22.03.2011
LEGNAGO. I controlli del Comune hanno smascherato un venditore di case che occupava un alloggio assegnato al padre. Allontanati anche l'intestataria di un'abitazione ed un «fracassone». In un anno e mezzo decaduti 8 inquilini tra finti poveri ed irregolari
Legnago. Nuovo giro di vite del Comune, con altri tre sfratti escecutivi già notificati, contro i «furbetti dell'Ater», che usufruiscono in città di case popolari senza averne diritto ed in barba alle 150 famiglie bisognose in lista d'attesa. Questa volta, nella rete degli inflessibili sherlock holmes di Palazzo de' Stefani è finito addirittura un agente immobiliare, scoperto ad occupare un appartamento di Casette di proprietà dell'Azienda per l'edilizia residenziale scaligera malgrado non abbia i titoli per abitarvi. In passato, l'alloggio in questione era stato infatti assegnato al padre, che essendosi trasferito nel frattempo in una casa di proprietà, guardandosi però bene dal comunicarlo all'ente, ha perso dal giorno del trasloco i requisiti per poter continuare a vivere nei palazzi dell'Ater. E questo nonostante l'affitto sia stato sempre pagato visto che il beneficio non è ereditario.
Oltre a lui, nell'ultima terna di inquilini abusivi o comunque allergici alle regole, smascherati grazie ai controlli incrociati avviati dall'assessorato ai Servizi sociali d'intesa con l'Ater, compare una 44enne, che ha mantenuto la titolarità di un altro alloggio popolare di Casette pur essendo cointestataria di una casa a Castelbaldo (Padova). «Come nel caso sorprendente dell'agente immobiliare, anche questa posizione irregolare», spiega Erika Ferraresi, assessore alle Politiche sociali, «è venuta alla luce dagli accertamenti eseguiti sovrapponendo i dati dell'ufficio tributi con quelli del catasto. La signora in questione, come è stato poi confermato dai sopralluoghi svolti dalla polizia locale, risulta aver lasciato l'alloggio ancora nell'estate del 2009 per trasferirsi con la famiglia nel Comune padovano dove i suoi figli sono tra l'altro iscritti regolarmente a scuola».
Da qui la procedura di decadenza appena formalizzata dalla Commissione assegnazione alloggi dell'Ater, che in questa tornata ha concesso 30 giorni di tempo per lasciare libero l'appartamento ad un terzo inquilino sfrattato da un palazzo di Porto per non aver rispettato il regolamento condominiale. «Si tratta», informa l'assessore Ferraresi, «di un 41enne che, malgrado i ripetuti richiami, ha causato pesanti disagi agli altri affittuari con schiamazzi e musica a tutto volume, specie di notte. Basti pensare che, solo tra la primavera e l'estate del 2009, i vigili sono intervenuti 50 volte dopo aver ricevuto altrettante segnalazioni dai vicini esasperati per i rumori assordanti».
Con gli allontanamenti appena perfezionati sono saliti così a otto gli assegnatari costretti, nel giro di un anno e mezzo, a riconsegnare le chiavi sulla scorta delle verifiche a tappeto del Comune. E l'offensiva anti-furbetti non è ancora finita. «Sono infatti in corso», annuncia Ferraresi, « altri quattro provvedimenti di decadenza in attesa di passare al setaccio tutte le 200 posizioni che presentano anomalie». «D'altronde», conclude, «non possiamo transigere e la tolleranza zero è d'obbligo per chi non sta alle regole di fronte agli oltre 400 cittadini indigenti, che sono in graduatoria per ottenere una casa».
Stefano Nicoli
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