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31.07.2012

Il Comune non gli paga i lavori: «Mancano gli atti di incarico»

CASALEONE. La Zampini di Caprino creditrice di 228mila euro per gli impianti di illuminazione fatti tra il 2004 e il 2007. L'amministrazione Gennari  chiama in causa i predecessori non potendo saldare gli interventi in assenza dei relativi documenti

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Casaleone. Oltre 200mila euro di lavori effettuati tra il 2004 e il 2007 sul territorio ma nessuna carta depositata in municipio che li certifichi. È una situazione ai limiti dell'incredibile quella che da allora sta vivendo la ditta «Zampini Carlo» di Caprino, specializzata in illuminazione stradale, impianti elettrici ed addobbi natalizi. La singolare vicenda è uscita allo scoperto dopo che il neo assessore al Bilancio, Maurizio Lorenzetti, ha fatto redigere al segretario comunale, Giovanni Tamà, una relazione sulla situazione debitoria del Comune nei confronti della ditta Zampini.
Dai documenti relativi agli anni in cui sono stati eseguiti gli interventi è spuntato un conto di 228mila euro così ripartito: 20.455 euro del 2004, 51.089 euro per il 2005, 7.176 euro del 2006, 114.723 euro per il primo semestre del 2007 e 34.587 euro per un residuo di via Venera. «La documentazione è risultata carente di appositi e parziali provvedimenti di incarico e conseguente impegno di spesa per l'esecuzione dei lavori», scrive nella relazione il segretario. Quindi, aggiunge: «Per cercare di dipanare questa ingarbugliatissima matassa, ho contattato Giorgio Fazion (assessore alla Viabilità in quel periodo ndr) che ha confermato quanto affermato in una lettera del 15 maggio 2007». Nella missiva l'ex assessore dichiarava «di non aver nulla a che fare con questi lavori e che la ditta rispondeva direttamente all'ex sindaco Gabriele Ambrosi».
«Ad ottobre 2010 ho convocato una riunione tra gli amministratori e i responsabili degli uffici Lavori pubblici dell'epoca, l'architetto Massimo Vincenzi e l'ingegnere Luigi Lovato», scrive il segretario. «É emerso che gli interessati non hanno mai ordinato i lavori riguardanti gli anni menzionati, per cui non è stato possibile procedere al riconoscimento del credito». La relazione prosegue illustrando gli ultimi passaggi tra i legali del Comune e quelli dell'azienda, che finora non hanno portato ad una soluzione. I lavori svolti dalla ditta Zampini riguardavano l'illuminazione di via Cavalle, via Facciabella, via Venera, via Frittaia, via Traversa e via Boccare. Oltre ad alcuni tratti di via Oppi, via Belfiore, via Martiri della libertà e via Colombare. A questi si sommano l'allestimento e la rimozione delle luminarie natalizie. Ora bisognerà capire dove siano finiti i documenti che comprovano l'esistenza degli incarichi da parte del Comune alla ditta.
«Quando ero all'opposizione», osserva Lorenzetti, «nonostante numerosi solleciti non ho mai avuto risposte». «Anche volendo, vista l'assenza di documenti, non potremmo dichiarare la presenza di un debito fuori bilancio per riconoscere il compenso alla ditta», aggiunge il sindaco Andrea Gennari.
In tutto questo inghippo è paradossale che l'azienda non abbia protocollato sempre le fatture in Comune. «Mi sono fidato degli amministratori di allora», dice il titolare Carlo Zampini. «A loro consegnavo le fatture dei lavori eseguiti, che non venivano però protocollate. Quello che è assurdo è che il Comune mi ha pagato altre fatture, anche queste mai protocollate». «Per gli anni in cui ho lavorato per il Comune», aggiunge l'imprenditore, «la mia ditta aveva un regolare contratto d'appalto ma l'amministrazione non provvedeva a coprire le spese». Poi conclude: «Spesso gli incarichi mi venivano affidati telefonicamente ma ho anche dei fax con gli ordinativi». Sui passi futuri il titolare dell'azienda non si sbilancia. L'intenzione sembra però essere quella di adire alle vie legali denunciando amministratori e responsabili degli uffici di quel periodo. Respinge ogni accusa l'ex sindaco Ambrosi: «I lavori eseguiti dalla ditta sono stati fatti tutti sulla scorta di ordinanze che io stesso avevo firmato per motivi di sicurezza a tutela dell'incolumità dei cittadini. Gli impegni di spesa dovevano essere fatti dagli uffici, sono loro a gestire la contabilità».


Francesco Scuderi

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