12.05.2012
LEGNAGO. L'allungamento dei tempi di copertura dei resti solleva proteste tra baristi e ristoratori in vista dell'estate. I commercianti sono preoccupati che il cantiere allontani i clienti. Ordine del giorno di Marconi (Pd) per trasformare il sito in giardino
Gli scavi di Porta Mantova ricoperti di terra e sullo sfondo il plateatico de «La Comida» DIENNEFOTO
Riesplode la bufera su Porta Mantova. Dopo l'acceso dibattito che lo scorso autunno aveva spaccato in due il Consiglio comunale, diviso sull'opportunità o meno di coprire i resti archeologici del manufatto seicentesco, il dilatarsi dei tempi dell'intervento di riqualificazione del primo tratto di corso della Vittoria - affidato in gennaio dal municipio all'impresa Zeviani di Legnago - ha mandato ora su tutte le furie i titolari di bar e ristoranti che si affacciano sugli scavi.
Gli esercenti, infatti, temono che, con l'approssimarsi dell'estate, il permanere del cantiere scoraggi ulteriormente i clienti a fermarsi nei locali, facendo sfumare gli incassi già di per se magri a causa di una crisi economica con pochi precedenti. Stando al progetto da 750mila euro, varato dalla Giunta a novembre, la superficie di 700 metri quadrati sarà ricoperta da pietra bianca di Vicenza, porfido e ciottolato. Il tratto, poi, sarà riaperto al traffico, rendendo così interamente percorribile il boulevard cittadino. Tuttavia, la posa della pavimentazione, a distanz adi qualche mese, non è ancora iniziata. «Sono sei mesi che subiamo questa situazione di stallo», protesta Mirco Saoncella, contitolare del lounge bar «La Comida Grill House», «e diversi clienti, vedendo la distesa di sabbia a ridosso del plateatico, con la polvere che si alza ad ogni colpo di vento, non si fermano nemmeno per un aperitivo. Non posso far sedere la clientela accanto a un cantiere aperto. Da settimane tutto sembra immobile: ci troviamo in seria difficoltà ad organizzare serate musicali all'aperto».
«Dopo le nostre proteste», prosegue il ristoratore, «il Comune qualcosa ha fatto, come eliminare una rastrelliera per biciclette che ostacolava i pedoni. L'opera, però, deve essere finita a stretto giro. Altrimenti, il municipio farebbe bene a rinviare il completamento dell'intervento a settembre». All'alzata di scudi di Saoncella si associa quella di Alessandra Mercurio, titolare del Paglia Café. «La nostra attività è bloccata», evidenzia l'esercente, «non solo per la crisi, ma anche dal perdurare dei lavori. Il cantiere ha l'aspetto di un'area abbandonata. Il Comune si deve dare una mossa: così impoverisce il centro storico».
Nel frattempo la questione è diventato un caso politico. Claudio Marconi, segretario e consigliere comunale del Pd, ha presentato infatto a Palazzo de' Stefani un ordine del giorno, sottoscritto anche da Liberinsieme e da Uniti per Legnago, per trasformare l'area dei resti archeologici in un parco a servizio della vicina «cittadella dell'anziano», ossia il centro diurno inaugurato ieri pomeriggio nell'ex sede del Mutuo soccorso. «Il fabbricato», sottolinea Marconi, «pur dotato di tutte le comodità manca di spazio verde esterno. Il terreno posizionato sopra Porta Mantova potrebbe perciò essere riadattato a parco per anziani e cittadini. Così le auto non tornerebbero a transitare in quel tratto».
Ma il sindaco Rettondini non ci sta. Respinge al mittente il progetto alternativo di Marconi. «Su Porta Mantova», rimarca il primo cittadino, «non si torna indietro. E poi, quando Marconi sedeva nell'ex Giunta Gandini, faceva forse scendere gli anziani dentro la "busa", quando gli scavi erano ancora aperti?». Sulla tempistica Rettondini assicura: «Ho sollecitato la ditta affinché riprenda i lavori il prima possibile». All'ufficio tecnico precisano che la sosta del cantiere è stata dettata dalla necessità di far assestare il terreno sopra il sito archeologico. Dalla prossima settimana gli operai dovrebbero comunque riprendere i lavori con la posa della soletta in cemento. Il cantiere, imprevisti permettendo, sarà concluso entro giugno.
Fabio Tomelleri
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