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Oggi in piazza

28.06.2012

Bilancio, si taglia: nel mirino asili, manutenzioni, personale

NEGRAR. Oggi pomeriggio si riunisce il Consiglio comunale: in primo piano la riduzione dei costi e l'estinzione dei mutui. Aumenta l'addizionale Irpef, in attesa di calcolare con certezza il gettito derivante dalla nuova Imu la cui aliquota è stata tenuta per ora al livello base

La scuola materna comunale e asilo nido di via Recioto

La scuola materna comunale e asilo nido di via Recioto<br />
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Negrar. Bilancio 2012 del Comune di Negrar secondo Stefano Ceradini. Non sarà Vangelo, ma l'assessore delegato a tenere d'occhio i conti e a farli quadrare lavora da mesi insieme agli uffici con un unico obiettivo: pareggiare un bilancio che parte una spesa superiore alle entrate di circa 2,5 milioni di euro.
Necessario, quindi, tagliare sui costi e recuperare somme in entrata per trovare una via d'uscita. Per il primo punto, drastica riduzione del contributo alle scuole dell'infanzia, che passa da 280mila a 120mila euro, e sforbiciata alle manutenzioni, con 500mila euro tolti sui 600mila chiesti dagli uffici. Risparmi di 150mila euro anche sul costo del personale, soprattutto perché i dirigenti in Comune sono passati da tre a uno, escludendo il segretario che è anche direttore generale. La tattica per il risanamento comprende poi aumenti in entrata, quindi operati sulle tasche dei cittadini, dai servizi scolastici all'Irpef, fino all'Imu, mentre i mutui sono scesi da 32 a 28 milioni.
«Abbiamo calibrato tutto il più possibile, valutando ogni aspetto», spiega Ceradini, «ma da quei 2 milioni e più di sbilancio non si scappa. Sappiamo che non possiamo chiedere troppo ai cittadini. I tagli li abbiamo segnati sulla carta consapevoli però che poi, per forza di cose, la situazione andrà rivista, se non vogliamo trovarci con gli asili chiusi o il territorio che si sfascia».
Tolti dal bilancio, inoltre, i 70mila euro di contributo per l'asilo nido comunale, di cui l'amministrazione pare pronta a cedere la titolarità al gestore privato. Carta parla, intanto. La proposta di delibera che arriva oggi alle ore 16 in Consiglio comunale, in uno dei punti focali dell'ordine del giorno che prevede bilancio previsionale 2012 e pluriennale fino al 2014, sarà passata al vaglio dei consiglieri come quella sul nido, propedeutica all'approvazione del bilancio, ritirata a sorpresa nella seduta di fine maggio. Dovesse saltare la decisione sul nido (l'argomento è dibattuto dal punto di vista politico) salterebbe il bilancio.
Al momento, comunque, Ceradini sottolinea che si tratta solo di un primo step. «Intanto sblocchiamo la situazione, perché senza bilancio per l'anno in corso rimangono congelati convenzioni, contributi, scelte», prosegue. Un modo per cominciare a nuotare invece che stare a galla, insomma, in attesa di poter calcolare con certezza, al 30 settembre, il gettito derivante dalla novità Imu, tenuta per ora sulle percentuali stabilite a livello statale. A Negrar i proprietari di immobili pagano sulla prima casa di residenza il 4 per mille e sulla seconda il 7,60 per mille.
Molti sperano che il Comune non ci ripensi, visto che per abbassare il debito e aumentare le entrate, il bilancio prevede un'entrata di circa 720mila euro dal ritocco dell'aliquota Irpef, portata dallo 0,5 allo 0,8 per cento (il massimo previsto), come suggerito dalla Giunta qualche mese fa.
«Ogni lavoratore si troverà trattenuti in busta paga pochi euro in più, per noi invece è una boccata d'ossigeno», continua l'assessore. Ma non è tutto qui, per i cittadini. Per pareggiare, sono state stabilite economie per la gestione di mense e trasporto scolastico a partire da settembre. Il che significa qualche ulteriore sacrificio per le famiglie, che potrebbero arrivare a pagare circa 100 euro in più l'anno.
Per l'Imu, dunque, le bocce sono ferme fino a settembre ma non è da escludere che si renderà necessario un ritocco anche lì. Ceradini qualche conto l'ha già fatto: «Un punto percentuale in più sulla prima casa ci farebbe incassare altri 250mila euro», dice. Intanto però non fanno i salti di gioia gli occupanti di 1.500 abitazioni cedute a uso gratuito dai familiari in linea diretta, che di fatto sono residenti lì ma pagano la tassa come seconda casa.
«Non c'è via d'uscita, è un caso che non prevede agevolazioni dalla legge nazionale», conclude l'assessore.


Camilla Madinelli

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