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Inaugurato il centro islamico di San Pietro di Morubio

SAN PIETRO DI MORUBIO. Da sabato, vigili ed amministratori sommersi dalle proteste degli abitanti di via Caracciolo. I cittadini lamentano disagi per il viavai di persone e le numerose auto parcheggiate lungo la strada. Il leghista Cazzola invita il sindaco ad intervenire
12/01/2012
Zoom Foto
Il centro islamico appena inaugurato OTO DIENNEFOTO

San Pietro di Morubio. Il centro di cultura islamico denominato «El Falah onlus» di via Caracciolo, a San Pietro di Morubio, del quale si vociferava da tempo, da sabato scorso è una realtà. La struttura è stata infatti inaugurata proprio nell'ultimo ponte festivo, richiamando numerosi nordafricani da tutto il circondario. Per l'occasione, gli organizzatori hanno appeso ad una recinzione, in segno di festa, una fila di bandierine tricolori. Ed è una bandiera italiana anche il vessillo che sventola sopra l'insegna a sfondo blu, affissa all'ex capannone artigianale scelto come sede del centro, sulla quale si legge a caratteri rossi «El Falah onlus».
Da un lato, l'evento, come riferiscono i confinanti, ha richiamato una moltitudine di gente, anche famiglie con bambini piccoli, riferiscono i confinanti. Dall'altro, l'apertura ha creato invece non poco allarme in via Caracciolo: il capannone in questione si trova in una zona residenziale, sul retro delle case che stanno sul fronte strada, ed è accessibile solamente entrando da un cancello e passando sotto le finestre di alcune abitazioni. Sabato i residenti si sono attaccati al telefono chiamando i vigili, gli amministratori e qualche consigliere comunali per manifestare tutta una serie di disagi. Il problema più immediato, quello del parcheggio delle auto, lo hanno affrontato i vigili urbani. La via in quel punto è abbastanza stretta e a senso unico, le auto possono stare solo sul marciapiede. Gli agenti sono perciò intervenuti facendo sostare le macchine in una piazzola che si trova in una via parallela.
L'allarme creato ha spinto gli amministratori a prendere le prime iniziative. Tant'è che questo pomeriggio era prevista una riunione aperta agli esponenti di entrambi gli schieramenti Ma ieri è stata improvvisamente annullata dal sindaco Giorgio Malaspina. Non più tardi di novembre, in consiglio comunale era passata infatti all'unanimità una mozione presentata dal gruppo «Uniti per la libertà- Lega Nord», che a San Pietro di Morubio siede nei banchi dell'opposizione. Una mozione, per l'appunto, «contro la costruzione di centri culturali islamico sul nostro territorio comunale». Il documento era stato approvato solo dopo essere stato concordato dai capigruppo in una conferenza convocata in seguito a un primo tentativo, fallito il 27 settembre, di approvare la mozione. In quell'occasione, non ci fu intesa tra maggioranza e minoranza su alcuni passaggi.Il documento in questione impegnava il sindaco e la giunta «a percorre tutte le strade legalmente possibili al fine di evitare l'insediamento di un centro islamico culturale in via Caracciolo, e più in generale in qualsiasi altro luogo sul territorio, qualora non fossero rispettate le leggi ed i regolamenti in materia di edilizia ed urbanistica e acquisite idonee garanzie sotto il profilo della sicurezza per la collettività».
A distanza di qualche giorno, in via Caracciolo testimoni raccontano di un certo via vai di persone già prima delle sette di mattina che poi si interrompe. Si vede qualcuno anche attorno a mezzogiorno e poi verso sera. «Il centro è stato inaugurato sabato, c'era anche un cartello, creando non pochi disagi», esordisce Alessio Cazzola, consigliere provinciale della Lega e consigliere di minoranza in paese. «Io, come cittadino, come rappresentante della Lega nord e come consigliere, farò di tutto perché lì non si trovino più ma la palla ce l'ha il sindaco». «Malaspina, se vuole», aggiunge, «ha il potere di fare tante cose, come hanno fatto altri suoi colleghi. Queste cose vanno prese e trattate con le pinze ma in modo deciso. I residenti mi hanno chiamato per lamentarsi, ci sono stai i vigili ma quando se ne sono andati è ritornato il parcheggio selvaggio, senza alcun rispetto».
Tuttavia, il sindaco Malaspina non vuole buttarla in politica, anzi: «Arrivati a questo punto il problema è di carattere tecnico. Intendo dire che il caso è al vaglio dei nostri funzionari, che si stanno prodigando per verificare che tutto sia conforme alla normativa urbanistica e ai vari regolamenti».
«Le direttive che il consiglio comunale ha dato nella mozione, approvata all'unanimità con spirito di collaborazione», conclude il sindaco, «sono chiare e ci si muoverà in quel senso. Per questo, non intendo procedere per il momento con un incontro tra forze politiche e invito tutti i consiglieri al senso di responsabilità, senza inutili clamori nel trattare un argomento così delicato».Â

Roberto Massagrande

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