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13.06.2012

«L'opposizione vuole risparmi? Siamo già al limite, basta tagli»

LEGNAGO. Il collegio dei revisori dei conti boccia l'emendamento del gruppo di Casari prima che arrivi in Consiglio. La minoranza chiedeva limature per evitare l'applicazione dell'imposta sulla casa Il sindaco: «Rinunciando a quelle spese non potremmo nemmeno spedire le lettere»

Il Municipio di Legnago in un’immagine d’archivio

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Non si placano le polemiche tra maggioranza e opposizion, sulla lista dei tagli che l'amministrazione ha elaborato per la manovra finanziaria 2012, che verrà discussa domani alle 9 in Consiglio comunale. Al gruppo di minoranza di Uniti per Legnago non bastano i 500 mila euro di risparmi annunciati da Alessio Bariani, assessore al Bilancio, derivanti soprattutto dalla razionalizzazione di alcuni servizi e dalla revisione generale delle spese. Secondo l'opposizione, un'ulteriore rivisitazione di alcuni capitoli avrebbe permesso di raggranellare altri 800 mila euro, evitando così l'applicazione dell'Imu, l'Imposta municipale unica, che sarà dello 0,4 per cento per le prime case, e dello 0,99 per le seconde.
La proposta di minoranza, tuttavia, è stata bocciata ancor prima di giungere in aula. Il collegio dei revisori dei conti del Comune presieduto da Luciano Giarola, ha infatti respinto all'unanimità l'emendamento, non ritenendo ammissibili le riduzioni degli importi indicate, dalla manutenzione ordinaria di strade all'abbigliamento dei vigili urbani.
Settore per settore, i funzionari di Palazzo de' Stefani hanno spiegato ai revisori l'impossibilità di ridimensionare alcune voci. L'ufficio tecnico, ad esempio, ha evidenziato che i tagli di 150 mila e 50 mila euro, rispettivamente per viabilità e verde, sono impossibili da applicare, perché buona parte degli importi sono già impegnati. I tecnici municipali, inoltre, hanno sostenuto che «entrambi i capitoli scontano la difficoltà cronica di pareggiare il bilancio, e sono pertanto calibrati al minimo indispensabile, per non cadere nel disservizio, con il rischio di contravvenire alle norme di sicurezza soprattutto su segnaletica e fondo stradale».
Secondo i calcoli dell'ufficio Ragioneria, un'ulteriore ridimensionamento delle uscite, oltre ai 500 mila euro in meno previsti a bilancio, è possibile, ma il volume sarà inferiore di molto rispetto al taglio proposto dall'opposizione. Per i contabili potranno essere recuperati 87 mila euro, soprattutto, dalla riduzione delle spese per l'acquisto di beni e vestiario della polizia locale (-20 mila euro), servizi postali (- 15 mila), manifestazioni culturali (- 13 mila) e contributi alle associazioni (-10 mila).
Il sindaco Roberto Rettondini mette le mani avanti, dichiarandosi contrario a nuove previsioni di risparmio. «Con altri tagli», dice, «non potremmo neanche più spedire le lettere affrancate dal Comune, o dovremmo dare ai vigili la divisa estiva anche d'inverno. Le decurtazioni per associazioni e cultura, inoltre, metterebbero in crisi l'organizzazione di diverse manifestazioni».
«Non ci stupiamo per il respingimento dell'emendamento», dice Tommaso Casari, capogruppo di Uniti per Legnago. «Non a caso, avevamo chiesto un Consiglio ad hoc per valutare le singole voci di intervento. Il segnale era solo politico. Ribadiamo la validità della nostra proposta: con questo bilancio, a perdere saranno i cittadini».


Fabio Tomelleri

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