24.07.2012
LE PRIME VERITÀ. Sono bastati pochi giorni di lavoro per far capire ai nuovi il credo del mister. Per ora soltanto esperimenti, ma sempre con grande qualità. Venerdì c'è la Fiorentina, il primo test vero per un gruppo che promette molto
Non c'è tempo da perdere. Santa Cristina è lo specchio delle idee di Andrea Mandorlini. Vecchi concetti e nuove soluzioni. Il materiale umano permette di sbizzarrirsi. I giocatori sono entrati nella parte in un attimo, senza pause se non quella del riposo in camera e del caffé prima dell'allenamento del pomeriggio. Grande spirito, grande concentrazione. Mandorlini parla il giusto e lavora a testa bassa. Non fiata nessuno, sembra che il campionato dell'Hellas debba iniziare domani. ZONA ROSSA. Il triangolo difensivo tanto caro a Mandorlini sarà diverso rispetto a un anno fa. Bacinovic al posto di Tachtsidis sposta qualche equilibrio, il Verona avrà probabilmente meno protezione preventiva ma certamente più qualità in fase di impostazione. Il mister si sta concentrando molto in quella zona di campo, educando Bacinovic e sistemando subito Pesoli vicino a Maietta. Autorità da vendere, esperienza già al servizio dell'Hellas. Pesoli è entrato nel Verona con la disinvoltura giusta. D'accordo, dopo pochi giorni di verità ne esistono poche. La carriera però parla per lui, le qualità anche. L'Hellas vuole accelerare i tempi, venerdì d'altronde c'è già la Fiorentina. Bisogna farsi trovar pronti, anche se è solo calcio d'estate. Tutto fila. Maietta è già in forma campionato, ha iniziato così come aveva chiuso la stagione. Perfetto in ogni suo intervento. Bacinovic naturalmente sarà sostenuto anche dagli altri mediani, a cui Mandorlini ha consegnato le giuste distanze e movimenti precisi. L'altra variante è Jorginho, provato in questi primi giorni da vice-Bacinovic. Il ruolo non gli è sconosciuto, sperimentato alla Sambonifacese ma solo abbozzato all'Hellas. I risultati però per adesso sono molto buoni, in attesa delle prime severe verifiche. GOMEZ OVUNQUE. Juanito al centro dell'attacco non è una novità. Dopo una prima stagione in serie B da 14 gol, Gomez ricomincia con una maggiore conoscenza della categoria ed un'esperienza già solida. Anche in mezzo può fare sfracelli. «Ha già giocato lì, so quanto vale», osservava giorni fa Mandorlini, che da tempo ha memorizzato una soluzione che può far saltare i piani di molte difese. Trentatrè centri in due campionati fra Hellas e Gubbio sono tanti, la serie B è avvisata. Attorno a lui c'è adrenalina in abbondanza, gli esterni saranno uno dei grandi punti di forza del Verona. Un paio di accelerazioni di Rivas hanno strappato applausi a scena aperta, l'intraprendenza di Grossi è subito piaciuta, l'agilità di Carrozza giura di essere un'arma molto affilata, Martinho finora è stato utilizzato da centrocampista a sinistra ma può benissimo spostarsi qualche metro in avanti. Bene così, il Verona ha tante armi anche senza l'attaccante centrale. Figurarsi dopo. EQUILIBRI MANCINI. Tutto sta andando a posto. Manca il bomber, ma anche a sinistra qualcosa potrebbe muoversi. Fatic è una scommessa. Mandorlini ci crede, Sogliano pure. Il mister lo voleva da un pezzo, il diesse certe scommesse le ha sempre accettate e molte le ha pure vinte. Pugliese, rimasto per l'offerta della Pro Vercelli a Scaglia, sta lavorando sodo per garantirsi la conferma. Lui vuole l'Hellas, ma il biennale del Bari non sarebbe affatto da buttare. Dipende tutto dal Verona e dalla volontà di intervenire o meno da quella parte. Per adesso va bene così, ma Fatic più Pugliese non è un binomio definitivo. SQUADRA DI LEADER. Tanta personalità, su quello non ci piove. Il nuovo Verona è più consapevole di valere, te ne accorgi in fretta. Ricco di uomini su cui scommetteresti ad occhi chiusi. Gente da serie A, d'esperienza e di carattere. Bacinovic ha messo subito le cose in chiaro, Jorginho pare giochi a questi livelli da dieci anni, Hallfredsson è il solito straordinario valore aggiunto. Crespo ha giocato campionati d'alto livello col Siviglia e vinto coppe europee, Pesoli conosce la B come le sue tasche, Carrozza e Rivas sapranno gestire i momenti caldi. E alle loro spalle la qualità abbonda in ogni zona del campo. Verona favorito? Etichetta scomoda, ma l'Hellas ha spalle sufficientemente larghe per convivere col ruolo.
Alessandro De Pietro
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