09.06.2012
FUMANE. Assemblea dei familiari dei bambini che frequentano le elementari, che sono pronti a non iscrivere i loro figli. Sull'ipotesi di un nuovo edificio il sindaco è chiaro: c'è un progetto preliminare da 3,6 milioni di euro ma non c'è il finanziamento che è indispensabile
Fumane. Da una parte rabbia e delusione, dall'altra valutazioni tecniche sulle quali basare una decisione. E' la sostanza dello scontro in atto sulla scuola elementare di Fumane, chiusa la settimana scorsa dopo la scossa di terremoto, e in seguito dall'intervento dei vigili del fuoco chiamati dai genitori. Quegli stessi genitori, almeno 160 (i bambini iscritti sono più di duecento), che si sono incontrati alle scuole medie del paese l'altra sera per condividere e fare il punto della situazione. La domanda che circolava e su cui si è imperniata la serata era: «Siamo senza scuola a Fumane. A settembre dove iscriveremo i nostri bambini?». Il problema è semplice: in quella scuola, che risale al 1890, nessuno fra i genitori presenti vuole più mandare i figli, visto che l'intensità delle scosse non è prevedibile e neppure sono valide ormai le classificazioni in zone più o meno sismiche relative al passato. «Se la scossa fosse stata un po' più alta, sarebbe crollato tutto», hanno detto alcuni genitori con in mano il resoconto stilato dall'ingegner Gerardo Zantedeschi, in seguito al sopralluogo effettuato dopo gli eventi sismici del 25 gennaio scorso, su richiesta dell'assessore Damiano Cottini. «E' necessario un intervento di adeguamento sismico, vanno tenute controllate le fessure, va ripristinata l'integrità delle pareti», è scritto nella relazione. «Interventi mai fatti», è la lamentela dei genitori, «anche perchè sugli edifici rilevanti come le scuole, le ordinanze di legge sono state più volte prorogate, quindi le verifiche si possono fare entro fine anno. Questo è vergognoso!». Insomma i genitori vogliono una scuola provvisoria, ma sicura per l'inizio del prossimo anno scolastico, visto che i fondi per farne una nuova non ci sono. Anche semplicemente delle aule in strutture esistenti ma a prova di terremoto. «C'è troppa approssimazione sulla pelle dei bambini. Non ci sentiamo sicuri», sottolineano ancora i genitori, «e non ci tranquillizza la decisione del sindaco che ha disposto solo una verifica sulla vulnerabilità sismica dell'edificio affidata a un tecnico». Molti, durante l'assemblea, hanno lamentato l'assenza delle istituzioni dopo le prime scosse di maggio. I genitori, che non hanno alcuna intenzione di arrendersi, si sono divisi in quattro gruppi di lavoro con compiti diversi: un chiaro esempio di una comunità che si organizza. Proprio in questi giorni sono stati consegnati al prefetto Perla Stancari tutti i documenti relativi alla scuola. Lo scontro tra genitori e amministrazione non sembra placarsi, soprattutto dopo che il Comune ha fatto affiggere in paese dei volantini in cui si definisce «deplorevole» il comportamento dei genitori che hanno chiamato i vigili del fuoco e applaudito alla dichiarazione di inidoneità della scuola, sull'onda dell'emotività. Le problematiche legate alla vecchia scuola, come peraltro succede anche in altre realtà del Veronese, si trascinano da diverso tempo e le famiglie chiedono un edificio nuovo e a prova di terremoto. «Esiste effettivamente un progetto preliminare per la costruzione di un nuovo plesso scolastico, approvato qualche mese prima delle elezioni amministrative del 2009 per un ammontare di 3 milioni e 600 mila euro», si legge in un documento firmato dal sindaco Domenico Bianchi, che ribadisce l'impegno a fare il meglio per risolvere il problema, «ma non c'è il finanziamento indispensabile e senza la possibilità di poter contrarre alcun mutuo da parte del Comune. Erano in piedi soltanto discorsi senza fondamento». Giovedì 14 giugno è stata programmata un'altra assemblea sempre nell'aula magna della scuola media.
Giancarla Gallo
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