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14.02.2012

Patti: «Sono io la vera vittima
del fidanzato della Fabiani»

LEGNAGO. Parla il padre del gestore della sala slot «Royal Game» che afferma di essere stato preso a pugni in faccia. La vicenda della soubrette invitata a inaugurare un locale a San Pietro si fa intricata perché spunta un'altra versione: nessuno però ha fatto querela

Antonio Patti, con le ecchimosi alle labbra lasciate dalle botte

Antonio Patti, con le ecchimosi alle labbra lasciate dalle botte
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Legnago. Che le cose quella sera - venerdì 10 febbraio- fossero andate storte, lo si era capito da quanto la soubrette Alessia Fabiani e il fidanzato Fabrizio Cherubini avevano sostenuto che i gestori della sala slot «Royal Game», che volevano la showgirl per dare lustro al battesimo del nuovo locale, non avrebbero saldato il cachet pattuito per la sua presenza e da ciò è nata una discussione presto degenerata in rissa verbale e fisica. A farne le spese sarebbero stati la showgirl - ferita al polso e con qualche lussazione al collo - e Cherubini - ferito alla mano. Ma, a tre giorni dai fatti, spunta un altro «tumefatto», Antonio Patti, la cui figlia gestisce la nuova sala giochi in piazzetta Boscagin di San Pietro di Legnago. LA VERA VITTIMA. «La vera vittima di questa vicenda sono io», sostiene Antonio Patti, «ho il setto nasale rotto, sono ferito alla mandibola e al labbro. Senza che me l'aspettassi, Cherubini, il fidanzato della signorina Fabiani, mi ha preso a pugni, 3 o 4, davanti al ristorante Basiliko». Allora torniamo dall'inizio, nella speranza che in due versioni sbuchi qualche lampo di verità, anche perché, per ora e per quanto si sa, nessuno dei protagonisti della rissa e delle botte ha presentato denuncia. «Fabiani mi è stata proposta da Carmen Morello, un'attrice amica mia, conosciuta in Facebook e che ammiro. Morello avrebbe presentato la serata e la soubrette avrebbe intrattenuto gli ospiti con la sua presenza. Aveamo concordato 1.500 euro di compenso, e non 5.500, oltre il rimborso delle spese di viaggio e il pernottamento all'hotel, per lei e per il fidanzato Cherubini. Accettato l'accordo, venerdì andai a cena al Basiliko e la mia compagna è andata alla stazione di Verona a prelevare, alle 19, la coppia che arrivava da Roma. Preciso inoltre che il conto al ristorante è stato pagato». I GUAI COMINCIANO AL RISTORANTE. «Stavo mangiando con Bruschetta (alias Matteo Giuliani), il postino di Zelig. Si era già fatto tardi ma Fabiani, che prima è passata dall'hotel a Villa Bartolomea, voleva mangiare e quindi ho detto a Carmen di raggiungermi tutti. Con loro c'era anche Mara Adriani, del Grande Fratello 10. Ad un certo punto mi chiama mia figlia Oriana Federica che la gente alla sala giochi cominciata a spazientirsi nell'attesa, sostentendo che fosse la solita bufala dell'annuncio dell'arrivo di personaggio famosi che poi non si vedono. A quel punto siamo usciti e sono salito in macchina per andare alla sala slot. Mi si avvicina Cherubini e mi dice che se non li paghiamo subito, loro non mettono piede nel locale. Ho fatto loro presente che erano in straritardo e che ormai era tutto inutile. A quel punto, sono iniziati gli insulti e mi sono arrivati dei cazzotti in faccia. Fabiani, nel tentativo di intervenire, è scivolata sul ghiaccio» «IO NON HO FERITO NESSUNO», prosegue Patti nel suo racconto, «mentre io ho il setto nasale rotto e sono ferito alla mandibola e al labbro. Non so cosa sia successo poi, a parte il fatto che sono stati riaccompagnati in albergo. Forse hanno litigato tra di loro, forse si sono picchiati a vicenda. Ma io non ho torto loro un capello». La rissa, altro elemento inconfutabile, è avvenuta fuori dal ristorante Basiliko, dove gli animi si sono esacerbati per gli orari, il cachet e gli animi, che da entrambi le parti, ormai erano tesissimi. «E pensare tutto quello che ho speso per quella serata. Ho fatto stampare e distribuire 50 mila volantini, acquistato pubblicità alla radio, pagato biglietti di treno e versato un anticipo di 500 euro. Tutto in regola. Ma quelli che non sono stati alle regole sono stati loro: Fabiani e il fidanzato, un violento». «I carabinieri li hanno chiamati loro, una volta arrivati all'hotel ed hanno raccontato una versione inverosimile».  LA VERSIONE DI PATTI. Patti sostiene che la sua versione può essere confermata da molti testimoni, compresi i gestori del ristorante che hanno visto tutto e la sua amica Carmen, l'unica con la quale ha tenuto i contatti per avere Fabiani al «Royal Game».  «E pensare che io nemmeno ricordavo chi fosse Alessia Fabiani», si rammarica Patti, «conoscevo Carmen Morello, ma mi è stato chiesto di accettare la sua presenza, anche perché era tanto che non lavorava. Mi ritengo gravemente danneggiato, sia io che mia figlia che per l'investimento fatto per il locale».


Daniela Andreis

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