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Farmacia, secondo flop dell'asta del Comune

LEGNAGO. Anche a prezzo ribassato, la rivendita non ha richiamato compratori. Al terzo avviso di gara, già pronto il costo scende di 450mila euro L'assessore: «Siamo penalizzati  dalle liberalizzazioni di Monti»
28/01/2012
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L'interno della farmacia comunale di Porto, ancora invenduta

Legnago. Nessuno vuole comprare la farmacia di Porto. Si è risolto con un secondo flop, nel giro di due mesi, il tentativo del Comune di cedere la rivendita di medicinali, aperta nel 1996 in via Morgagni.
Anche la seconda asta sulla farmacia, è andata deserta: nessuno si è fatto avanti per acquistarla, nonostante il prezzo di partenza per l'incanto sia stato abbassato per ben due volte. Dai due milioni di euro del bando di fine novembre, per il quale non è arrivata proposta alcuna, il Comune era sceso a 1.700.000, ma anche questa cifra sembra allontanare i concorrenti. La Giunta del sindaco Roberto Rettondini, tuttavia, non si è data per vinta ed ha stilato un nuovo avviso, il terzo, ribassando ancora il prezzo, a 1.250.000 euro. Somma vicinissima ai 1.230.000 euro stimati per la rivendita dal commercialista Enzo Guerra di Cerea, incaricato da Palazzo de' Stefani per la perizia.
Le domande in municipio si possono presentare entro lunedì 27 febbraio a mezzogiorno: se per questo termine, vi saranno delle proposte scritte, mercoledì 29, alle 10, si procederà all'esame delle richieste.
Dopo la prima vendita-flop, la Giunta aveva tentato, a fine novembre, anche la via della trattativa privata per cedere la farmacia. Ma, sia questo tentativo che la seconda asta, sono naufragati. Un certo peso hanno avuto, in tutto ciò, le ultime manovre finanziarie del Governo di Mario Monti: l'allargamento delle maglie nella vendita dei farmaci, prima annunciato e poi riveduto con correzioni, aveva scoraggiato l'unico acquirente che il municipio era riuscito a contattare. «E anche per la seconda licitazione», sottolinea Alessio Bariani, assessore al Patrimonio, «il decreto Monti sulle liberalizzazioni ci ha ancor più penalizzato: è previsto, infatti, un incremento sul territorio nazionale del numero delle farmacie, indicando la soglia dei tremila abitanti per ogni nuova rivendita. A Legnago, con i criteri aggiornati, troverebbero posto una o due licenze in più rispetto alle attuali. Logico, quindi, che i possibili compratori tentennino nell'aderire alla nostra proposta». Bariani, tuttavia, ritiene che l'offerta del Comune «sia ancora appetibile. Se però la farmacia di Porto fosse stata venduta un anno fa, forse avremmo incassato i due milioni di euro che ci eravamo prefissati di ottenere».
Se la cessione andrà in porto, il ricavato andrà alla nuova sede dei vigili urbani, che costerà tre milioni. Il progetto, nelle intenzioni della Giunta, doveva essere finanziato per due terzi dalla vendita della farmacia. «Comunque, il piano per la caserma prosegue su una corsia preferenziale. È mia intenzione», prosegue Bariani, «arrivare alla pubblicazione del bando per l'appalto della palazzina entro l'estate. Per l'edificio saranno usate anche risorse comunali e se sarà necessario accenderemo un mutuo, modificando le priorità del piano dei lavori pubblici».

Fabio Tomelleri




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