giovedì, 24 maggio 2012

VALPOLICELLA

CAMBIA:

Scuole accorpate? No, grazie Pescantina contro la Provincia

IL CASO. La Giunta chiede il mantenimento delle due attuali direzioni didattiche e boccia la soluzione dell'istituto unico. Marchiori: «La popolazione scolastica potrebbe raggiungere presto i mille alunni». Luciani: «Un'assurdità, una scelta che non ha senso: tutti i Comuni si sono adeguati»
23/11/2011
Zoom Foto
Esterni della scuola elementare primaria di via Ponte a Pescantina

Pescantina. In tempi di accorpamenti e di razionalizzazione dell'organizzazione scolastica, Pescantina chiede che il mantenimento delle attuali due direzioni scolastiche: è la posizione assunta dall'assessore all'istruzione Francesco Marchiori, anche dopo che la Provincia, nella commissione di distretto formativo per il dimensionamento scolastico, si è espressa in modo negativo e ha proposto di sopprimere la direzione didattica aggregandola all'Istituto comprensivo «Pindemonte». Ma la sua richiesta viene fortemente criticata dal'assessore all'istruzione della Provincia, Marco Luciani.
«La direzione didattica», spiega Marchiori, «che non dispone di una scuola secondaria di primo grado, non raggiunge ad oggi i mille alunni, come pure l'Istituto comprensivo. Tuttavia il Comune di Pescantina denota una notevole e costante crescita demografica e, a breve, la popolazione scolastica potrebbe raggiungere per entrambi gli istituti i mille alunni. I vantaggi sarebbero indiscutibili: rimarrebbero due istituti con lievi variazioni, tali da non ingenerare confusione nelle famiglie. Verrebbe rispettata la tendenza alla suddivisione territoriale tra la zona est ed ovest del paese. Gli uffici e il personale non dovrebbero essere spostati e ogni locale adibito a segreteria rimarrebbe con il personale che già vi è destinato. Infine, anche l'identità e la struttura dei due istituti verrebbero rispettate con dei punti di riferimento chiari».
In caso contrario, se si procedesse alla unificazione della due direzioni ci sarebbero, secondo Marchiori, svantaggi per la popolazione scolastica. «La qualità del servizio erogato», continua l'assessore, «verrebbe fortemente diminuita e livellata, anche in riferimento alle peculiarità delle singole scuole. L'azione di filtro e di mediazione del dirigente scolastico con le famiglie, l'aspetto relazionale e il confronto sul piano educativo, verrebbero ad essere fortemente ridimensionati. Si tratterebbe di gestire non semplicemente un unico istituto di riferimento, ma nove plessi diversi».
La proposta di Marchiori ha trovato l'appoggio dell'amministrazione comunale. Inoltre, dopo l'assemblea con i genitori, organizzata dai Consigli di circolo e di Istituto, sono state raccolte numerose firme a sostegno dell'iniziativa. Conclude l'assessore Marchiori: «Ci impegniamo a trasmetterle in Provincia per rafforzare la nostra richiesta».
Su questa scelta, interviene l'assessore all'istruzione della Provincia, Marco Luciani, che commenta: «La Provincia ha svolto un ruolo di coordinamento, insieme all'Ufficio scolastico di Verona, per permettere ai Comuni, che sono interessati alla soppressione delle direzioni didattiche (dodici) e delle scuole secondarie di 1° grado (tre), di aggregarsi in istituti comprensivi con minimo 1.000 alunni come previsto dal decreto legislativo 98/2011, recentemente modificato dalla Legge di stabilità. Tutti i comuni, tranne Pescantina, si sono adeguati alla norma di legge proponendo con propria delibera alla Regione, cui spetta la decisione finale, l'aggregazione delle vecchie direzioni in Istituti comprensivi, in cinque casi con numeri di alunni superiori a 1.500.
«Il Comune di Pescantina ha deliberato il mantenimento di due direzioni con due Istituti comprensivi: è una scelta che non ha alcun senso. Al di là dei numeri, i due principali benefici degli Istituti comprensivi, oltre alla razionalizzazione delle spese, sono di garantire alle famiglie un unico riferimento dalla scuola dell'infanzia al termine delle scuola medie, ora secondarie di 1° grado, ma soprattutto assicurare ai bambini una continuità didattica dai 3 ai 14 anni».
E Luciani sottolinea: «La proposta del Comune è una semplice alchimia numerica, fatta per far quadrare i conti: siamo all'assurdità che le due scuole principali, primarie di via Ponte (441 alunni) e medie di via Borgo (331 alunni), si trovino in due Istituti comprensivi diversi. A meno che il Comune non voglia proporre alle famiglie dei ragazzi che escono dalle primarie di andare tutti nelle 6 classi delle medie di Ospedaletto. I rappresentanti dei genitori nei Consigli di istituto mi hanno chiesto un incontro che auspico sia quanto prima: sarà l'occasione per illustrare il ruolo di mediazione svolto dalla Provincia, ma soprattutto evidenziare le contraddizioni e i gravi effetti che avrebbe per le famiglie la proposta del Comune. Come ultima criticità, va ribadito che lo spostamento da una direzione all'altra porterà inevitabilmente a un cambio di professori e sarà causa di situazioni di precariato».

Lino Cattabianchi




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