12.07.2012
UNA «DIGA» IN MEZZO AL CAMPO. Arriva in prestito dal Palermo, è stato convocato per la partita che la Slovenia giocherà a Ferragosto contro la Romania. «Mi hanno cercato anche squadre inglesi e tedesche, non solo italiane Ora voglio concentrarmi sull'Hellas sogno di tornare subito in serie A»
Primo giorno in gialloblù per Armin Bacinovic, con la sciarpa dell’Hellas dentro il Bentegodi FOTO EXPRESS
Parla poco, ma si fa capire. L'italiano è quello che è, in campo sarà certamente più spedito. Serve il traduttore per capire Armin Bacinovic, sciarpa dell'Hellas al collo già prima di sedersi a fianco del direttore generale Giovanni Gardini. L'Hellas ha la sua diga, squarci di grande calcio già messi ampiamente in mostra e davanti a sé almeno dieci anni di calcio d'autore. Slavisa Stojanovic, ct della Slovenia, gli ha da poco preannunciato la convocazione per l'amichevole di Ferragosto contro la Romania. Bacinovic è sulla bocca di molti. In Italia ma anche in Inghilterra. «E pure in Germania», aggiunge lui, fiero di un percorso già molto intenso fra Maribor, Palermo e un profilo che molti top club hanno da tempo inserito negli archivi.
Perché proprio il Verona?
«Perché l'Hellas ha grandi ambizioni. Avrò molte possibilità di giocare, questo ha inciso nella mia decisione. Non conta il numero di presenze a fine anno, importante è quanto il club mi starà vicino. Voglio portare il Verona in A, questo è il mio obiettivo e credo non solo il mio. C'erano molte altre offerte per me, anche dall'estero. Ma Verona ha tradizione e storia, sono comunque arrivato in un grande club».
Eccellente il primo anno di Palermo, un po' meno il secondo...
«La scorsa stagione ho giocato poco, ad un certo punto non sentivo più molta fiducia intorno a me. Questo per me è un aspetto davvero rilevante, sono fatto così. Meglio cambiare aria, anche se in una categoria inferiore».
È dipeso anche dal modulo? Centrocampo a tre con Mangia, a quattro con Mutti
«In effetti preferisco giocare in mezzo nel centrocampo a tre, so stare in campo anche con moduli diversi. So adattarmi, non c'è problema. Conosco il ruolo. Se potessi scegliere però non avrei dubbi».
Il tecnico che le ha dato di più?
«Delio Rossi. Grande persona, grande mister. Mi ha insegnato molto, gli devo molto».
A gennaio stava per firmare per il Padova
«È vero, volevo andare via. Non ero ben visto dal mister, era meglio cercare un'altra soluzione. L'infortunio al ginocchio sinistro ha bloccato tutto, ma sarei partito volentieri».
Adesso il ginocchio come sta?
«È perfetto, sono pronto per cominciare. Tranquilli».
I suoi giocatori di riferimento?
«De Rossi, ma anche Pirlo. I più forti contro cui abbia mai giocato. Eccezionali».
S'è fatto un'idea del Bentegodi?
«Conosco il calore della gente, il pubblico è fantastico. Ho già visto qualche partita, sono rimasto davvero impressionato. Sarà decisivo avere il sostegno dei tifosi, abbiamo bisogno di loro. E faremo di tutto per regalare grandi risultati».
Hobby particolari?
«La playstation prima di tutto».
La squadra in cui vorrebbe giocare un giorno?
«Mi piace molto la Premier League, dopo il primo anno di Palermo mi hanno cercato Chelsea e Manchester United. Grandissimi club, ma quello è il passato. Sono stato bene a Palermo, ma adesso voglio concentrarmi solo sul Verona. Mi piace il progetto dell'Hellas. Il prossimo campionato servirà a migliorarmi ancora e arrivare alla serie A. Perché Armin Bacinovic in serie B non vuole restarci a lungo».
Alessandro De Pietro
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