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26.04.2012

«Terra rubata all'agricoltura». È scontro sui piani con i privati

LEGNAGO. In una convention ambientalista i consiglieri Casari e Ramorino attaccano gli accordi stretti dalla Giunta. Per i due esponenti di minoranza il Comune ha «bruciato» 108mila metri quadrati di terreno agricolo per far spazio a case e capannoni

Tra gli accordi di programma criticati dall’opposizione c’è anche quello per l’estensione della «Corradina»

Tra gli accordi di programma criticati dall’opposizione c’è anche quello per l’estensione della «Corradina»
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Legnago. Secondo l'amministrazione comunale sono un'occasione di sviluppo per la città, che avrà in cambio opere pubbliche e risparmierà sui costi per gli espropri. Invece per Tommaso Casari, neo capogruppo di Uniti per Legnago, e Donatella Ramorino di Liberinsieme, gli accordi di programma e di pianificazione, alcuni già avviati dalla precedente Giunta Gandini e giunti a definizione con l'esecutivo guidato da Roberto Rettondini, «bruceranno» migliaia di metri quadrati di terreno agricolo- un'area di 108mila secondo i calcoli dei due esponenti di minoranza- per far spazio a case e capannoni.
Le critiche dei due consiglieri di opposizione contro la politica di sviluppo territoriale del Comune sono emerse nella convention ambientalista indetta in sala civica dalla sezione locale del Forum nazionale «Salviamo il paesaggio». «Gli accordi di programma e di pianificazione», ha sottolineato l'ex Pd Casari, «incidono pesantemente sul territorio perché, in cambio di opere di pubblica utilità, di fatto permettono al privato di trasformare zone agricole in edificabili, oppure spazi destinati a verde non attrezzato in residenziali». Sul piano pratico, l'architetto Casari ha illustrato l'esempio del progetto dell'area «Corradina», a ridosso della ferrovia Legnago-Mantova, il cui accordo preliminare fu approvato lo scorso anno in Consiglio, con l'astensione del centrosinistra, dopo un iter avviato diversi anni prima.
«Il Comune», rimarca il consigliere, «in cambio di una nuova strada, di una pista ciclopedonale e di 13mila metri quadrati di giardini, non sborserà i 148mila euro per le indennità di esproprio. Tuttavia, con l'accordo preliminare di pianificazione del maggio 2011 ha già concesso la trasformazione di 45mila metri quadrati da verde attrezzato a zona residenziale. Così è stata data la possibilità di costruire ben 45mila metri cubi di edificato». Poi, sull' accordo preliminare giunto in porto lo scorso giugno, per il campo sportivo di San Pietro, osserva: «Il municipio non verserà anche in questo caso l'indennità di esproprio, calcolata in 329mila euro. Per contro ha autorizzato la trasformazione di 32.800 metri quadrati di terreno rurale in residenziale». Per l'ampliamento dell'area «Peep» di Porto, invece, «saranno sottratti 13mila metri quadrati all'agricoltura».
Nel calderone delle polemiche i due consiglieri hanno inserito anche l'area «Ponte Fior di Rosa», per la quale a dicembre è approdata in Giunta una proposta di accordo. Donatella Ramorino, ha evidenziato: «Qui è evidente che si consumeranno 17.500 metri quadrati di suolo in più». Sul futuro ampliamento del parcheggio di via Adige, invece, ha sottolineato: «Provocherà lo sbancamento della scarpata, per circa 12mila metri cubi, sradicando la vegetazione naturale». Quindi la «pasionaria» ambientalista ha definito la cessione dell'area «Ex Italgas», dove sorgerà il grattacielo, una «svendita», poichè «questa cementificazione in verticale non corrisponde a un risparmio di suolo».
Moreno Nalin, assessore a Lavori pubblici e Urbanistica subentrato a settembre al defenestrato collega del Pdl Paolo Longhi, rispedisce al mittente le critiche. «La filosofia degli accordi di programma è un'altra: anzi dovremo essere grati ai privati che hanno creduto di investire nel territorio. Grazie a questi contributi sorgeranno infrastrutture necessarie alla comunità». Quindi osserva: «In particolare, grazie agli accordi della Corradina e di Ponte Fior di Rosa, ci sarà la valorizzazione di tessuti urbani prossimi alla periferia, con strade e altre opere, in parte già realizzate, oltre alla nuova caserma dei carabinieri, che sarà a carico dei privati».
Per queste operazioni, e per quelle ancora in itinere, come la realizzazione della nuova casa di riposo di Vangadizza, Nalin assicura: «Ogni progetto è stato analizzato attentamente dal punto di vista dell'interesse pubblico, senza fare sconti o regali a nessun privato».


Fabio Tomelleri

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