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Oggi in piazza

17.07.2012

Terribile schianto sulla via del mare
Una ragazza muore carbonizzata

CASALEONE e CEREA. In un incidente sulla A14 ha perso la vita Ilaria Cuoghi, 21enne di San Pietro Polesine, che lavorava da «Sorelle Ramonda». La giovane tornava da un fine settimana a Riccione in compagnia del collega Silvio Scala di Casaleone rimasto ferito nel tremendo impatto della Toyota

La Toyota Yaris distrutta dalle fiamme divampate nell’incidente

La Toyota Yaris distrutta dalle fiamme divampate nell’incidente
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Casaleone e Cerea. La Toyota Yaris con la quale stavano tornando dal mare in un'assolata domenica di metà luglio è uscita improvvisamente di strada, si è capottata e ha preso fuoco dopo essere piombata come un missile nella scarpata dell'autostrada A14, all'altezza di Solarolo (Ravenna). Per Ilaria Cuoghi, una commessa di 21 anni di San Pietro Polesine (Rovigo), che viaggiava assieme al collega Silvio Scala, 29 anni di Casaleone, conosciuto da poco nel negozio «Sorelle Ramonda» di Cerea dove solo lui tornerà ora a lavorare, non c'è stato scampo. La ragazza, che stando ai primi riscontri si trovava al volante, è stata sbalzata dall'abitacolo ed è morta carbonizzata tra le fiamme propagatesi dall'impianto a gpl della sua auto.
A nulla sono valsi i disperati tentativi di Scala, che è riuscito invece a mettersi in salvo, di strapparla ad una morte orribile che l'ha lasciato sotto choc. E di cui continua a non darsi pace mentre si trova ricoverato in un letto dell'ospedale di Imola assistito dalla mamma Cinzia Marconcini e dal papà Salvatore, partiti immediatamente da Casaleone non appena ricevuta la terribile notizia. È finito così in tragedia un tranquillo fine settimana sulle spiagge di Riccione di due giovani legati da una tenera amicizia destinata forse a diventare amore, che un drammatico destino ha troncato l'altro pomeriggio al chilometro 60 della carreggiata nord dell'A14.
Erano le 13.45 quando, probabilmente per un colpo di sonno anche se le cause dell'impatto sono ancora al vaglio della Polstrada di Forlì intervenuta sul posto con un'ambulanza del 118 e i vigili del fuoco, si è verificato lo schianto. In base ad una prima ricostruzione dei soccorritori, allertati da alcuni automobilisti di passaggio, la Toyota ha sbandato ed è uscita di strada dopo aver superato il casello di Faenza. L'impatto è stato devastante: l'utilitaria è carambolata nel terrapieno laterale dell'autostrada dove si è rovesciata più volte fino a trasformarsi in una palla di fuoco visibile in lontananza, che ha richiesto parecchio tempo ai pompieri per venire domata mentre sull'A14 si formava una coda di oltre 10 chilometri.
Fiamme alimentate velocemente dal gas fuoriuscito dal serbatoio, che hanno distrutto l'utilitaria e spezzato per sempre la giovane vita di una bella ragazza bionda con gli occhi azzurri, che da poco era tornata a vivere con i genitori e la sorellina più piccola, Sofia, nella frazione di Castelnovo Bariano, ai confini con la provincia di Verona. Una casa in cui da domenica si vive un dramma inconsolabile, che si è trasformato nel dolore di tutta comunità del piccolo centro, dove papà Romano, titolare di un'azienda che commercia uova, e mamma Daniela sono molto conosciuti e stimati per il loro impegno nel sociale. Così come era benvoluta anche Ilaria, che dopo il diploma in ragioneria si era trasferita nel Veronese per costruirsi un futuro interrotto bruscamente, con i suoi mille progetti, sulla strada delle vacanze.
Silvio Scala, che era stato assunto la scorsa primavera alle «Sorelle Ramonda» dopo aver lavorato a lungo nella boutique «Sillo Uomo» di Legnago, se l'è invece cavata con una serie di fratture, ferite ed ustioni giudicate guaribili in una ventina di giorni. Malgrado il pericolo scampato, non riesce però a capitarsi dell'atroce morte di Ilaria con cui era partito da casa sabato sera, una volta serviti gli ultimi clienti, per qualche ora di svago sulla riviera romagnola. E con la quale sognava forse di costruire una vita assieme. Il 29enne, che vive con i genitori e la sorella Desiré in piazza del Popolo, è infatti disperato, come ha riferito ieri la mamma alla sua datrice di lavoro. E non si rassegna che Ilaria non ci sia più. «E pensare», riferisce Giacomo, un suo amico ed ex collega, «che Silvio stava attraversando un bel periodo. L'avevo sentito prima che partisse per Riccione ed era al settimo cielo sia per il nuovo lavoro che per la storia che stava nascendo con Ilaria».


Stefano Nicoli

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