08.08.2012
GAZZO e NOGARA. È deceduto in ospedale Massimo Costantini, il motociclista scontratosi lunedì con un'auto a Pradelle. La vittima è un operaio di 54 anni che lavorava come caporeparto alla vetreria «Saint Gobain» Lascia un figlio che vive a Verona
L'eliambulanza di Verona Emergenza, che ha trasferito il motociclista all'ospedale di Borgo Trento | La Honda 400 su cui viaggiava il 54enne è finita in un fossato
Un'altra tragedia ha macchiato di sangue le strade della Bassa. Massimo Costantini, il motociclista di 54 anni che lunedì sera a Pradelle di Gazzo si era schiantato frontalmente con la propria moto contro un'auto, non ce l'ha fatta. Il suo cuore ha cessato di battere intorno alle 20, nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Borgo Trento, circa due ore dopo il terribile incidente culminato nel dramma.
Le ferite e i gravissimi traumi riportati nello scontro avevano fatto temere fin da subito per la vita di Costantini, che è rimasto sull'asfalto senza mai riprendere conoscenza nonostante il suo cuore battesse ancora. L'uomo, secondo la ricostruzione fatta dalla Polizia stradale di Legnago intervenuta sul posto, stava viaggiando sulla propria Honda 400 da Gazzo verso Villimpenta. Dopo aver sorpassato un'auto, la moto ha imboccato a velocità sostenuta una semicurva proprio mentre dalla corsia opposta arrivava una Mercedes condotta da L.C, 46 anni, di Roncanova. La donna al volante dell'auto non ha potuto far nulla per evitare lo schianto che ha mandato in pezzi lo scooter mentre Costantini è prima rimbalzato sul parabrezza della vettura per poi volare in aria per alcuni metri prima di piombare a terra. Nell'impatto, il 54enne ha perso il casco di protezione. E proprio questa circostanza potrebbe essere stata la causa del trauma cranico che non ha poi lasciato scampo all'operaio nogarese. I sanitari del 118 hanno tentato in tutti i modi di stabilizzare le seppur deboli funzioni vitali di Costantini per trasportarlo poi in eliambulanza all'ospedale veronese di Borgo Trento. I medici, tuttavia, non sono riusciti a salvare la vita all'uomo a causa della gravità delle lesioni riportate al capo, al torace e all'addome.
La notizia della morte di Costantini è circolata in paese fin dalle prime ore di ieri mattina e ha lasciato tutti sgomenti. L'uomo viveva a Caselle e da qualche giorno si era trasferito nel nuovo appartamento di via Ines Cara per andare a vivere con la nuova compagna. Da alcuni anni, infatti, Costantini aveva chiuso una precedente relazione dalla quale aveva avuto un figlio, Pietro, che ora vive e lavora a Verona. Le tre sorelle dell'uomo si sono chiuse nel loro dolore e preferiscono non rilasciare commenti sulla tragedia che ha colpito la loro famiglia. Per tutta la giornata di ieri nell'abitazione al primo piano dove Costantini , detto «Meme», aveva traslocato c'è stato un via vai di parenti, amici e colleghi di lavoro. L'uomo lavorava da molti anni alla vetreria «Saint Gobain» di Gazzo ed era diventato un capo reparto stimato da tutti i colleghi e dai dirigenti.
In paese era conosciuto per le sue grandi passioni: il tennis e le moto. Purtroppo, quella per lo scooter Honda 400, si è rivelata fatale. La Polstrada di Legnago sta cercando di ricostruire con esattezza la dinamica dell'incidente anche se sembrerebbe ormai certo che lo scooter abbia invaso la corsia di marcia opposta centrando la Mercedes all'altezza del fanale anteriore sinistro, sfondando poi il parabrezza dell'auto e finendo la propria corsa in un fossato ad una decina di metri di distanza. La salma di Costantini si trova ora a disposizione della magistratura, che dovrà dare il nulla osta per il funerale.
Riccardo Mirandola
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