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Hellas

23.07.2012

L'Hellas prende forma
e «Bacio» è già un leader

GIALLOBLÙ IN CAMPO. In attesa di due attaccanti, l'allenatore sperimenta il gioco e gli schemi. I concetti di Mandorlini: allargare il campo e sfruttare l'uno contro uno Il primo gol della stagione lo firma Carrozza, su taglio di Hallfredsson

Carrozza, autore del primo gol stagionale, e Tony Huston, neo acquisto, arrivato dal Le Mans FOTOEXPRESS

Carrozza, autore del primo gol stagionale, e Tony Huston, neo acquisto, arrivato dal Le Mans FOTOEXPRESS
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Santa Cristina. Il pallone non esce quasi mai, di solito succede solo se di qualità ne hai tanta. Il lento scorrere del ruscello quasi a bordo campo accompagna movimenti e giocate, direttive e correzioni. Santa Cristina è uno spettacolo, ma anche il nuovo Verona non scherza.
Mandorlini fa il direttore d'orchestra, attorno a lui un nuovo giocattolo che attende solo di essere plasmato. «Sulla riga», ripete fino alla noia il mister, messaggio chiaro per centrocampisti ed attaccanti.
I concetti-chiave sono semplici in fondo: allargare il campo il più possibile e sfruttare l'uno contro uno degli esterni. Recepisce in fretta Bacinovic, il vero ago della bilancia.
«Bacio», lo chiama Mandorlini, solito martello dedito soprattutto a educare la mediana. Armin ci mette un attimo a comandare la manovra con la sicurezza propria del metodista di razza. Guarda ammirato anche un ragazzino con la maglia dell'Hellas numero 77, quella di Tachtsidis, probabilmente già convinto che la nostalgia per Panagiotis durerà ancora poco.
IDEE CHIARE. Mandorlini si piazza nel cerchio di metà campo, pilota sicuro di un bolide che deve solo trovare i giusti ingranaggi. Ci vuole tempo, anche per questo il Verona ieri mattina sul campo c'è stato per più di tre ore, fra lavoro fisico e tattica. E nel pomeriggio la musica non è stata tanto diversa. «Cerca di mangiare l'erba», l'input a Martinho, altro ragazzo che coi piedi ci sa fare parecchio. Non serve dir nulla a Laner, che ha già il fuoco nelle vene. Ma l'adrenalina giunge da più parti. Dura scegliere i migliori undici in un organico così, pensi subito. Meglio così, bei problemi per Mandorlini.
Col gruppo c'è anche Tony Huston, colpo di Sean Sogliano sottratto a mezza serie A, già punto di forza del Le Mans. Ha diciannove anni, ma non sembra. Dalla sua parte, a destra, si passa a fatica. Il problema è l'italiano, ma un'insegnante di francese è già pronto a colmare la lacuna.
Roberto Bordin, braccio destro di Mandorlini, distribuisce le prime casacche. E l'Hellas prende forma, in più versioni. Di rosso si colorano Rafael, Crespo, Ceccarelli, Maietta, Pugliese con Russo, Bacinovic ed Hallfredsson più Grossi, Bjelanovic e Carrozza. Il verde in difesa va a Nicolas, Huston, Bordin (non male, nonostante la carta d'identità), Pesoli e Fatic.
Jorginho si veste da regista, una strada su cui l'Hellas vuole continuare ad insistere. Mandorlini ad un certo punto lo prende da una parte, ferma il gioco, si sbraccia. Giorgio capisce al volo. Laner lo sostiene a destra, sull'altro versante Martinho corre da vice-Hallfredsson.
Davanti Rivas si diverte a destra, ma con Pugliese trova pane per i suoi denti. Berrettoni si danna l'anima a sinistra, Gomez in mezzo dimostra una volta di più che quella può essere la sua vera mattonella adesso che gli esterni veri abbondano.
La stagione di Gubbio insegna. All'appello mancano solo Abbate e Calvano, ancora alle prese con acciacchi vari. Presto arriverà anche il loro turno.
Il primo gol della stagione lo firma Ale Carrozza, raccogliendo lo squisito taglio di Hallfredsson. Applaude la gente, almeno in duecento ieri sulle risicate tribune del Mulin da Coi a toccare con mano la promettentissima creatura di Maurizio Setti.
C'è anche Federico Sboarina, ex assessore allo sport del Comune di Verona, sempre fedele alla sua grande passione.
FUOCO E FIAMME. L'intensità sale, Fatic entra duro su Grossi, Mandorlini predica calma. Gomez vede la porta anche ad occhi chiusi, ad un certo punto Juanito si inventa un guizzo dei suoi mettendo tutti a sedere prima di togliere le ragnatele dal sette. Numero d'alta scuola.
La porta semovente accorcia il campo, fino a metà. Cambiano le casacche, Pesoli e Fatic si unisono a Maietta e Crespo. Jorginho si affianca ad Hallfredsson e Bacinovic. Mandorlini mescola le carte e cerca risposte. Probabilmente ne avrà già trovate tante, in attesa dei due attaccanti centrali. Molto presto ne arriverà uno, poi anche l'altro.
«Non c'è fretta», ricordava nei giorni scorsi Sogliano, sempre al lavoro fra contatti e trattative da concludere. La società c'è. Giovanni Gardini, il direttore generale, osserva con attenzione fra una telefonata e l'altra, mentre l'Hellas prova a muoversi da squadra. Tutto fila secondo copione, il resto verrà col tempo.


Alessandro De Pietro

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