20.07.2012
UN ALTRO COLPO. Ecco il pezzo che serve per completare la difesa. Oggi potrebbe essere il giorno di Cocco, ma restano in piedi anche altre candidature. Mandorlini ha tra le mani un gruppo solido. Bjelanovic verso il Cittadella
Emanuele Pesoli, l’anno scorso in A col Siena, dovrebbe essere il prossimo colpo di Sogliano FOTOEXPRESS
Verona. C'è anche Emanuele Pesoli, giusto per non farsi mancare nulla. Antico obiettivo di Sean Sogliano, suo giocatore a Varese. Era nel mirino da tempo, il Verona ha aspettato solo il momento giusto prima di portarlo a casa. Pesoli, legato al Siena da un altro anno di contratto, ieri non ha giocato l'amichevole contro il Genova International nel ritiro di San Vito di Cadore. È rimasto in borghese, poi ha salutato tutti. Sapeva già tutto. Il Verona ha bruciato la concorrenza del Novara, che al Siena ha dato Paci e che in cambio avrebbe voluto proprio Emanuele. Trentadue anni il 31 agosto, Pesoli assicura alla difesa centimetri e una buona disinvoltura nel far partire l'azione. Preso a titolo definitivo, altro colpo di primo livello. Oggi l'annuncio. Il resto arriverà, ma difficilmente oggi, per l'attacco. Andrea Cocco, ariete dell'Albinoleffe non controriscattato dal Cagliari, è in mano a Sogliano. Dodici gol con l'Albino, tanta forza, una spina costante per gli avversari. Il posto lo libererà Sasa Bjelanovic, vicino ad un Cittadella che vorrebbe averlo già stasera per la presentazione ai tifosi ma che ha anche chiesto una sostanziosa mano al Verona per il pagamento dell'ingaggio. Solo una tappa intermedia di una grande estate. Tutto d'un fiato il mercato dell'Hellas. Sogliano prima ha seminato, poi ha raccolto. SENZA PERDERE TEMPO. Un mese scarso, non di più. Per compiere la rivoluzione è bastato poco. Colpo di spugna, senza esitare un attimo. Sinonimo di idee chiare in campo e non solo. Il nuovo Verona ha un'aria completamente diversa, fedele alle promesse di una dirigenza accolta con un sospetto di fondo via via scemato con l'arrivo dei fatti e delle promesse mantenute giorno dopo giorno. Aria nuova, passi decisi, mosse puntualmente azzeccate, obiettivi raggiunti come da programma. «Non mi aspettavo tutti questi cambiamenti», diceva martedì Mandorlini a Sandrà, anche lui in un certo senso travolto da una condotta tanto perentoria quanto efficace. Sogliano non ha trascurato nulla, nemmeno i tempi di mercato. Ha tenuto il gioco sempre in mano, fra la sede e gli hotel milanesi. A volte ha viaggiato veloce, altre volte ha rallentato. L'andatura l'ha comunque sempre decisa lui. SOPRATTUTTO I DETTAGLI. Scavare nelle pieghe dei nuovi arrivi dà ancora più sicurezze. Sta nascendo un Verona molto eclettico, fedele al 4-3-3 di Mandorlini ma con interpreti capaci di spostarsi sul campo in varie posizioni senza per questo vederne intaccato il rendimento. Crespo può andare a destra o a sinistra, Martinho sarà uno dei tre attaccanti ma può diventare anche il vice-Hallfredsson. Fatic, nato per spingere a sinistra, è stato terzino negli esordi con l'Inter ma anche attaccante nel tridente di Gasperini. Calvano e Laner sanno stare dappertutto, Grossi può indietreggiare di qualche metro così come accentrarsi. «Forse fra tutti il più esterno è proprio Rivas», ricordava Mandorlini, che avrà già in testa tutti i movimenti possibili e immaginabili di una squadra di livello assoluto. L'ASTICELLA DI SEAN. Il Verona ha sempre lavorato su più fronti, ha saputo crearsi parecchi percorsi paralleli. Proprio per questo Sogliano spesso e volentieri ha potuto dettare le regole, sicuro del fatto suo e della bontà del lavoro di base. Emblematico come il Verona abbia sciolto la questione più problematica di tutte, legata alla sostituzione di Tachtsidis. L'Hellas ha puntato Giandonato, è andata da Iori senza trovare però l'assenso del mercato. Così Sogliano ha tagliato la testa al toro, è volato alto, fino a prendersi uno come Bacinovic certamente fuori portata per molti. Un colpo da maestro. E non è stato l'unico.
Alessandro De Pietro
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