25.02.2012
BOVOLONE. Imprenditrice per passione: dopo due anni di studi la voglia di cucinare dolci ha avuto il sopravvento. Mozzo si è perfezionata, ha fatto corsi professionali e ha contagiato il marito, che ora lavora a tempo pieno all' «Aroma»
Bovolone. Lascia l'Università di medicina per seguire la sua passione per i dolci e apre una pasticceria. Stella Mozzo, 25 anni, mamma di due bambine, al termine del secondo anno di esami ha cambiato radicalmente vita. Con il marito Aroldo Mantovani, 31 anni, impiegato nell'azienda di famiglia che opera nel settore del mobile, ha trovato il coraggio per aprire una pasticceria. Dopo un anno di rodaggio, la scelta così azzardata sembra darle ragione. Tutto è iniziato tra i libri. Di mattina era Stella che preparava la colazione per le amiche: le sue erano colazioni speciali, come in pasticceria, e lei motivata dai successi che riscuoteva ha cominciato a perfezionarsi. Per Stella fare i dolci era anche un gioco, da fare con le sue due bambine di 7 e 5 anni. È maturata così, un po' per gioco e grazie a una forte passione, la vocazione di Stella. Alla fine Mozzo ha abbandonato gli studi, che peraltro andavano bene, deludendo un po' i genitori e soprattutto la mamma che è medico, ma ottenendo poi la loro comprensione. Oggi Sara gestisce con il marito la pasticceria «Aroma», il 9 aprile il locale compirà un anno. Nella legge a sostegno dell'imprenditoria giovanile ha trovato il modo di finanziarsi. Oggi i posti di lavoro creati sono quattro. Stella racconta: «Avevo finito il primi due anni di medicina, i voti erano buoni, ma a un certo punto mi sono accorta che mi divertivo di più a preparare la colazione e i dolcetti per le amiche e per le mie due bambine Sabrina e Chiara che non a fare gli esami. In effetti le mie due figlie sono state una bella leva, nel senso che a loro piaceva molto e mi incoraggiavano, insomma tutto è nato un po' per gioco e alla fine ho seguito questa mia passione per la pasticceria. L'ho preferita alla sicurezza che ti può dare un titolo di studio». Così Stella si è perfezionata in casa, da sola, poi ha letto tutto quello che si poteva trovare in internet e infine ha fatto dei corsi professionali a Brescia. «Di recente», annuncia, «ho fatto un corso sullo zucchero artistico. Prima di aprire ho cercato lavoro come dipendente, ma non ho trovato niente. Ne abbiamo parlato in famiglia e abbiamo deciso di fare un passo importante, un investimento reso possibile anche dai contributi della legge Tremonti. Abbiamo un mutuo impegnativo, ma riusciamo a pagare le rate. Abbiamo aperto una caffetteria che ci permette di far conoscere i nostri prodotti, puntiamo molto sul passa parola e su Facebook per il marketing, e funziona». In cucina lavorano in tre, più due part-time al bancone. È una bella fatica perché la caffetteria sta aperta dalle 6,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19,30, ma in cucina si inizia già alle 4,30. «La mia è una pasticceria moderna e leggera, molto orientata a delicate mousse, che risente della scuola francese, molto attenta alla presentazione elegante. Stanno avendo un buon successo le torte nuziali stile americano, quelle molto colorate, fatte a più piani con pasta di zucchero, però con ingredienti italiani selezionati, rese famose dal programma sky il boss delle torte», spiega ancora Stella. I sacrifici sono tanti ma i i clienti non mancano, e l'entusiasmo è forte. Il marito Aroldo alle 7 del mattino torna a casa dopo le prime due ore e mezza di lavoro per accompagnare le bambine a scuola, la macchina l'hanno venduta e sostituita con un furgoncino che torna buono per le consegne. Un aiuto arriva dai suoceri, che al pomeriggio seguono le bambine. «È un aiuto materiale, non finanziario quello che ci danno», conclude Stella Mozzo, «questa è una cosa che abbiamo voluto noi e vogliamo farcela da soli».
Roberto Massagrande
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