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Agricoltura, infortuni in calo ma l'incidenza resta elevata
LEGNAGO. I sinistri rilevati dallo Spisal dell'Ulss 21 nelle aziende della Bassa sono diminuiti in un anno da 309 a 292. Nel 2011 non si sono verificati incidenti mortali sul territorio. Il primato per i casi più gravi va a Legnago, Ronco e Zimella
Nelle aziende agricole della Bassa calano gli infortuni. Anche se il loro numero rimane comunque elevato e continua a preoccupare l'Ulss 21, che non intende affatto abbassare la guardia puntando su maggiori controlli e informazione tra le imprese.
Nel 2011 il Servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti sul lavoro (Spisal) di Legnago, per la prima volta, non ha rilevato alcun incidente mortale nelel imprese agricole della pianura veronese. Al contrario, sia nel 2009 che nel 2010, si erano verificate due «morti bianche», una per ciascun anno. Le vittime, entrambe ultrasettantenni, erano state travolte dai trattori su cui stavano lavorando. Dagli ultimi dati elaborati dallo Spisal emerge una diminuzione complessiva degli infortuni: in un anno sono passati infatti da 309 a 292. In particolare, sono calati gli incidenti gravi, quelli cioè che comportano lesioni permanenti o assenze prolungate dal lavoro: da 55 si sono ridotti a 38. I sinistri denunciati nella Bassa rappresentano oltre un quinto di quelli rilevati in tutta la provincia di Verona (1.372). Se si considerano le denunce ai fini assicurativi dell'ultimo biennio, nessun paese della Bassa è stato esentato da incidenti gravi nel comparto rurale. Esclusi i 24 casi di Zevio, che fa parte dell'Ulss 21 ma non della Bassa, la poco invidiabile classifica è guidata da tre Comuni a pari merito: Legnago, Ronco all'Adige e Zimella, che hanno registrato 12 incidenti in 24 mesi. All'ultimo posto, invece, c'è Angiari, dove in due anni si è verificato un solo sinistro.
«Gli infortuni rimangono pur sempre troppi», commenta Marco Bellomi, responsabile dello Spisal legnaghese, «e la causa principale è la disattenzione nell'impiego dei mezzi agricoli. Oltre al ribaltamento del trattore, un rischio frequente è che gli indumenti si impiglino nel braccio cardanico del veicolo, con conseguenze devastanti. Nella Bassa il settore agricolo, per quantità di incidenti, è secondo solo al comparto edilizio». Sulla contrazione dei sinistri poi aggiunge: «Il calo può essere imputato sia alla riduzione del personale, legata alla crisi economica, che ad una maggiore attenzione al problema da parte degli stessi agricoltori».
La vigilanza, in ogni caso, non è mai venuta meno, anche se i controlli hanno riguardato una minima parte delle 4.700 aziende, sparse nei 25 Comuni dell'Ulss 21. I sopralluoghi nelle imprese, scelte sia a campione che su segnalazione, nel 2011 sono stati 60 contro i 65 del 2010). In 18 casi sono state elevate multe, legate soprattutto ad attrezzature non a norma. «Per quest'anno», prosegue Bellomi, «abbiamo pensato di incrementare le ispezioni: puntiamo a visitare 80 aziende».
È stata messa a disposizione delle imprese una check-list di base per valutare i rischi in ciascuna ditta. Accanto ai controlli, il dipartimento che si occupa della sicurezza sui luoghi di lavoro ha promosso anche una massiccia campagna informativa, con esposizioni, convegni, laboratori e corsi organizzati con gli altri Spisal provinciali, gli istituti di prevenzione, le scuole e le associazioni di categoria.
La polizia locale del distretto «Basso Adige», che ha pubblicato un manuale destinato agli agricoltori, e le amministrazioni di Castagnaro, Ronco e Bovolone, assieme allo Spisal hanno promosso negli ultimi mesi incontri sulla circolazione stradale dei mezzi utilizzati per il lavoro dei campi.
Fabio Tomelleri
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