21.04.2012
LEGNAGO. Presentato il progetto di collegamento tra il fiume e le golene con passerelle per poter accedere alle rive. La città sempre più collegata al suo corso d'acqua e alle sue bellezze naturalistiche che diverranno percorsi per tutti, turisti e sportivi
La città si riappropria del suo fiume, l'Adige, con attracchi, percorsi naturalistici e strutture che permetteranno a cittadini e turisti di riscoprire le golene. La Giunta ha infatti dato il via libera al progetto definitivo «Il sole, il papavero e l'acqua».
La riqualificazione interesserà le sponde da Angiari a Villa Bartolomea, anche alla luce del fatto che l'Adige è classificato come Sito di importanza comunitaria (Sic). L'amministrazione, dunque, con quelle di Angiari, Villa Bartolomea e Terrazzo, sono coinvolte nell'iniziativa, che è stata finanziata dalla Regione con 250mila euro, su una spesa complessiva di 335mila.
L'intervento, progettato dall'architetto Roberto Danieli, consisterà nella realizzazione di quattro pontili galleggianti, con passerelle di collegamento a terra, nei quattro paesi rivieraschi. Gli attracchi consentiranno l'ormeggio di imbarcazioni fino a 12 metri di lunghezza. «Lo scopo del progetto», ha detto Danieli, «è quello di permettere a piccole imbarcazioni a motore, ma soprattutto a canoe e barche a remi, di approdare con facilità sulle rive. Si potrà così accedere ai percorsi naturalistici già esistenti, dove si può percorrere un itinerario protetto da traffico, per sport o per svago».
I lavori verranno eseguiti in modo da dare continuità agli interventi sulle sponde effettuati negli ultimi anni. «Le installazioni», aggiunge il progettista, «renderanno accessibile in maniera stabile la via d'acqua, ricostruendo il rapporto del fiume con gli antichi borghi e i centri abitati».
Secondo il programma dell'ufficio tecnico, che sta acquisendo le autorizzazioni del Genio civile e della Soprintendenza ai beni paesaggistici, entro la fine del 2012 dovrà essere firmato l'accordo definitivo con la Regione, per usufruire dei fondi stanziati. Quindi si potranno affidare i lavori, probabilmente tra un anno, e dureranno tra i sei e gli otto mesi.
Sui pontili che verranno installati, il progettista sottolinea: «Si è pensato di utilizzare una tipologia galleggiante, che ben si adatterà al profilo della riva, permettendo di superare dislivelli anche di nove metri tra la scarpata e il pelo dell'acqua. Saranno manufatti facilmente smontabili, in caso di necessità dovute a piene straordinarie».
Le strutture saranno collocate sulle rive in maniera tale da ridurre al minimo l'impatto visivo. Inoltre avranno una struttura portante in profilati d'acciaio e il piano di calpestio sarà in legno duro, di origine tropicale. Un sistema di piastre di raccordo consentirà l'accesso ai disabili. Permetterà, inoltre, di isolare l'accesso quando i pontili non saranno utilizzabili, impedendo atti vandalici o impropri. A completamento, verranno inserite panchine, tavoli, cestini e bacheche informative. Saranno piantati circa 40 alberi nelle quattro aree di attracco. In due zone della golena del capoluogo, poi, saranno posizionate una tensostruttura di 10 metri di lunghezza per 10 di larghezza, ed una casa in legno su ruote, lunga sei metri e larga tre.
«Il progetto», spiega Moreno Nalin, assessore ai Lavori pubblici, «permetterà ai cittadini di riavvicinarsi all'Adige, vista la storia plurisecolare di Legnago come cittadina fluviale. L'iter è stato avviato prima del mio insediamento come assessore, quindi prendo atto del lavoro fatto dall'amministrazione comunale per poter concretizzare quest'iniziativa».
Fabio Tomelleri
Partecipa. Inviaci i tuoi commenti