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13.04.2012

Spazi angusti e poca privacy. Poste di Porto, sale la protesta

LEGNAGO. I residenti del quartiere e delle frazioni di San Vito e Canove lamentano disagi nell'utilizzo dello sportello. Il Pd ha promosso una petizione all'entrata dell'ufficio postale affinché sia ampliata la sede e vengano migliorati i servizi

La raccolta di firme promossa dal circolo cittadino del Pd davanti all’ufficio postale di Porto DIENNEFOTO

La raccolta di firme promossa dal circolo cittadino del Pd davanti all’ufficio postale di Porto DIENNEFOTO
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Spazi insufficienti, attese e code estenuanti anche per il semplice pagamento di un bollettino, oltre al diritto alla privacy che va a farsi benedire. L'ufficio postale di via Pio X a Porto è carente sotto vari aspetti e non riesce a soddisfare le esigenze dei 7.200 residenti del quartiere di sinistra Adige e delle frazioni di San Vito e Canove. Sono decine gli utenti che, dal lunedì al sabato, si servono degli sportelli della succursale di Poste italiane per inviare raccomandate, depositare i propri risparmi o riscuotere la pensione. Gli stessi clienti ora chiedono che vengano eliminati i disagi e potenziato il servizio.
Una raccolta di firme, promossa dal circolo cittadino del Partito democratico proprio davanti all'entrata dell'ufficio postale, ha raccolto in un paio d'ore 50 adesioni. La petizione proseguirà mercoledì prossimo nello stesso luogo e alla stessa ora. Una volta che sarà conclusa la raccolta, il Pd chiederà al sindaco Roberto Rettondini «di sollecitare i funzionari delle Poste affinché venga ampliato lo spazio a disposizione dell'utenza e venga migliorato il servizio allo sportello». «Per comunicare con i clienti o sbrigare le commissioni», spiega un artigiano del quartiere, «ci dobbiamo recare spesso in posta, ma i tempi di attesa sono lunghi. Anziché metterci in fila, preferiamo percorrere qualche chilometro in più e recarci in un'altra filiale». «La sala d'attesa si riempie in fretta», osserva un anziano, «e ci sono solo tre posti a sedere per attendere il turno. Quando va bene funzionano due sportelli. Tuttavia, se davanti al primo la fila è troppo lunga, il secondo resta vuoto, perché è destinato solo ad un determinato tipo di operazioni».
La signora Franca, 84 anni, abita a due passi dall'ufficio postale. «Non mi reco più in questa filiale», confessa, «anche perché l'ultima volta che l'ho fatto sono stata costretta ad attendere 45 minuti per avere una raccomandata che mi era stata spedita. In caso di necessità, utilizzo gli altri sportelli della città». Un residente, di 40 anni, abitante a San Vito, evidenzia: «Per chi sta in fila non c'è il minimo rispetto della privacy: con tante persone in piedi, nello spazio di pochi metri, ognuno può ascoltare gli affari degli altri». «È un dovere delle Poste essere al servizio del cittadino», rimarca una residente, «qui a Porto, invece, sembra valido il concetto opposto». «Oltre ad attese interminabili», aggiunge Nazarena, casalinga di San Vito, «raggiungere l'agenzia postale è complicato poichè si trova di rado parcheggio nelle vicinanze».
A farsi portavoce delle problematiche lamentate nei centri di sinistra Adige, ci hanno pensato il segretario del Pd Claudio Marconi e Clara Scapin, consigliere provinciale dello stesso partito. «Chiederò al sindaco», osserva Marconi, «di sollecitare i vertici dell'azienda in modo che trovino per la filiale uno spazio più comodo e accessibile». «Non ci sono abbastanza spazi per gli anziani», rimarca Scapin, «e il servizio allo sportello va di certo migliorato. A Porto esiste anche un polo formato da scuole di ogni ordine e grado, frequentato da tremila studenti. Il disagio per i genitori, in queste condizioni, è totale nei periodi in cui devono spedire documenti o versare le rette delle iscrizioni dei ragazzi».
Sulla questione, l'Ufficio stampa di Poste Italiane fa sapere «che al momento non ci sono progetti per la filiale di Porto». Per poi precisare: «Alle amministrazioni locali, di regola, rispondiamo attraverso il nostro canale istituzionale. Faremo così anche per le osservazioni che verranno presentate dal Comune».


Fabio Tomelleri

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