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24.05.2012

Verona ripassa la storia E scopre che... 3° è bello

I PRECEDENTI. Negli ultimi 5 campionati la squadra terza classificata è poi salita in serie A. Quindi l'obiettivo è quello di superare il Sassuolo che andrà a Castellammare in formazione rimaneggiata. Occhio alla Samp di Iachini, la «mina vagante»

Panagiotis Tachtsidis, pezzo pregiato del mercato, a colloquio col presidente MartinelliFOTOEXPRESS

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Sabato ininfluente? Mica tanto. Il terzo posto vale una mezza assicurazione sulla serie A, passaggio cruciale fra playoff leggermente più rilassati e spareggi col fiatone. Negli ultimi cinque campionati mettersi in prima fila ha sempre dato garanzie decisive, condizione sufficiente per restare in attesa della mossa dell'altro e proteggersi, almeno all'inizio, da una cappa diventata puntualmente decisiva. Vincere a Modena potrebbe già cambiare in meglio la storia delle prossime due settimane, scalzando un Sassuolo avvantaggiato dagli scontri diretti ma che si presenterà a casa della Juve Stabia certamente senza i diffidati Sansone, Piccioni, Gazzola e Magnanelli. D'accordo, le ammonizioni si azzereranno. Ma un giallo sabato vorrebbe dire squalifica automatica in gara uno delle semifinali. E questo impone ovviamente riflessioni attente e una gestione saggia delle risorse a disposizione. HUGO INSEGNA. La promozione ha baciato sempre la terza negli ultimi cinque campionati, alcune salvate proprio dalla seconda partita in casa e soprattutto dal privilegio di passare il turno nel caso di gol pari alla fine delle due partite più i relativi supplementari. Per informazioni dettagliate rivolgersi a Victor Hugo Mareco, che sui playoff potrebbe scrivere un libro. Due anni fa un suo gol a Cittadella spianò la strada al Brescia verso la finale, vinta dopo lo 0-0 di Torino e il 2-1 al ritorno con la doppia firma di Possanzini e Caracciolo. A Mareco andò male invece nel 2009, il Brescia quarto fece fuori l'Empoli al primo turno ma si fermò sul più bello, bloccato sul 2-2 al Rigamonti dal Livorno di Diamanti e Tavano e soprattutto travolto 3-0 al ritorno, quando la terza del campionato come da copione alzò la voce, salutò la compagnia e se ne andò in serie A col Bari di Conte e il Parma di Guidolin. LA FAVOLA DI NICK. Ulteriori particolari sul teorema ampiamente dimostrato dalla serie B nella sua storia recente potrebbe fornirli Nicola Ferrari, miracoloso nel 2008 col suo Albinoleffe quarto e bravissimo a far fuori proprio il Brescia di Mareco e a volare in finale col Lecce, guarda caso terzo. Quella volta però l'equilibrio andò a farsi benedire già all'andata, col gol di Abbruscato che divenne di fatto il lasciapassare per la promozione, anche se l'1-1 di Lecce non fu proprio una passeggiata di salute per Papadopulo, pure per merito della mezzora di qualità giocata da Nicola. La regola venne rafforzata con chirurgica puntualità la passata stagione, perchè il Novara di Attilio Tesser saltò il primo ostacolo (la Reggina) dopo lo 0-0 in trasferta e il 2-2 al ritorno. E col Padova fu la fotocopia della semifinale. Zero di tutto alla prima, 2-0 a Novara e tanti saluti.  OCCHIO A BEPPE. I playoff, in questi anni, non si sono giocati solo nel 2007 per il robusto divario (dieci punti) accumulato fra il Genoa terzo e il Piacenza quarto, in un campionato per certi versi scritto dalla forza e il potere di Juventus e Napoli. C'era Beppe Iachini sulla panchina di quel Piacenza operaio che fino all'ultimo provò a ritardare un verdetto che pareva scritto in partenza, con quella carica che ha fatto le fortune del Brescia, del Chievo primo con 85 punti nel 2008 e che ha parecchio aiutato anche una Samp a cui nessuno dava più speranze. Gli occhi sono tutti su di lui. E sulla Doria, che mezza Italia vuole in fretta nel calcio che conta davvero. I playoff però amano essere conservatori, non amano molto i ribaltoni. E di questo Iachini dovrà tener conto.


Alessandro De Pietro

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