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Accordo tra Comune e privati, decolla la nuova casa di riposo
LEGNAGO. La Giunta ha accolto la proposta dei titolari dei terreni di Vangadizza dove sorgerà un centro da 24 milioni. In cambio dell'area e di 1 milione 750mila euro saranno resi edificabili 143.500 metri quadrati Ambrosini: «Operazione fumosa e sbilanciata»
Primo mattone per la nuova casa di riposo di Legnago. Dopo mesi di incontri e dibattiti, che hanno acceso la politica locale, il Comune ha avviato l'iter per ottenere gratuitamente dai privati il terreno dove realizzare il nuovo centro per anziani, lungo via Garbo, a nord di Vangadizza.
La Giunta ha accolto infatti favorevolmente la proposta avanzata dalla società Villa Pompei e dai comproprietari Riccardo e Catullo Pettenella, in base alla quale l'ente acquisirà, senza sborsare un soldo, l'area di 81.540 metri quadrati in cui prenderà forma la futura struttura da 200 posti letto per non autosufficienti che richiederà un investimento oscillante attorno ai 24 milioni di euro. In cambio, i privati - che hanno comunicato con una lettera trasmessa in municipio la disponibilità ad integrare l'offerta con 1.750.000 euro a sostegno del nuovo istituto - hanno chiesto la variazione di destinazione d'uso della parte di area agricola che resterà in loro possesso. Secondo la bozza di intesa, 143.500 metri quadrati di campi saranno destinati ad abitazioni, per un massimo di 114.500 metri cubi edificabili, in grado di accogliere 765 nuovi residenti. Altri 37.500 metri quadrati saranno riservati ad attività commerciali, uffici e strutture ricettive. Tra il comparto residenziale-commerciale e la nuova casa di riposo, inoltre, sarà delimitata una zona «cuscinetto» di 62.354 metri quadrati, dove potranno sorgere impianti sportivi o un parco urbano.
Tuttavia, perché il progetto vada a buon fine servirà il benestare della Regione, il cui via libera sarà indispensabile per siglare l'accordo di programma vero e proprio. Spetterà infatti a Venezia decidere se, nell'intera operazione, saranno rispettati gli equilibri tra interesse privato e pubblico. Per questo, Moreno Nalin, assessore all'Urbanistica, confida «che l'approvazione dell'intesa, con la variazione di destinazione urbanistica delle aree, giunga dalla Giunta regionale entro la fine della prossima estate in modo da avere a disposizione i terreni per la casa di riposo già in autunno». Poi aggiunge: «Una volta che la Regione avrà puntualizzato e sottoscritto l'accordo a tre, spetterà all'istituto di assistenza anziani dettare i tempi tecnici dell'intervento».
Il primo ok di Palazzo de' Stefani al «baratto» con i privati ha infuocato il già acceso confronto, in atto da oltre un anno sull'argomento, tra maggioranza e minoranza. A tal proposito, Damiano Ambrosini, capogruppo di Legnago al centro, ha presentato al sindaco Roberto Rettondini un'interpellanza che verrà discussa in uno dei prossimi Consigli comunali. Nel documento, l'esponente di minoranza ha chiesto il ritiro della delibera di Giunta che avvia l'iter per l'accordo, definendo il patto «un'operazione non chiara, fumosa e sbilanciata». «Perché», osserva Ambrosini, «nella deliberazione non è citata la cifra di 1.750.000 euro che il privato verserebbe come quota compensativa? Non c'è un allegato che inquadri l'operazione economico finanziaria della casa di riposo. Cosa succederà se i cantieri del nuovo centro per anziani non dovessero partire?».
Quindi, annota: «Senza un chiarimento generale il vantaggio per il privato è evidente, visto che le aree sono vicine al futuro casello dell'autostrada Nogara-Mare. L'interesse pubblico, invece, no».Â
Fabio Tomelleri
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