27.06.2012
PESCANTINA. Presentato il nuovo complesso dedicato al benessere a Santa Lucia: l'inaugurazione fissata l'11 luglio
Battuto solo da Erding, in Baviera sfrutta la stessa vena d'acqua salsobromojodica che ha reso famosi Sirmione, Caldiero, Abano
La prima ala di «Aquardens» sarà inaugurata l'11 e aperta al pubblico verso fine luglio FOTOSERVIZIO AMATO
Teatro comunale gremito e molta attesa per la presentazione di Aquardens, il complesso termale della Valpolicella in località Santa Lucia di Pescantina che sarà inaugurato l'11 luglio prossimo. Il biglietto di ingresso è fissato in 16 euro per tre ore. «Il più basso tra quelli praticati in una struttura di divertimento», ha spiegato il presidente Enrico Ghinato, già amministratore di Gardaland, «ma il costo è modulare: si paga quello che si consuma e chi vorrà rimanere ancora o accedere ad altri servizi lo potrà fare senza problemi. Il visitatore sarà munito di braccialetto elettronico che lo accompagnerà dall'entrata all'uscita. Sono previsti giornaliero e abbonamento mensile». Dunque, l'11 luglio il taglio del nastro: «Poi, per 10-12 giorni, lo staff di una cinquantina di neo assunti lavorerà senza pubblico per mettere a punto tutte le procedure di accoglienza e quindi si procederà all'apertura del primo step di lavori che comprende le strutture per il relax e il divertimento. Il costo sostenuto dalla società per questo primo blocco di lavori è di 35 milioni di euro, che riguardano 35mila dei 60mila metri quadri su cui si estende l'intera superficie di Aquardens. Il completamento del secondo step, dedicato al tema della ricettività e della salute avverrà successivamente, per altri 20 milioni di investimento. Oggi siamo in grado di offrire 4mila metri di superficie d'acqua che arriveranno a 5.200. E' il secondo parco termale europeo per dimensioni dopo Erding, a 70 chilometri da Monaco di Baviera». Un progetto concepito una quindicina di anni fa da Flavio e Roberto Zuliani, proprietari dell'area su cui ora sorge il complesso termale. «Erano gli anni di piombo della discarica di Ca' Filissine», ha ricordato Flavio Zuliani, consigliere di amministrazione della società. «La nostra attività risultò molto compromessa. Allora mio fratello Roberto riprese l'intuizione di papà: là nel Campagnon, detto storicamente anche Fossa Fumara come è attestato da una cartina storica dell'Italia nei Musei Vaticani, c'è l'acqua calda a 47 gradi. Allora cominciammo ad interessarci in modo specifico della possibilità di sfruttare questa risorsa dal punto vista termale. «Siamo arrivati al riconoscimento delle acque da parte del ministero della sanità, dopo le analisi dell'Arpav di Padova per conto della Regione. In un secondo tempo è partita la nostra ricognizione delle strutture termali in Europa, con frequenti viaggi per cercare la formula da adottare anche qui. «Risultato: bisognava operare una metamorfosi e aggiornare il concetto di terme, che in Italia è legato all'aspetto curativo, mentre all'estero si coniuga col benessere e il tempo libero. Su questa formula è costruita Aquardens». L'acqua nasce da una vena a 120 metri di profondità, la stessa di Sirmione, Caldiero, Abano e Bibione ed ha un forte contenuto salsobromojodico. Il progetto è stato realizzato dall'architetto Giancarlo Marzorati, preside del Politecnico di Milano, ed è costato quattro anni di studi per ridurre al minimo l'impatto ambientale. Due gli anni per realizzare il primo step di opere. «Hanno lavorato tutte aziende locali di grande professionalità», ha ribadito Ghinato. Tra una quindicina di giorni partirà una campagna di informazione che avrà come madrina Cristina Chiabotto, già Miss Italia, per far conoscere Aquardens in tutta Europa».
Lino Cattabianchi
Partecipa. Inviaci i tuoi commenti