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15.05.2012

Legnago, inagibili le ex scuole
Sfratto per dieci associazioni

LEGNAGO. Il Comune ha emanato un'ordinanza di sgombero a causa di problemi statici emersi nell'edificio di S. Pietro. I gruppi contrari al trasferimento redigeranno una controperizia per non dover lasciare la sede Bariani: «Va tutelata l'incolumità»

Le ex scuole elementari di San Pietro, che ospitano le associazioni, sono inagibili

Le ex scuole elementari di San Pietro, che ospitano le associazioni, sono inagibili
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Legnago. Le ex scuole elementari di San Pietro sono inagibili. E diventa perciò esecutivo lo sfratto per le 10 associazioni ospitate nello stabile via Albero. Quelle che, fino a qualche settimana fa, erano soltanto voci hanno ora trovato conferma con l'ordinanza di sgombero firmata da Milena Mirandola, dirigente del settore Patrimonio del municipio. La lettera contenente l'obbligo di lasciare libere entro due mesi le stanze del fabbricato è stata inviata ai responsabili dei sodalizi interessati: dall'Arma aeronautica al Club alpino italiano (Cai) passando per l'Associazione nazionale dei fanti all'Ente scuola edile veronese, che hanno in locazione con altri gruppi i locali della vecchia scuola e che ora rischiano di trovarsi in mezzo ad una strada.  Al termine di un sopralluogo, i tecnici di Palazzo de' Stefani hanno rilevato problematiche statiche nell'edificio, inducendo il Comune a classificare come inagibile l'intero complesso. Per questo, l'amministrazione, «per motivi di tutela dell'incolumità dei locatari», ha imposto la «cessazione di qualsiasi attività» oltre allo «sgombero dei locali da tutto il materiale giacente». I responsabili dei sodalizi avranno tempo per imballare i loro effetti fino alla prima decade di giugno. L'esito delle verifiche, anticipato dall'assessore al Patrimonio Alessio Bariani ai responsabili delle associazioni, ha scatenato una levata di scudi tra gli sfrattati, che ora si sono affidati a una controperizia per dimostrare che invece lo stabile è ancora utilizzabile.  «Siamo stati informati dall'amministrazione», spiega Francesco Rinaldi, presidente della sezione legnaghese del Cai, «che alcune porzioni dell'edificio sono deteriorate e che l'impiantistica delle parti comuni deve essere messa a norma. Ma noi preferiamo rimanere nella sede attuale: anche se il Comune ha messo a disposizione le varie sale civiche della città, sarebbe per noi difficile condividere gli spazi con altre realtà». Quindi puntualizza: «Riteniamo che per la nostra associazione così come per l'Accademia pugilistica, che ha montato un ring negli spazi concessi, o l'associazione dei sub, che dispone di attrezzature particolari, sia difficile trovare una collocazione alternativa». Riguardo poi alla controperizia osserva: «Si è offerto di redigerla un ingegnere socio del club dei sub e, una volta pronta, la consegneremo in municipio con cui il dialogo è sempre aperto». Sulla questione interviene anche Giuseppe Rossi, presidente dell'Associazione nazionale del fante: «Lo sfratto non ha senso. Alle ex-elementari, oltre ai gagliardetti e ai riconoscimenti, siamo dotati di parecchio materiale come tavoli, attrezzature da cucina ed altro: non sapremmo nemmeno dove custodirli al di fuori dalle vecchie scuole». «I nostri tecnici», replica l'assessore Bariani, «hanno sollevato dubbi sulla staticità dell'edificio, anche se hanno escluso il pericolo di crolli imminenti. Io non voglio assumermi la responsabilità, nemmeno morale, di quel che potrebbe accadere a chi frequenta il fabbricato. All'occorrenza metteremo a disposizione dei sodalizi le sale civiche e qualche altro spazio. Se il documento presentato dalle associazioni rivelerà che non ci sono pericoli, allora le organizzazioni potranno continuare a utilizzare le ex scuole».  Sulla vicenda Claudio Marconi, segretario e consigliere del Pd, aveva presentato un'interrogazione nelle scorse settimane. «Questa non è una politica di sostegno adeguata», evidenzia. Quindi ha invitato il sindaco Roberto Rettondini «a prorogare questo sfratto insensato, fino a quando non si troverà una soluzione».


Fabio Tomelleri

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