizione non comodissima. Merita un brindisi, visto che è la prima perla stagionale in casa scaligera. Sei minuti e un altro furto con destrezza operato sulla tre quarti offre una chanche a Bjelanovic: fuga verso la porta, un paio di difensori bellamente gabbati e sberla dal limite oltre il portiere.
Tra i più vitali della truppa gialloblù c'è Grossi, che spesso scambia la corsia con Carrozza. Gli manca il sigillo, che però si esaurisce a metà tempo in un tentativo morto appena a lato. Poco male perché a 5' dall'intervallo l'ex Siena riceve appena dentro l'area, fa due passi, un dribbling secco e poi spara un diagonale imprendibile per il portiere del Sudtirol. È il tris per la formazione in gialloblù.
La ripresa nasce con il Verona mezzo rivoluzionato: Martinho e Russo scalano indietro di qualche metro perché ad occupare la loro posizione di partenza, sulla mediana, ci sono Hallfredsson e Laner. Jorginho, di lì a qualche minuto, finirà a fare il centrale difensivo - di fianco a Pesoli - lasciando ad Arzamendia i compiti di play basso. Davanti si rivedono Rivas, Gomez e Berrettoni. Il Verona comunque corre, anche meglio rispetto a quanto dimostrato nei primi 45'. Crea, sciupa, a tratti diverte. Però non fa gol.
Nicolas rischia una volta sola quando Bocalon (quello della beffa col Portogruaro, ricordate?) si invola verso la porta, beffato dal recupero spettacolare di un Hallfredsson versione Nesta. Poi è ancora Hellas, troppo spesso a tanto (poco) così dal quarto centro. Che Berrettoni pesca a un sussurro dal triplice fischio, sbucando sul secondo palo nell'area biancorossa intasata. Applausi e sorrisi in tribuna. Sabato tocca al Palermo, sarà un'altra musica. Non per forza meno gradevole.


Francesco Arioli

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