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Hellas

27.07.2012

Hellas, c'è profumo di A. Sotto con la Fiorentina

GRANDE ATTESA. I gialloblù di Mandorlini aprono la stagione contro la blasonata Viola: «Sarà dura, anche per i carichi di lavoro, ma nessuno va in campo per perdere...», avverte il mister. I nuovi molto attesi alla prova, «l'inserimento procede...»

Alessandro Carrozza, uno dei nuovi, molto atteso alla prova in un ruolo, l’esterno, fondamentale nel 4-3-3

Alessandro Carrozza, uno dei nuovi, molto atteso alla prova in un ruolo, l’esterno, fondamentale nel 4-3-3
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Il laboratorio trasloca da Santa Cristina a Moena. Assaggio di serie A, ma non solo. Trovarsi la Fiorentina nell'altra metà campo farà un certo effetto, vecchi amici soprattutto sugli spalti ma anche per una storia di ex che non finisce più, a cominciare da Cesare Prandelli. Dodici allenamenti non sono molti per miscelare i pochi superstiti e i tanti nuovi, Mandorlini a questo penserà prima del fischio d'inizio e anche durante. Qualche intoppo va messo in preventivo.
«Lavori in corso» d'altronde è un cartello che in molti affiggono sulla porta di casa di questi tempi. Indicazioni da prendere con le molle, nel bene e nel male. Il risultato conterà poco, «anche se nessuno ci sta a perdere e tantomeno io», ha precisato Mandorlini, giusto per rendere l'idea. Meglio sfoderare subito lo spirito battagliero dei momenti migliori. Non c'è niente di meglio che un avversario di fascia alta per mettere alla prova il concetto di intensità a lui tanto caro, anche se non tutti avranno memorizzato i codici tattici del mister. Comprensibile.
NUOVA LINFA, VECCHIE CERTEZZE. Luglio è un mese equivoco, ma anche agosto lo sarà. Il Verona come tutti gli altri ha suoi prossimi giocatori in ritiro da un'altra parte e ancora con sé gente che non vuole andarsene. Scherzi e normalità di un mercato apertissimo, in cui gli affari migliori (certamente i più convenienti) li concludi proprio sul filo di lana. «Conta sudare adesso, stare insieme, formare la squadra indipendentemente da tutto», sottolineava giorni fa Sean Sogliano, al lavoro per levare da Santa Cristina il superfluo e inserire i tasselli giusti al loro posto.
La grana-Pesoli non ci voleva, Emanuele si era inserito al meglio e in campo già aveva imparato a guidare i compagni. Bjelanovic c'è ma dovrebbe essere a Cittadella, Berrettoni c'è ma non ha particolari richieste. Deciderà il mercato, così come per qualche altro. Mandorlini ha un Abbate da poco recuperato dall'infortunio muscolare di Varese, Calvano continua a correre sulla pista d'atletica per smaltire in fretta l'infortunio ad una caviglia, Fatic è indietro di condizione rispetto ai compagni. Lievi sfumature, adesso conta il blocco-squadra.
Quello non ha mai tradito, per questo Mandorlini l'altro ieri ha esaltato lo zoccolo duro. Lo stadio di Moena sembrerà sempre più piccolo con l'avvicinarsi alle 18.30, ora del fischio di inizio. La capienza non supera i 2.500 posti, ma solo 1.500 potranno accomodarsi in tribuna. Impossibile perdersi Verona-Fiorentina.
SOLITA STRADA. Anche la Fiorentina è un cantiere. Vincenzino Montella sta disegnando piano piano il 4-3-3 brillante di Catania, pur fra tanti pensieri. Senza dimenticare le pressioni e la gestione di un gruppo ancora da formare. La Viola potrebbe perdere Jovetic, ha appena stretto la mano a Viviano e Della Rocca, ha tirato le orecchie al gruppetto che un paio di sere fa è andato sopra le righe alla festa per il compleanno di Cerci, fra qualche birra di troppo e bicchieri andati in frantumi.
Non ha di questi problemi Mandorlini, che però vuole trasformare in fretta tanti buoni (anche ottimi) giocatori in un complesso armonico. Il nuovo Hellas ha paletti precisi, fedeli ad un gioco già sperimentato con successo un anno fa ma con punte ancora più affilate ad esempio in avanti, dove il valore assoluto di Rivas, Carrozza e Grossi può risolvere parecchie problemi. Ancora da educare completamente l'ago-Bacinovic, chiamato «a prendersi le sue responsabilità» e a dirigere il traffico là in mezzo così come impone il suo curriculum. «Deve calarsi in fretta nella nuova dimensione», ha puntualizzato il mister, che in parallelo sta mettendo al suo posto il talento e la maturità di Jorginho.
Attorno a loro tanta qualità. Convince Laner, piace Martinho, trasmette sicurezza Crespo. L'Hellas è più forte nei nuovi ma anche nei vecchi. Maietta è ripartito dagli standard di maggio, Hallfredsson salirà ancora di livello, Gomez promette meraviglie partendo dai lati ma anche sistemato al centro. La Fiorentina sarà il banco di prova giusto per testare progressi e ampliare eventuali lacune. Vietato lasciarsi andare a fuorvianti entusiasmi o tornare a casa col broncio. Assaggiamo un po' di serie A. Vada come vada, tanto è solo calcio di luglio.


Alessandro De Pietro

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