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Riapre «Casa San Giuseppe». Spazi moderni per gli anziani
RONCO. La struttura completamente rinnovata ed ampliata è in grado ora di assistere 30 ospiti non autosufficienti. Il taglio del nastro preceduto da una conferenza sulle carceri coinciderà con l'intitolazione del centro a don Giuseppe Girelli
Ronco. Due giorni di celebrazioni ed iniziative per la riapertura della «Casa San Giuseppe». La struttura - ricavata su volontà di don Giuseppe Girelli nell'ex noviziato delle suore del beato Baldo per garantire un ricovero ai carcerati che avevano terminato di scontare la pena detentiva dietro le sbarre - è stata messa a norma ed ampliata. Ed ora è pronta a ritornare in funzione.
Col passare dei decenni, non essendoci più l'esigenza di accogliere ex detenuti anziani senza famiglia, l'edificio annesso alle altre due case di riposo ronchesane, era stato infatti convertito in residenza per persone anziane non autosufficienti. Il tutto grazie alla parocchia di Ronco, proprietaria dei locali, che l'ha data in uso gratuito all'associazione «Don Giuseppe Girelli - Sesta Opera di Misericordia». E oggi, a conclusione dei cantieri, è diventato un centro ancora più accogliente e funzionale. Oltre che più spazioso. Rispetto ai 23 ospiti precedenti, la rinnovata casa di riposo può accogliere infatti 30 anziani. Tuttavia, per ricavare i 30 posti in questione, è stato necessario adeguare la struttura agli standard regionali richiesti, abbattere le barriere architettoniche, ristrutturare completamente la parte esistente ed ampliarla.
In particolare, le stanze per gli ospiti sono passate da 10 ad 11, ognuna dotata di bagno utilizzabile anche da persone disabili. Al piano terra e al primo piano sono stati realizzati due bagni assistiti e nuovi locali per la riabilitazione, l'attività motoria e di recupero mediante la fisioterapia. Sono stati ricavati, inoltre, nuovi ambienti per la segretaria, lo spogliatoio del personale e l'ambulatorio medico. Durante lo svolgimento dei lavori, gli anziani sono stati ospitati in un'ala dell'ex ospedale di Zevio.
La riapertura della Casa voluta da don Girelli - sacerdote di cui è in corso il processo di beatificazione e canonizzazione - sarà preceduta, stasera alle 20.30, da una tavola rotonda, che si terrà nell'antica pieve di Santa Maria, sul delicato e scottante tema: «La condizione dei detenuti nelle carceri italiane e le risposte della società civile». Interverranno, per l'occasione, Lorenza Omarchi, magistrato di sorveglianza del Tribunale di Verona, Margherita Forestan garante delle persone private e della libertà personale e Donatella Mereu, psicoterapeuta, psicopatologa clinica e neuropsicologa forense.
Il tavolo dei relatori sarà poi completato da don Giuliano Ceschi, direttore della Caritas diocesana e da don Daniele Cottini, parroco dell'Unità pastorale di Ronco, Albaro, Scardevara e Tombazosana nonché presidente dell'associazione «Don Giuseppe Girelli-Casa San Giuseppe». A moderare la conferenza ad ingresso libero, che vedrà la partecipazione anche di Sonia Pagani responsabile per la Casa del progetto «Esodo», sarà Giuseppe Ferro, direttore della residenza.
L'inaugurazione vera e propria avverrà invece domani, con il taglio del nastro e l'intitolazione della struttura a don Giuseppe Girelli, suo fondatore. Si inizierà alle 10 con i saluti delle autorità e lo scoprimento della targa. Alle 11, verrà celebrata nella chiesa parrocchiale una messa presieduta dal vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti, mentre alle 12.30 sarà servito il pranzo comunitario negli ambienti sottostanti alla chiesa.
Zeno Martini
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