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Oggi in piazza

16.06.2012

Ca' Filissine, il fronte del no in trincea

PESCANTINA. I politici regionali non si presentano all'incontro promosso dal movimento Ambiente & vita e dalle minoranze sulla discarica. Il vigneto Ferrari, che verrebbe inglobato nei piani di ampliamento, è considerato «la linea del Piave». «Siamo pronti a ricorrere al Tar se Venezia dirà sì»

L'area del cosiddetto vigneto Ferrari, a ridosso della discarica di Ca' Filissine FOTO AMATO

L'area del cosiddetto vigneto Ferrari, a ridosso della discarica di Ca' Filissine FOTO AMATO
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Pescantina. Non deve cadere il «muro» del vigneto Ferrari, l'area adiacente alla discarica di Ca' Filissine, nella zona ad est dell'impianto, dove si dovrebbe espandere la discarica, una volta rimossi i rifiuti esistenti della vecchia discarica Aspica, per creare un unico grande catino e accogliere i rifiuti speciali previsti dal nuovo progetto. E' questa la «linea del Piave» che il movimento Ambiente & vita ha tracciato nell'incontro «Discarica: quale futuro?». La tesi è stata suffragata dal geologo Paolo De Rossi che, per conto della famiglia Ferrari, sta conducendo con uno studio tecnico, analisi approfondite per verificare la reale portata dell' inquinamento rilevato al pozzo M7, dove è stata riscontrata una forte concentrazione di ammoniaca. «Dalle prove che abbiamo effettuato», ha spiegato il tecnico, «i pozzi si prosciugano con molta facilità: segno che sotto c'è troppo poca acqua per inquinare. Con questi risultati è impossibile sostenere che il vigneto Ferrari inquina. A noi sembra che il coinvolgimento del vigneto risponda a criteri di convenienza: ci sarebbe più spazio per i rifiuti e più ghiaia da estrarre. Quando non si cerchi un diversivo per coprire altre responsabilità». All'incontro dovevano partecipare i consiglieri regionali che però non si sono presentati, trattenuti in aula a Venezia per votare il piano sanitario. Nella serata, moderata da Stefano Schena, sono state ripercorse tutte le tappe della vicenda di Ca' Filissine, «porta della Valpolicella collocata nell'area turistica pedemontana» dalla sua apertura, nel 1987, agli ampliamenti oltre i primi quattro lotti nel 1997, fino alle ultime vicende legate al sequestro del 2006, al varo del Comitato tecnico e alla successiva presentazione del progetto di bonifica, messa in sicurezza e ampliamento, tra maggio e settembre 2011. Da qui la nascita del movimento Ambiente & vita che ha raccolto la profonda reazione popolare di Balconi e delle aree interessate al nuovo progetto, la raccolta di firme che in una settimana è arrivata a 4.413 adesioni. «Un cammino che ora prosegue in più direzioni iostituzionali», ha sottolineato Matteo Pontara. «Stiamo seguendo il lavori della Commissione Via regionale e siamo pronti a fare ricorso al Tar se da lì uscirà un parere favorevole al progetto. Ci preoccupa la situazione del percolato, per la quale abbiamo inoltrato una diffida al sindaco, perché vogliamo evitare che questa diventi una spinta ad approvare il progetto». Sui costi di trattamento, «ora a 34 euro la tonnellata, abbiamo trovato sul mercato offerte che scendono fino alla metà. Seguiamo il processo legato alle responsabilità per il sequestro del 2006 e temo che si vada verso il dissequestro di Ca' Filissine: sarebbe una sconfitta per la magistratura dopo sette anni. L'obiettivo del movimento è separare il destino di Ca' Filissine, le cui problematiche vanno trattate in modo autonomo, senza l'espansione e la creazione di una nuova discarica, includendo nel nuovo impianto l'area del vigneto Ferrari». In sala, il sindaco Alessandro Reggiani e assessori, non sono intervenuti nel dibattito. Tra i politici che hanno organizzato la serata, Simone Aliprandi della Lega nord ha ribadito la netta contrarietà al progetto: «Il vigneto Ferrari non va toccato: no alla bonifica con un'altra discarica». Paola Zanolli ha messo l'accento sulla necessità di condividere temi e obiettivi e di «chiudere la discarica in sicurezza, nel più breve tempo possibile. Il progetto presentato non risponde a questi requisiti». Massimo Giorgetti, assessore regionale, in un messaggio letto da Franco Benedetti ha ribadito l'impegno che «l'ampliamento di 15 anni fa, che ha permesso di risolvere una emergenza rifiuti che attanagliava l'intera regione, sarebbe stato l'ultimo». Piano di ricomposizione, costi della bonifica con la gestione ordinaria del completamento, nessuna mercificazione dell'ambiente, commissione tecnica formata da Provincia, Regione e movimento per seguire i lavori di bonifica, gli altri punti indicati da Giorgetti. Antonio Brescia (Idv) ha ribadito il no all'ampliamento e l'indicazione di ricavare sull'area della discarica un parco fotovoltaico con un potenziale di 4 megawatt che fornirebbe energia a 1.300 abitazioni.


Lino Cattabianchi

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