Chiazza di idrocarburi nel Menago
CEREA. L'inquinamento dovuto forse al lavaggio abusivo di una cisterna, che ha rilasciato sostanze nocive nel fiume. I pompieri di Legnago hanno posizionato tre barriere assorbenti. Intervenuta anche l'Arpav
Cerea. È stata forse il lavaggio di una cisterna contente gasolio la fonte dell'inquinamento di idrocarburi che si è verificato l'altra sera nel fiume Menago. Alle 20 è «spuntata» una larga chiazza d'olio sull'acqua, all'altezza di via Mantova, della quale si è accorto il sindaco di Casaleone Gabriele Ambrosi: caso vuole che il primo cittadino abbia lì una agenzia di assicurazioni.
«Stavo andando a prendere la macchina parcheggiata poco distante», racconta, «e ho sentito un odore fortissimo di gasolio che rendeva l'aria praticamente irrespirabile». Immediatamente sono state allertate le forza dell'ordine. Sul posto sono corsi i vigili del fuoco di Legnago e i tecnici dell'agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto, l'Arpav. Quest'ultimi hanno prelevato alcuni campioni d'acqua dal Menago: nei prossimi giorni si sapranno i risultati.
Intanto, per cercare di contenere al massimo l'inquinamento lungo il corso del fiume, i pompieri di Legnago hanno invece piazzato delle corde oleoassorbenti: dei «salsicciotti» in grado di assorbire gli idrocarburi galleggianti. La prima barriera è stata posizionata all'altezza del liceo «Leonardo da Vinci», ed una seconda al confine tra Cerea e Casaleone, all'altezza della località Mezzatappa. Sul luogo, avvisato da una telefonata la sera stessa, si è recato anche il sindaco di Cerea Paolo Marconcini. «Fortunatamente l'inquinamento pare di modeste dimensioni e gravità. Purtroppo c'è gente che ancora dimostra di avere scarso senso civico e di non farsi scrupoli ad inquinare».
Ieri mattina, infine, gli ispettori dell'Arpav sono tornati nuovamente sulle rive del Menago per degli ulteriori sopralluoghi dell'area ed hanno così potuto constatare come la macchia di gasolio sia praticamente quasi del tutto scomparsa nei punti in cui era stata rilevata; anche i danni all'ecosistema del fiume sembrano abbastanza limitati.
La pratica di ripulire le cisterne nei corsi d'acqua da parte di qualche «furbetto» purtroppo non è nuova nella Bassa. Poco prima di Natale vittima di questo reato erano stati il canale Terrazzo e il suo affluente Dugale, al confine tra i Comuni di Terrazzo e Legnago. Ora verrà cercato il responsabile dell'inquinamento, risalendo dal punto in cui si è formata la chiazza oleosa. F.S.
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