giovedì, 24 maggio 2012

VALPOLICELLA

CAMBIA:

Ex sindaci in difesa del Cementificio

FUMANE. Frapporti, Cottini, Brugnoli invitano l'amministrazione a convocare un Consiglio straordinario e ricordano: «Anche il Comune rischia». «Non può essere sostituito solo con l'attività vinicola, oltre 40 anni di convivenza hanno favorito un avanzamento di tutta l'economia»
13/01/2012
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Al Cementificio di Fumane i forni sono spenti fino a febbraio

Fumane. Il Comune di Fumane non può fare a meno dei contributi economici che derivano dall'attività della Cementirossi. Questo, in sintesi, l'appello lanciato dagli ex sindaci Mirco Frapporti, Pierpaolo Brugnoli e Fernando Cottini. I tre amministratori di centro sinistra sono usciti in questi giorni con un documento nel quale, partendo da una decisa presa di posizione in merito ai violenti atti subiti dai rappresentanti delle associazione ambientaliste, si rilevano i rischi che il territorio e la società civile stanno correndo e si chiede una netta presa di posizione delle istituzioni. Per Frapporti, Cottini e Brugnoli «Fumane rischia». Prima di tutto rischia un «imbarbarimento del confronto dialettico tra le diverse parti in causa, un confronto che ha sempre caratterizzato la comunità ed è sempre stato acceso, ma che ora rischia di degenerare». E ne sono segno «gli atti vandalici di inciviltà degli ultimi tempi, inaccettabili in una dialettica democratica». Ma il territorio di Fumane, per gli ex sindaci, rischia anche una secca perdita occupazionale, senza una reale e concreta prospettiva di un'economia alternativa. «Non riusciamo a credere nel “mito” della sostituzione di un'importante industria», si legge nel documento, «con la sola attività vinicola o enogastronomica. Siamo, invece, convinti che oltre quarant'anni di convivenza abbiano favorito un avanzamento di tutte le attività». Ma, soprattutto, è il Comune di Fumane che rischia il degrado economico. Secondo i tre ex amministratori, tagliare le entrate significherebbe di fatto dover tagliare i servizi o aumentare ancora le tasse. «Non vi è dubbio che il contenimento dello sviluppo edilizio è stato permesso anche dalla presenza di risorse economiche provenienti dall'attività industriale», dicono ancora nel documento. «Senza queste entrate forse non sarebbe stato possibile arginare la cementificazione nella valle di Fumane», come invece è successo negli altri comuni della Valpolicella, primo fra tutti Negrar. Secondo gli ex sindaci le istituzioni comunale, provinciale e regionale «tacciono e se ne lavano le mani: non dare più nessuna prospettiva concreta possibile a un territorio, non preoccuparsi più di elaborare piani chiari e praticabili per il futuro, significa far precipitare quel territorio e quella comunità nell'anti-politica». Una comunità è viva e vive quando tutti concorrono al suo avanzamento. «La ormai storica presenza, anche conflittuale, di attività economiche quali la vitivinicoltura, il turismo eno-gastronomico, l'estrazione e lavorazione della pietra e l'industria non solo non hanno depauperato l'importante paesaggio storico e architettonico, ma, invece, hanno permesso un equilibrio sociale ed esteso la presenza attiva e fattiva dell'istituzione attraverso la promozione di diverse attività. Mettere in crisi questo equilibrio significa mettere in crisi la vita civile della nostra valle». Gli ex amministratori chiedono al sindaco Domenico Bianchi di convocare un Consiglio comunale straordinario aperto per definire una linea politico-amministrativa e un documento di intenti. «Ci rendiamo disponibili ad un confronto, dal quale possa nascere, eventualmente, anche una posizione comune sulle prospettive della Valpolicella», ha commentato Frapporti.

Giancarla Gallo




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