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Il controsoffitto cade a pezzi. Elementari inagibili a metà
CASTAGNARO. Il Comune ha chiuso tutto il primo piano delle «Cesare Battisti» dopo il distacco di pezzi di intonaco. I 40 alunni evacuati dalle classi sono stati trasferiti al pianterreno Per sistemare il tetto della scuola bisognerà trovare 250mila euro
Castagnaro. Chiusura forzata di tutto il primo piano alle scuole primarie Cesare Battisti di via Alighieri. Ad obbligare l'amministrazione comunale a mettere in sicurezza la parte sovrastante dell'edificio, situato proprio di fronte al municipio, è stata la caduta di alcuni pezzi del vecchio controsoffitto del corridoio, rovinato non solo dal passare del tempo ma anche da infiltrazioni d'acqua che hanno avuto passaggio libero per il fatto che la copertura, risalente come il resto della struttura ai primi del Novecento, risulta priva di guaina impermeabilizzante.
«Dopo un'analisi tecnica fatta eseguire dal Comune, che ha evidenziato tra le possibili cause dei distacchi di intonaco anche le vibrazioni provenienti dalla strada, aggravate dai recenti lavori per la costruzione dei marciapiedi», spiega il sindaco Andrea Trivellato, «sono state eseguite una prima messa in sicurezza del soffitto, affidata ad un'impresa specializzata. Successivamente, si è provveduto alla chiusura, in via cautelativa, di tutto il primo piano».
Per isolare completamente la zona, a garanzia dell'incolumità degli alunni e degli insegnanti, sono stati applicati alle scale d'accesso al corridoio alcuni pannelli, alti circa tre metri e mezzo. Nel frattempo, in accordo con la dirigenza scolastica, circa 40 alunni delle classi quarta e quinta - vale a dire quelli che facevano lezione al primo piano, accanto al laboratorio d'informatica - sono tati trasferiti al pianterreno in un'aula vuota e in quella che finora veniva utilizzata per fare ginnastica. Per attenuare i disagi all'interno della scuola, il Comune ha intanto messo a disposizione lo scuolabus per il trasferimento settimanale di tutte le classi nella palestra delle medie «Ippolito Nievo» di via Stazione. Per garantire invece la prosecuzione del laboratorio di informatica, a breve saranno acquistati una decina di pc portatili.
A questo punto, il problema più grave rimane quello della sistemazione definitiva del tetto dell'edificio e del soffitto del primo piano, che comporterà un intervento radicale. Non sono infatti sufficienti «soluzioni tampone» come quelle eseguite in passato: si corre infatti il rischio che i distacchi di intonaco si ripetano in futuro. «Le tamponature realizzate negli anni trascorsi», prosegue Trivellato, «non hanno risolto nulla e ora ci costringeranno a dover affrontare una spesa complessiva di 250mila euro, impossibile da sostenere con le nostre risorse vista la difficile situazione delle casse comunali ereditata dalla precedente amministrazione. Tanto che mi chiedo perchè il mio predecessore non abbia chiesto contributi per la sistemazione delle scuole invece che per costruire marciapiedi grandiosi e del tutto inutili per il paese».
Intanto, nel tentativo di affrontare i costi di un intervento comunque irrinunciabile, il Comune ha già inoltrato domanda di contributo economico straordinario alla Regione per poter fronteggiare l'emergenza in atto. Di pari passo, la Giunta si è messa in contatto con la Soprintendenza per accelerare e snellire l'iter burocratico. Senza finanziamento regionale e senza l'autorizzazione dell'ente preposto alla tutela degli edifici storici non si potrà riaprire il primo piano delle «Battisti».
Elisabetta Papa
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