01.03.2011
CEREA. L'immobile è chiuso al pubblico e quindi anche le toilette: i viaggiatori «si arrangiano» per tutto e si lamentano. Lo scalo ceretano non è presenziato da personale Fs e le pulizie sono state appaltate a una ditta esterna che non riesce a tenere ordine: sottopassaggio imbrattato di scritte
Una delle tante immagini scattate durante il nostro viaggio tra i mali delle ferrovie: è emblematica dello stato di abbandono in cui versano le stazioni FOTO PECORA
Cerea. Il nostro viaggio tra le stazioni veronesi continua nella Bassa. A parte quelle che anche l'anno scorso erano in ordine (Legnago e Isola della Scala), tutte le altre sono rimaste impressionantemente uguali, cioè in uno stato disastroso. Parlano le foto più delle parole. Le obliteratrici erano e sono rotte; i rifiuti c'erano e ci sono; scritte di ogni tipo occupavano i muri e ancora lo fanno; i soliti incivili si erano divertiti a fare danni e i danni non sono stati riparati. Un anno è passato ma il tempo qui si è fermato: sembra di stare nello stesso, tristemente identico, ambiente del gennaio del 2010. Ed è, a rigore di logica, assurdo perchè si tratta di luoghi pubblici che offrono un servizio alla gente, che la gente paga e pure caro e che, come tale, dovrebbe avere tutt'altre caratteristiche da quelle del decadimento, dell'abbandono, dell'incuria.
Di Cerea, ad esempio, il reportage di 12 mesi fa titolava: «Regno dei vandali, scritte sui muri e sporco ovunque». Fs aveva appaltato il servizio di pulizie ad una ditta esterna che, immaginiamo, venisse e venga pagata per fare ciò che in realtà non faceva e non fa. E questo è il primo «spreco» di «mamma Fs». I bagni erano e sono chiusi tanto che per i bisogni impellenti c'è chi si era arrangiato trasformando in toilette fai-da-te un piccolo antro della palazzina (non presenziata e chiusa al pubblico). Spettacolo nauseabondo. Per fermare il malcostume, 12 mesi dopo abbiamo trovato un cancelletto in ferro che impedisce agli incontinenti della stazione di «nascondersi» nella nicchia e di usarla come latrina a cielo aperto. Tutto il resto è rimasto tale e quale. No, c'è qualcosa di più che l'anno scorso mancava: il sottopassaggio che porta ai binari è stato coloratamente abbellito dai soliti maniaci della bomboletta spray che si credono padroni del mondo e scarabocchiano i muri (mai di casa loro) con sghiribizzi incrompensibili. Le foto, dicevamo, spiegano meglio delle parole: gli scatti del 2010 e del 2011 dicono infatti come stanno le cose a Cerea. Non bene, si vede. Il degrado è frutto della politica Fs del contenimento dei costi: hanno scelto di automatizzare tutto togliendo personale e quindi i controlli. A Cerea e in tutta la Bassa il risultato è questo. Giudicate voi.
Camilla Ferro
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