17.05.2012
LEGNAGO. La Giunta ha bocciato il progetto di una centrale da 14mila metri quadrati prevista da un privato a Vigo. Per l'esecutivo i pannelli solari sono troppo vicini al fiume Adige. Alzata di scudi degli ambientalisti «Si sta consumando il territorio»
Stop ai pannelli fotovoltaici troppo vicini ai siti di interesse naturalistico. La Giunta ha bocciato il progetto di un impianto ad energia solare che un privato ha intenzione di realizzare in via De Pretis, a Vigo, a pochi passi dall'argine dell'Adige. La centrale è prevista su un terreno di 14mila metri quadrati, grande all'incirca come due campi da calcio, e sarà in grado di produrre una potenza massima di 1,44 megawatt di elettricità. L'ultima parola sull'autorizzazione, comunque, spetterà alla Regione, che dovrà decidere se tenere conto del parere negativo dell'amministrazione.
A nulla è valso infatti il tentativo, da parte dei progettisti, di ridimensionare l'impianto. Lo scorso gennaio, quando l'esecutivo di Palazzo de' Stefani rigettò la domanda per la prima volta, il campo fotovoltaico doveva occupare 36mila metri quadrati, necessari ed ospitare 6mila pannelli, disposti su una struttura di acciaio fissata a terra. La Giunta aveva respinto l'istanza poiché l'area ricadeva nella fascia «di tutela dell'ambito fluviale dell'Adige». Mesi dopo il progetto è stato riveduto e corretto, con il dimezzamento del numero di moduli fotovoltaici, scesi da 6mila a 3.600. Questo escamotage non ha convinto però il municipio, che ha bocciato nuovamente l'impianto. «Nonostante la nuova versione preveda l'arretramento dell'impianto di 123 metri rispetto alla fascia di tutela», si legge nella delibera dell'esecutivo, «le modifiche non sono sufficienti ad eliminare l'incompatibilità con il contesto paesaggistico, in considerazione della dimensione dell'impianto e della sua prossimità al corso d'acqua».
«L'ultima parola», puntualizza Graziano Lorenzetti, assessore all'Ambiente, «la dirà la Regione, visto che è l'ente a concedere le licenze, a prescindere dal no municipale». Era andata meglio, invece, qualche mese fa per un altro impianto fotovoltaico a terra, in via Belfiore, a poca distanza da quello appena stoppato. La centrale, con 6.120 pannelli, è in procinto di occupare 42mila metri quadrati ed avrà una potenza massima 1,46 megawatt elettrici. Pur ricadendo nella fascia di tutela dell'Adige, la Giunta ha ritenuto sufficiente per questo impianto «la piantumazione di alberi e siepi sul fronte nord-est del sito, tenendo conto dell'ubicazione decentrata rispetto al fiume».
Se il diniego comunale alla centrale fotovoltaica di via De Pretis è stato accolto favorevolmente da Donatella Ramorino, consigliere di Liberinsieme, la stessa esponente di minoranza critica la concessione di via Belfiore. «Ho scritto alla Regione», afferma, «perché blocchi l'istruttoria e non conceda l'autorizzazione perchè la zona è di strettissima tutela per la golena dell'Adige». Poi aggiunge: «La collocazione dei pannelli a terra rappresenta un cattivo uso del suolo». «Dallo scorso gennaio», sottolinea invece l'assessore Lorenzetti, «la legge non consente più il proliferare dei campi fotovoltaici a terra. Questo è un indirizzo che anche l'amministrazione condivide. Per noi infatti l'installazione è giusta sui tetti degli edifici, oppure nelle zone industriali, non certo sui suoli destinati alle produzioni agricole».
Fino allo scorso dicembre erano stati autorizzati, sul territorio legnaghese, impianti privati, soprattutto medio-piccoli, per un totale di otto megawatt di potenza. «Entro la fine dell'anno», conclude Lorenzetti, «pensiamo che si possano raggiungere i 12 megawatt».
Fabio Tomelleri
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