26.06.2012
PESCANTINA. È affiorato in superficie a Ca´ Filissine il liquido prodotto dalla decomposizione dei rifiuti: da otto mesi non viene più aspirato. L´emergenza in atto illustrata durante un sopralluogo svolto dall'assessore provinciale Venturi per fare il punto con il Comune
Ieri, in discarica, sopralluogo dell’assessore provinciale Fabio Venturi per fare il punto sulla situazione
Pescantina. Il percolato, liquido prodotto dalla decomposizione dei rifiuti, ha ormai raggiunto il livello di guardia nella discarica di Ca´ Filissine, sequestrata il 29 agosto 2006 dalla magistratura per l´inquinamento di un pozzo di monitoraggio - l´ M7 - situato al confine con quello che fino a tre anni fa era il vigneto Ferrari prima di diventare una striscia di verde incolta. Tanto che è ormai affiorato in superficie nel sito di Balconi di Pescantina, dove non viene più prelevato ormai da otto mesi, quando dovrebbe stare invece ad un metro dal fondo. E tutto per mancanza delle risorse necessarie a coprire un´operazione di aspirazione e trattamento, che sul bilancio della società di gestione, la Daneco spa, incideva per due milioni di euro ogni anno.
E proprio quest´emergenza visibile ad occhio nudo, che sta diventando una patata bollente per il Comune anche se il sindaco Alessandro Reggiani assicura «che al momento non sussistono problemi di natura igienico-sanitaria e rischi per i cittadini», ha spinto l´amministrazione ad organizzare una speciale «visita guidata» all´interno dell´impianto fermato dalla Procura sei anni fa - proprio a seguito della forte concentrazione di ammoniaca rinvenuta nell´M7 - con una capacità residua di 1,2 milioni di tonnellate. E così, ieri mattina, il sindaco, con l´assessore all´Ecologia Alfonso Marchesini, ha accompagnato in sopralluogo l´assessore provinciale all´Ambiente Fabio Venturi giunto a Ca´ Filissine con il capogruppo del Pdl Alberto Bozza e il consigliere leghista Zeno Pescarin per fare il punto della situazione.
Due le questiobi segnate nell´agenda del primo cittadino, «esasperato da una situazione drammatica in cui dal 2006 assistiamo ad un continuo scaricabarile da parte delle istituzioni superiori»: «lo sblocco degli 800mila euro, accantonati per il post mortem nell´ultimo protocollo siglato con Provincia e Regione, che ci permetterebbero di ripartire con l´asportazione del percolato scongiurando qualsiasi pericolo; e l´approvazione del progetto di bonifica e messa in sicurezza della discarica e dell´annesso vigneto Ferrari presentato dal Comune in Regione nel maggio 2011 e attualmente fermo a Venezia in attesa di venire vagliato dalla Commissione di Valutazione di impatto ambientale (Via)».
«Ci auguriamo», ha evidenziato il sindaco alla delegazione provinciale, «che ci venga concesso al più presto la possibilità di usufruire dei fondi per lo smaltimento del percolato, che continua ad essere generato dall´impianto malgrado il fermo attività e che finora ha assorbito qualcosa come 8 milioni di euro». «Contestualmente», ha aggiunto, «auspichiamo che il progetto venga approvato in tempi stretti per consentirci di ottenere il dissequestro del sito con tutte le prescrizioni a tutela dell´ambiente e dei cittadini fissate dalla Via provinciale». Sui due nodi - al centro, nel secondo caso, dell´alzata di scudi del movimento Ambiente & Vita contrario all´ampliamento della discarica nell´ex vigneto Ferrari - è arrivato il pieno sostegno dell´assessore Venturi. Seppur condizionato all´esito della seconda caratterizzazione dell´area confinante, con carotaggi e relative analisi, a cui il Comune ha dato corso per accertare una volta per tutte se vi siano altre fonti di inquinamento oltre a quelle già emerse in discarica. Il tutto sulla scorta di un´ispezione eseguita a metà maggio dai tecnici della Commissione Via regionale.
«Per quanto concerne il percolato», ha detto Venturi, «il problema non è più rinviabile e va affrontato urgentemente. A questo riguardo, mi attiverò con la Regione per accelerare l´iter e svincolare gli 800mila euro accantonati per superare l´emergenza in atto». Per quanto concerne invece il progetto di bonifica, con passaggio da rifiuti solidi urbani a rifiuti speciali non pericolosi, l´assessore ha lanciato una sorta di altolà alla Commissione Via per uscire da quello che ha definito «un limbo inaccettabile». «A questo punto», ha annunciato Venturi, «spingeremo perchè ci sia una risposta positiva o negativa da parte della Regione. L´unico nostro interesse è infatti che si faccia in fretta per chiudere un triste capitolo dei rifiuti veronesi».
Stefano Nicoli
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