martedì 21.05.2013 ore 23.35

TeleArena Radio Verona
Google+ Feed RSS

Oggi in piazza

30.07.2012

«Voglio morire sotto il treno»  Donna salvata dai carabinieri

LEGNAGO. Due militari del nucleo Radiomobile hanno impedito ad una 67enne di togliersi la vita sul ponte della ferrovia. La pattuglia è riuscita a convincere la pensionata a farsi aiutare poco prima dell'arrivo di un regionale partito da Bevilacqua che l'avrebbe travolta e uccisa

L'arrivo dei carabinieri sul ponte della ferrovia DIENNEFOTO

L'arrivo dei carabinieri sul ponte della ferrovia DIENNEFOTO
  • Aumenta
  • Diminuisci
  • Stampa
  • Invia
  • Commenti 0

Ancora pochi minuti, e per una 67enne di Legnago, che l'altra sera aveva deciso di farla finita gettandosi sotto un treno, non ci sarebbe stato più nulla da fare: il treno regionale 20756 in arrivo da Bevilacqua l'avrebbe infatti travolta mentre si trovava seduta sulle traversine del ponte ferroviario dell'Adige con le gambe penzolanti nel vuoto.
Fortunatamente, ad evitare l'ennesima tragedia legata alla depressione piuttosto che alla malattia o a problemi economici - le cause più frequenti che, dall'inizio di quest'anno, hanno già fatto registrare nella Bassa una dozzina di suicidi - è intervenuta una pattuglia del Nucleo operativo e Radiomobile dei carabinieri di Legnago, che è riuscita a trarla in salva appena in tempo. Scongiurando così un'altra morte tragica ed altre lacrime per chi si trova sopraffatto da un dolore destinato spesso a rimanere senza spiegazioni.
Erano le 18.08, quando alla centrale operativa dell'Arma è arrivata una telefonata rivelatasi poi provvidenziale: dall'altro capo del filo una persona, che stava percorrendo la pista ciclabile del fiume, sollecitava l'intervento immediato dei carabinieri in quanto c'era una donna sul bordo metallico del ponte che sembrava avere tutte le intenzioni di compiere un gesto estremo. Nel giro di un paio di minuti la pattuglia è giunta sul posto. E la scena che si è presentata all'appuntato scelto Giuseppe Tisato e all'appuntato Yuri Vitali non lasciava spazio alla minima esitazione. Anche perchè sul collegamento sospeso sull'acqua è assolutamente vietato, per ragioni di sicurezza, il transito pedonale in quanto da un momento all'altro può sopraggiungere un convoglio. Quindi, usando la massima cautela, i due militari sono saliti sul ponte avvicinandosi piano piano alla donna, che non ne voleva proprio sapere di tornare a riva.
«Lasciatemi stare, voglio morire, non ce la faccio più», è stata la prima reazione della 67enne, che minacciava di buttarsi sotto il primo treno in arrivo o di lanciarsi in acqua. La signora non sembrava perciò disposta ad ascoltare i due carabinieri, che tentavano di convincerla a farsi aiutare. Ma i militari del Radiomobile, con una corsa contro il tempo durata 10 minuti, alla fine sono riusciti ad avvicinarla. Mentre il capo equipaggio non smetteva di dialogare con l'aspirante suicida, il collega si è portato alle spalle della pensionata, pronto ad intervenire in caso di necessità. Quindi, incuranti del fatto che poteva sfrecciare improvvisamente un treno ed investirli, i carabinieri sono riusciti ad afferrare la 67enne e a guadagnare la sua fiducia. Tanto da indurla, intorno alle 18.20, ad allontanarsi dai binari e a spostarsi nella sottostante area golenale.
Prima del lieto fine si è sfiorato però il dramma nel dramma. Nemmeno il tempo di raggiungere la sponda, che nell'aria è echeggiato infatti l'inconfondibile rumore di un convoglio in arrivo: era il treno partito alle 18.15 dalla stazione di Bevilacqua e diretto allo scalo di Legnago dove era atteso alle 18.25. Per un soffio, quindi, la donna, che ha poi confidato ai militari di aver scelto di morire per mettere fine ad un'esistenza tormentata da conflitti familiari, e i suoi angeli custodi  hanno rischiato di venire schiacciati dal regionale. I carabinieri hanno poi fatto arrivare sul posto un'ambulanza del 118. Ma la donna si è rifiutata di salirci. Ed ha chiesto ai suoi due soccorritori di accompagnarla in ospedale con l'autoradio di servizio. Ora, si trova ora ricoverata nel reparto di Psichiatria. Sicuramente, quando si riprenderà, vorrà abbracciare i suoi salvatori, che le hanno impedito di compiere un gesto dettato dalla fragilità e dalla disperazione.


Stefano Nicoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti 0

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto e vagliato. I commenti o le parti ritenute inadatte o offensive non saranno pubblicate.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.