mercoledì, 23 maggio 2012

VALPOLICELLA

CAMBIA:

«Ca' Filissine pattumiera del Veneto»

PESCANTINA. Il Pd solleva il caso dell'impianto sotto sequestro: «Un accordo tra Comune, Provincia e Regione per una nuova discarica tattica»

D'Arienzo: «Accogliendo rifiuti si punta a recuperare in fretta le spese di bonifica, il protocollo firmato si è rivelato un cappio»
20/03/2010
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La discarica di Ca' Filissine è ancora sotto sequestro, in attesa di un adeguato piano di bonifica

Pescantina. «Ca' Filissine sarà una discarica tattica regionale come Sant'Urbano e, insieme a Ca' del Bue, Verona diventerà la pattumiera del Veneto». A denunciarlo è il capogruppo del Partito democratico in Provincia, Vincenzo D'Arienzo, mostrando la delibera di giunta del 4 marzo scorso con la quale si approva il protocollo d'intesa tra Comune di Pescantina, Provincia e Regione.
Un accordo che va a modificare il precedente e fissa i compiti dei tre enti pubblici al fine di arrivare alla bonifica della discarica, ora sotto sequestro, per ipotizzarne o la definitiva chiusura o la sua riapertura al conferimento. Riapertura che consentirà di rientrare velocemente con le spese per la bonifica.
Ed è infatti proprio su questo punto che la delibera di giunta si fa illuminante perché, tra le premesse all'approvazione del protocollo, si indica che «la Regione si è impegnata a valutare la trasformazione della discarica in discarica tattica regionale». Una disponibilità espressa dall'assessore regionale all'Ambiente Giancarlo Conta durante l'incontro del primo marzo insieme ai rappresentanti di Provincia, Comune di Pescantina, Daneco Spa (la società che gestisce la discarica, ndr), con il supporto tecnico di Arpav e il coordinamento del prefetto. Nel protocollo, pur non citando tra i compiti della Regione Veneto quello della trasformazione in discarica tattica regionale, si sottolinea però che «appare plausibile ipotizzare che la riapertura della discarica ai conferimenti consentirebbe l'ingresso di nuove risorse finanziarie a carico della tariffa di conferimento».
Il Partito democratico va quindi all'attacco. D'Arienzo spiega: «Con la piena condivisione del Comune di Pescantina e della Provincia di Verona, la Regione trasforma la discarica della Valpolicella in discarica tattica regionale, significa una discarica come quella di Sant'Urbano a Padova, vale a dire che tutti i rifiuti del Veneto potranno giungere a Pescantina». E aggiunge: «L'avevamo detto che il protocollo d'intesa firmato era un cappio, ma quanto emerso va oltre l'immaginabile. Il quadro è desolante e se alla decisione di trasformare Ca' Filissine in discarica tattica regionale aggiungiamo anche la scelta della Regione di favorire Ca' del Bue come inceneritore del Veneto, il cerchio si chiude. Le destre trasformeranno Verona in una enorme pattumiera e non sarà detto che si limiterà ad ospitare solo i rifiuti veneti».
D'Arienzo fa però notare che se il Comune di Pescantina non metterà a bilancio la restituzione dei soldi spesi, come previsto dal protocollo, la Provincia avvierà la procedura di chiusura della discarica. «In pratica, i cittadini di Pescantina devono pagare per evitare che Ca' Filissine chiuda e per farla diventare pattumiera veneta. Oltre al danno anche la beffa».
Sulla vicenda interviene anche il consigliere regionale del Pd, Franco Bonfante, che spiega: «Su Ca' del Bue presentai un emendamento al bilancio 2010 che ipotizzava la sospensione dell'appalto di un anno, perché la Regione aveva bloccato i termovalorizzatori a Treviso comportando così un naturale spostamento verso quello di Verona». E prosegue: «Il mio emendamento fu bocciato e ora è chiara la volontà regionale di spostare da Treviso a Verona tutto ciò che riguarda lo smaltimento dei rifiuti. Ciò significa che, in mancanza di una seria programmazione, a Verona dovremo attenderci problemi non irrilevanti e tutto ciò la dice lunga anche sui rapporti di forza all'interno della Regione».
Rispetto al precedente protocollo d'intesa, che aveva mandato su tutte le furie il sindaco di Pescantina, Alessandro Reggiani, che ne aveva chiesto la modifica non volendosi sobbarcare tutti gli oneri relativi alla bonifica, questa nuova versione introduce un passaggio non irrilevante che offre al Comune un sostegno. Infatti si specifica che i tre milioni di euro, che la Provincia si impegna a svincolare destinandoli al Comune in rate trimestrali, dovranno essere reintegrati «con i proventi derivanti dalle tariffe, salva la compartecipazione da parte di soggetti terzi riconosciuti responsabili del danno ambientale nonché alla previsione di apposita procedura approvata dalla Regione».

Giorgia Cozzolino




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