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Hellas

06.07.2012

Setti al lavoro, l'Hellas non è solo un cantiere

LA RIVOLUZIONE CONTINUA. Dieci giorni dopo la sua presentazione ufficiale il numero uno di Via Torricelli fa il punto della situazione su squadra, società e mercato. «Ci stiamo muovendo a 360 gradi Sogliano non ha sbagliato un colpo Sforzini? Deve farsi trovare pronto Il nuovo stadio non è una priorità»

Il presidente del Verona, Maurizio Setti, non nasconde le ambizioni del suo Verona FOTOSERVIZIO EXPRESS

Il presidente del Verona, Maurizio Setti, non nasconde le ambizioni del suo Verona FOTOSERVIZIO EXPRESS
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Le prime mosse trasmettono certezze. Il suo Verona è appena partito, ma Maurizio Setti ha saputo ben presto dar seguito alle intenzioni. Concreto e rapido. La società è stata già rimodellata, sul mercato il Verona è attivissimo, le idee sono molto chiare. Viene facile guardare avanti. «Non possiamo lamentarci - ammette Setti -, ma c'è ancora molto da fare. La campagna acquisti è una fase importante, anche se il Verona sta lavorando su tutti i fronti. Vogliamo arrivare all'inizio del campionato strutturati in ogni settore. Dall'aspetto societario a quello sportivo, compreso il settore giovanile con cui vogliamo raccogliere risultati migliori rispetto al passato».
Sogliano finora non ha sbagliato un colpo…
«L'ho scelto per questo, lui ha caratteristiche simili alle mie. Siamo entrambi esuberanti e sanguigni, magari un po' strani ma di sicuro ci piace essere pratici. Sogliano al 99,99 per cento riesce ad ottenere gli obiettivi che si prefigge. E se non va fino in fondo è solo perché non trova le giuste condizioni. È il direttore sportivo che volevo».
Una lista chiusa a 20 giocatori, esclusi i giovani, e 18 sotto contratto di cui molti fuori dal progetto. Quanto è complicato fare mercato in questo contesto?
«Non è semplice, ma questo problema ce l'hanno tutte le società. Nel Verona ci sono ottimi giocatori, senza tarature negative nei confronti di nessuno. Stiamo solo cercando di migliorare il progetto tecnico e delle scelte bisogna compierle, occorre fare i conti con una lista ristretta e rendersi conto che gestire uno spogliatoio con trenta persone sarebbe impossibile. Tanti ragazzi possono rendere al meglio anche in altre piazze. Mi affido alla loro intelligenza».
Mandorlini quanto inciderà nelle scelte di mercato? Verranno cercati i giocatori per lo più chiesti da lui o più semplicemente quelli con caratteristiche aderenti al suo calcio?
«Intanto abbiamo condiviso delle linee-guida, poi ognuno ha le sue prime scelte. Stiamo cercando di portare a casa gente di qualità e finora ci siamo riusciti. Così come cercheremo elementi con le peculiarità richieste da Mandorlini e magari proprio quello indicato da lui. La collaborazione fra allenatore e diesse fa la differenza. Un giocatore va giudicato non solo per i colpi che ha, ma anche per l'intensità nel rimanere concentrato, per la capacità di fare gruppo. Ci sono tanti aspetti, tutti da tenere in considerazione».
Sforzini aspetta una chiamata...
«Ditegli intanto che si alleni bene, così si farà trovare subito pronto se sarà fra quelli scelti per lavorare col Verona».
Anche Giandonato è una prima scelta?
«È sicuramente un giocatore importante, che ha bisogno di un anno di serie B. Questo non significa che non sia uno da serie A, ma forse deve ancora maturare. Verona sarebbe per lui il giusto mix fra un pubblico da A ed un campionato di B di un certo livello. È dura trovare il sostituto di Tachtsidis».
La campagna abbonamenti quando inizia?
«Un'altra settimana di pazienza, ma ormai ci siamo. La presenteremo presto. Non abbiamo voluto trascurare nulla, c'è anche qualcosa in più rispetto al passato. Vedrete».
Quanto sarà al completo il Verona che partirà per il ritiro?
«Vorremmo lo fosse per l'80-90 per cento, ma fra questioni tecniche ed altre legate a prezzi assurdi o situazioni ingarbugliate non sarà agevole riuscirci. Faremo il massimo, come ho detto anche a Mandorlini. Nel frattempo proveremo a muovere qualche altra pedina».
Sarà ancora Sandrà il campo di allenamento?
«Ne ho parlato con Mandorlini, a lui Sandrà va benissimo. Abbiamo trovato campi in buone condizioni e grande tranquillità, ma capisco anche l'importanza del contatto con la città. Qualche volta potremmo allenarci all'antistadio o comunque in zona, la base però rimane Sandrà».
Presidente, quanto il nuovo stadio è una priorità?
«Fare due conti è un attimo, realizzare un'opera così è un altro paio di maniche. Tutti noi lo vorremmo, ma vi ricordo che in Italia uno stadio di proprietà ce l'ha solo la Juventus ed un signore di nome Agnelli. Se ci sarà la possibilità di andare fino in fondo non ci tireremo indietro, ma non adesso».


Alessandro De Pietro

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