01.08.2012
LA SFORTUNA. Lungo stop per Pugliese, fermo anche Cocco. Che cosa succederà a Pesoli? Il diesse potrebbe tornare sul mercato per ritoccare la squadra: «Meglio avere qualche problema adesso, forti anche con i cerotti»
Aveva messo ogni casella al suo posto. Senza fretta, ma neanche senza aspettare l'ultimo minuto dell'ultimo giorno di mercato. Sean Sogliano aveva quasi ultimato il mosaico e impreziosito il Verona con punti fermi che sarebbero durati fino a fine campionato. Santa Cristina però non ha portato bene. Per carità, il tempo per rimediare c'è tutto, la serie B è lontana più di tre settimane in fondo. Di certi freni però Mandorlini avrebbe fatto volentieri a meno, tanto che qualche tifoso dalla Val Gardena suggeriva un viaggio a Lourdes o una benedizione preritiro. Soprattutto per i difensori.
MURO INCERTO. È bastato un attimo per capire che Emanuele Pesoli avrebbe sistemato alla perfezione la difesa. Sogliano l'ha voluto fin dal primo giorno, l'ha tenuto d'occhio nel ritiro del Siena prima di chiudere. Il diesse conosce bene la leadership di Emanuele e quella testa sempre nella partita. Una raccomandazione al vicino di reparto, testa alta, tanta intensità, imbattibile nel gioco aereo. Lui e Maietta sarebbero la coppia più forte della B. Il condizionale resta d'obbligo, Pesoli deve attendere il procedimento di venerdì e sabato e il giudizio della Disciplinare della settimana prossima. E poco dopo anche la Corte di Giustizia Federale. Il Verona resta col fiato sospeso, Pesoli anche. In una delle tante scrivanie della sede dell'Hellas il suo biennale è sempre ben in vista. Firmato ma non depositato in Lega. Una misura cautelativa d'obbligo. Il punto di domanda è gigantesco, così come il rammarico. Perché Pesoli si sta rivelando davvero l'uomo giusto al posto giusto. La società resta fiduciosa, la sua assoluzione sarebbe una delle notizie più belle dell'estate.
MANCINI IN BILICO. L'altro intoppo è a sinistra. Il nuovo Fatic e il vecchio Pugliese, una scommessa da vincere ed una vecchia colonna non proprio saldissima. Gepy si stava giocando la riconferma e intanto teneva calda l'ipotesi-Bari, che gli offriva due anni di contratto e l'occasione di giocare nella sua squadra del cuore. Hellas prima opzione, poi il Bari. Il contrasto con Cerci e la frattura al malleolo sinistro venerdì nell'amichevole con la Fiorentina hanno tagliato la testa al toro, almeno quattro mesi a guardare gli altri non sono il massimo per chi voleva a tutti i costi guadagnarsi un'altra stagione con Mandorlini. Tutto fermo, almeno per ora. Il Verona vuole capire nelle prossime due settimane se Fatic è tornato il cavallo di razza che aveva incantato all'Inter o il giocatore immaturo che credeva di essere un campione già a vent'anni. Dal suo rendimento Sogliano deciderà l'altro terzino da prendere. Un potenziale titolare, se Fatic si mostrerà ancora incerto. Uno di fascia leggermente più bassa, se Ivan torna quello dei bei tempi. Per adesso ci penserà Albertazzi a coprire a sinistra ma anche al centro. Più solo a destra Crespo, per i problemi al piede sinistro di Abbate che si risolveranno non prima di una decina di giorni. Per adesso da quella parte c'è Huston, in attesa del recupero di Matteo.
COCCO BLOCCATO. Ci ha messo tanto ad arrivare e un attimo a farsi male. L'arrivo a Santa Cristina di Andrea Cocco aveva consegnato a Mandorlini uno dei due attaccanti centrali inclusi nel progetto tecnico, uno da 12 gol nell'ultimo anno con l'Albinoleffe. Pronti, via e il polpaccio si blocca. Non ci voleva, dopo una prima parte di ritiro trascorsa a provare da centravanti Gomez ma anche naturalmente Bjelanovic, che Mandorlini confermerebbe ma che la società ha inserito nella lista dei partenti. Ma il mercato ha le sue regole. Pazienza obbligata, in entrata e in uscita. Ci vuole tempo, anche per oliare tutti i meccanismi e farsi trovare al top per il torne. Operazione possibile, nonostante qualche freno di troppo. Il Verona di quest'anno promette di essere più forte anche delle avversità, con la Fiorentina in fondo l'ha già dimostrato a chiare lettere. «Meglio avere qualche problema adesso che dopo», il pensiero dell'Hellas. Tanto il Verona è forte anche con qualche cerotto.
Alessandro De Pietro
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