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Oggi in piazza

03.08.2012

Firme alla Festa del Reguso per salvare l'antica casa torre

FUMANE. Domenica a Gorgusello appuntamento con la tradizionale iniziativa che ricorda il secondo taglio del fieno. L'obiettivo è far diventare il borgo della Lessinia un «luogo del cuore» del Fondo ambiente italiano garantendo un futuro al monumento del '400

La casa torre di Gorgusello, parzialmente demolita

La casa torre di Gorgusello, parzialmente demolita
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Fumane. La Festa del Reguso spegne venti candeline e rilancia la sfida per un'agricoltura sempre più «bio» in Valpolicella. La manifestazione, in programma domenica 5 agosto a Gorgusello, frazione collinare di Fumane, è stata presentata ieri in Provincia. L'assessore Luigi Frigotto ha sottolineato l'aspetto agricolo della festa e il rilievo che viene dato alle produzioni biologiche, aumentate del 13 per cento. Un settore, quindi, in espansione.
Plinio Pancirolli ha invece illustrato il cammino fatto dall'associazione Antica Terra Gentile, che raggruppa piccoli produttori biologici della montagna veronese (di cui è coordinatore), e dal mensile «Compascuo» (di cui è direttore). Nell'ultimo numero della rivista, che prende il nome dall'antico uso civico del «pascolo in comune», una pagina è dedicata alla commemorazione del fondatore dell'Istituto sperimentale provinciale di frutticoltura di San Floriano; l'articolo è firmato da Gino Bassi, dell'istituto, e la cerimonia ha avuto luogo a Firenze, all'Accademia dei Georgofili dove l'associazione era stata invitata.
Il programma della festa è semplice: «Un piatto di tradizionali gnocchi di malga da mangiare all'ombra dei noci, conversando come si faceva una volta, quando i contadini si radunavano per il secondo taglio del fieno, il reguso appunto», racconta Pancirolli. «Il numero dei giovani che partecipano a questa festa aumenta di anno in anno; hanno già dato l'adesione via internet in moltissimi, segno che il ritrovarsi in semplicità, lontano dal caos e vicino a una fonte di acqua fresca è più che sufficiente per fare amicizia».
Oltre agli gnocchi, cotti nei pentoloni e conditi con abbondante burro di montagna e formaggio, ci sarà la «carne salà», il coniglio, la polenta, i fagioli, i bomboloni, il tutto innaffiato con vino, birra e canti. E la sera un buon minestrone per finire la giornata, e ancora chiacchiere fino a tarda notte.
«Il secondo taglio del fieno era messo in comune dagli abitanti di Gorgusello e poi suddiviso tra le famiglie», ricorda ancora Pancirolli, «al termine della falciatura le famiglie si riunivano sul prato con un cesto di uova sode, del formaggio e un fiasco di vino».
In occasione della festa, quest'anno parte la campagna per la tutela e la valorizzazione di Gorgusello e delle contrade della Lessinia e ci sarà una raccolta di firme con la compilazione dei moduli per far diventare Gorgusello un «luogo del cuore» del Fondo per l'ambiente italiano. La delegazione di Venezia del Fai ha accolto la sollecitazione dell'architetto Tiziana Favaro, impiegata per molto tempo alla Soprintendenza veneziana e moglie dell'architetto Paolo Righetti, che da anni si batte per il recupero della quattrocentesca casa torre, unica nel suo genere. Questa, ormai diroccata, abbattuta parzialmente l'anno scorso per la messa in sicurezza e abbandonata, coperta solo con un telone di plastica, insufficiente a proteggere le antiche travi e le pietre della struttura, non è stata acquistata da nessuno, nonostante l'irrisoria cifra proposta di mille euro, dopo che gli eredi avevano rinunciato al bene.
Il Comitato per il recupero della Torre di Gorgusello sollecita l'acquisizione dell'area, che deve essere pubblica e non privata, per poter ottenere finanziamenti. Righetti, che diversi anni fa aveva pubblicato un volume sull'architettura della Lessinia, dedica 11 pagine, sull'ultimo numero del «Compascuo», alla tutela dei tesori della Lessinia e, soprattutto, alla torre di Gorgusello.
Il consigliere provinciale Silvia Allegri, che aderisce ad Antica Terra Gentile, ha annunciato il suo impegno affinchè anche la Comunità montana intervenga a salvaguardia della casa torre: «La festa è occasione di ritrovo fra la tradizione della Lessinia e le persone che amano il territorio».


Giancarla Gallo

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