Rincari per mensa e pulmino Scatta la polemica in Consiglio
NEGRAR. L'opposizione attacca l'amministrazione Dal Negro per le maggiorazioni alle tariffe recentemente approvateAumenti dal 15 al 100 per cento: «Chi ha un reddito da 1.200 euro ne pagherà 40 in più ogni mese per la retta dell'asilo del figlio»
Cento euro di qua, cento euro di là e arrivare a fine mese con qualche soldo in tasca è sempre più difficile. Soprattutto quando i figli vanno a scuola, prendono il pulmino tutti i giorni e mangiano alla mensa anche quattro volte la settimana. Molte famiglie negraresi sono preoccupate per il rincaro delle tariffe scolastiche messo a bilancio approvato dall'amministrazione.
La discussione, con relative proteste, si sposta dal consiglio, dove l'argomento è stato al centro di feroci discussioni, alle famiglie che dovranno sborsare i soldi. La loro è stata una presa di conoscenza graduale, grazie al passaparola delle mamme più informate. Ma ora c'è anche la comunicazione ufficiale delle nuove quote in vigore dall'anno scolastico 2010-2011 consegnata ai bambini e ragazzi che frequentano le scuole a Negrar, dall'asilo nido alle medi scaldando gli animi di alcuni in un battibaleno. Stavolta, infatti, pare che le famiglie non abbiano di che stare allegre. Dopo alcuni anni di situazione stazionaria, l'amministrazione Dal Negro ha ritoccato in su le tariffe. Gli aumenti sono anche del 100 per cento per le fasce di reddito più alte mentre le altre si attestano tra il 15 e il 70 per cento. Il tema da scottante potrebbe diventare incandescente.
È stato discusso più volte in consiglio comunale, in giunta, persino in una commissione ad hoc. Le delibere si sono sprecate, con cambi in corsa e modifiche delle modifiche. Alla fine l'amministrazione ha approvato le nuove scelte con il bilancio, a fine aprile, dichiarando di aver calibrato i rialzi a seconda delle fasce di reddito, con aumenti per le più alte e un nulla di fatto per quelle dei meno abbienti.
«Non è così, l'amministrazione ha messo mano nelle tasche dei cittadini, poveri o ricchi che siano», afferma il consigliere di minoranza Roberto Grison, ex assessore all'Istruzione. Poi passa agli esempi: «Una famiglia con reddito netto mensile di 1.200 euro, che non mi pare abbiente, si ritrova con una retta all'asilo comunale aumentata di 40 euro al mese, il che a fine anno significano circa 400 euro in più. Due genitori che guadagnano insieme 2mila euro mensili l'anno prossimo dovranno pagare 350 euro l'anno per il trasporto, con un aumento del 75 per cento, e circa 70 euro in più l'anno per la mensa. Quin l'aumento si ripercuote su famiglie giovani con redditi a volte malapena sufficienti per arrivare a fine mese».
L'opposizione punta poi il dito anche sul taglio ai contributi per i libri di testo in prima media, l'aumento della tariffa rifiuti o per l'assistenza domiciliare ad anziani e disabili, con variazioni dai tre ai 17 euro. «In un bilancio di 22 milioni di euro non si sono voluti trovare 73mila euro per le famiglie con figli in età scolare e altri 40mila per abbattere le tariffe per tutti», dice Grison, «contrariamente alle promesse elettorali». Un'altra via la minoranza l'aveva proposta con un emendamento al bilancio che proponeva di rimpolpare le casse in particolare con il recupero di tasse pregresse evase. Ma la maggioranza l'ha bocciato preferendo seguire la strada tracciata.
Camilla Madinelli
Camilla Madinelli
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