giovedì, 24 maggio 2012

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Carico «lager» di galline, multato camionista

SAN PIETRO. La Polstrada ha sanzionato, con oltre 6mila euro, il conducente per le condizioni irregolari del trasporto. Esposto degli attivisti Lav per il maltrattamento delle ovaiole ammassate in gabbie rotte e inidonee
17/01/2012
Zoom Foto
Una delle gabbie con le galline ovaiole stipate sul camion

San Pietro di Legnago. Oltre cinquemila galline ovaiole stipate in gabbie inadeguate, prive del fondo antiescrementi e in qualche caso addirittura bucate o legate con il filo di ferro. Al punto che alcuni esemplari sono stati trovati già morti, altri erano agonizzanti ed altri ancora erano volati durante il viaggio dai contenitori forati sfracellandosi sull'asfalto.  È un carico avicolo privo delle misure di sicurezza e degli accorgimenti previsti per legge quello scoperto dalla Polizia stradale di Legnago, che ha provveduto a sanzionare, con una multa di oltre 6mila euro, l'autotrasportatore alla guida del camion fermato l'altra sera alla rotonda di San Pietro. Erano circa le 18 quando gli agenti, impegnati negli abituali controlli, hanno intimato l'alt ad un mezzo proveniente da Asola, nel Mantovano, dove erano state caricate 5.400 galline rosse - una razza impiegata negli allevamenti  industriali per la produzione di uova - giunte a fine deposizione e dirette al macello di Porto Viro (Rovigo). Di fronte alle condizioni irregolari del carico, la Polstrada ha allertato il veterinario reperibile dell'Ulss 21. Sul posto è giunto il dottor Silvano Giarola che, una volta constatata «l'inidoneità delle gabbie malgrado peso e numero fossero corretti», ha attivato la procedura di emergenza.  Tuttavia, non è stato possibile individuare nelle vicinanze un allevamento o un macello disposti ad accogliere le galline. E così il veterinario ha intimato al conducente del camion, sanzionato per sofferenza inutile agli animali, le gabbie non adatte e l'assenza del patentino obbligatorio, di raggiungere velocemente il macello rodigino per scaricare gli animali.  Nel frattempo, allertata da un'attivista della sua stessa associazione che aveva visto volare e cadere alcuni animali in strada, è giunta a San Pietro Lorenza Zanaboni, responsabile della Lega antivivisezione (Lav) di Verona. «Le povere galline», riferisce l'animalista, «erano ammassate l'una sull'altra, molte in agonia o già morte, e per la maggior parte erano malconce, alcune avevano le ali spezzate o intrappolate in contenitori del tutto inadatti». «Pertanto», annuncia Zanaboni, «la Lav denuncerà ora, per maltrattamento di animali e per ogni altro reato ravvisabile, l'autotrasportatore e chiunque sarà individuato responsabile delle vergognose condizioni di trasporto e dello stato pietoso del carico».  

Stefano Nicoli

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