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L'ufficio postale è inadeguato ma il paese non vuole perderlo

LEGNAGO. Petizione degli abitanti di Vangadizza per evitare la chiusura dello sportello che serve anche Vigo e Torretta. Il consigliere Lucio Martinelli ha presentato un'interrogazione affinché il Comune intervenga. La società: «Non chiuderemo»
01/02/2012
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L’ufficio postale di Vangadizza che serve anche le frazioni di Vigo e Torretta DIENNEFOTO

Gli abitanti di Vangadizza sono scesi nuovamente sul piede di guerra per difendere l'ufficio postale della frazione al quale non intendono affatto rinunciare. Anzi, reclamano il potenziamento del servizio con il trasferimento degli sportelli, ubicati da oltre vent'anni in via Rossini, in una nuova sede più adeguata di quella attuale dove gli spazi sono angusti e sottodimensionati. Senza contare la totale mancanza di privacy per chi deve sbrigare le varie incombenze allo sportello, le file fuori dalla porta e la presenza di appena sei sedie con inevitabili disagi specie per le persone anziane nei giorni in cui si pagano le pensioni.
È bastato che trapelasse e si facesse via via sempre più insistente l'ipotesi di un imminente ridimensionamento dei cinque uffici legnaghesi, con una riorganizzazione di orari e personale e la possibile chiusura della sede di Vangadizza, per spingere i residenti a promuovere una raccolta di firme a sostegno dello sportello periferico che serve anche i cittadini di Vigo e Torretta, per un totale di quasi 3.800 potenziali clienti. A guidare la «rivolta» è, ancora una volta, il consigliere Lucio Martinelli, che dal 2006 si batte con il comitato civico della frazione per indurre Poste Italiane a dotare il centro di destra Adige «di locali a norma e conformi alle rinnovate esigenze dell'utenza, costretta a misurarsi con fastidiosi disagi operativi». E che ora, dinnanzi alla ventilata soppressione dell'ufficio, non si è limitato a promuovere la petizione tra i suoi concittadini.
Ma ha provveduto, seduta stante, a presentare un'interrogazione al sindaco Roberto Rettondini - l'istanza verrà discussa nel consiglio comunale convocato martedì prossimo - «per sollecitare l'amministrazione ad attivarsi con i dirigenti della società in modo da scongiurare quella che sarebbe una grave perdita per la nostra comunità».
Mentre la raccolta di firme «salvaposte» sta collezionando una massiccia adesione, Martinelli si è incontrato nei giorni scorsi con Andrea Fiorin, direttore della filiale legnaghese di Poste Italiane, «per sottoporgli le richieste della popolazione e fargli presente le condizioni precarie in cui versa l'ufficio». Cosa che il «difensore civico» di Vangadizza aveva già fatto anche con i suoi due predecessori, Giuseppe Privitera e Valeria Dragone. «Da anni», sottolinea Martinelli, «ci battiamo non solo per conservare le Poste che garantiscono un servizio irrununciabile, in particolare agli anziani considerata anche l'assenza in paese di una banca. Ma anche per poter disporre di una sede al passo coi tempi, più spaziosa e in grado di garantire la riservatezza e le comodità necessarie agli utenti». Per l'occasione, Martinelli ha prospettato al dirigente anche «la possibilità di trasferire le Poste in un nuovo edificio all'interno della lottizzazione Perez, versando lo stesso canone annuo corrisposto finora».
Di fonte all'alzata di scudi dei residenti arriva intanto una prima schiarita da parte della società, che rasserena gli animi. «Malgrado i numeri e la quantità di lavoro dell'ufficio di Vangadizza siano bassi», fa sapere l'Ufficio stampa di Poste Italiane, «non è prevista la chiusura dello sportello. L'obiettivo della società è semmai quello di potenziarlo in modo da aumentare l'utenza. A questo riguardo stiamo ragionando con l'amministrazione per trovare una soluzione in grado di incrementare l'attività dell'ufficio».

Stefano Nicoli

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