mercoledì, 23 maggio 2012

VALPOLICELLA

CAMBIA:

L'ospedale controlla a distanza chi ha scompensi cardiaci

NEGRAR. Con questo sistema si riducono i disagi per l'ammalato ma anche i ricoveri ospedalieri e i costi della sanità
17/03/2010
Zoom Foto
Un operatore alla centrale che controlla a distanza gli apparecchi del Telesoccorso

Negrar. Lo scompenso monitorato dai medici dell'ospedale in collegamento diretto con la casa del paziente e con il cuore dell'ammalato. È questa l'ultima novità messa in campo dal responsabile della elettrofisiologia dell'ospedale Sacro Cuore di Negrar, Giulio Molon. Il reparto diretto dal professor Enrico Barbieri «è il primo, nel Veronese, ad avere attivato questo controllo a distanza», fanno sapere dalla struttura valpolicellese.
In Europa 6 milioni e mezzo di persone soffrono di scompenso cardiaco, una patologia associata a frequenti ricoveri in ospedale e con altissimi costi, pari all'1-2% del budget sanitario totale di ciascun paese.
«I pazienti con scompenso», hanno spiegato Molon e Barbieri, «hanno frequenti accessi in cardiologia, sia programmati che urgenti. Con questo nuovo sistema, che si chiama Latitude, abbiamo fatto un passo avanti nel controllo a distanza della patologia. Il nostro centro, finora, è l'unica realtà del Veronese ad avere attivato questa modalità».
Lo scompenso si verifica prevalentemente quando il cuore non è più in grado di pompare il sangue adeguatamente o a seguito di un infarto, oppure per una disfunzione primitiva del muscolo cardiaco. Causa, a chi ne soffre, difficoltà nello svolgere anche le più piccole attività quotidiane e, come sintomi prevalenti, dà la mancanza di respiro oltre a una marcata sensazione di stanchezza generale, chiamata astenia.
Ora però, «i pazienti con scompenso ai quali è stato impiantato un particolare defibrillatore automatico che ha funzioni anche di pace- maker, e cioè resincronizza la capacità contrattile del ventricolo sinistro e del destro tra di loro migliorandone la performance, vengono monitorati a distanza grazie ad un sistema che permette di controllare, via web, il dispositivo impiantato e le condizioni di salute del paziente». In pratica, le informazioni vengono trasmesse in radiofrequenza a un piccolo computer, il communicator, che si trova in casa del paziente e da questo vengono inviate a un server protetto, controllato con regolarità dal personale della cardiologia. «A differenza di altri già a disposizione», proseguono da Negrar, «il sistema Latitude è l'unico che consente di controllare a distanza anche il peso del paziente tramite una bilancia senza fili, e la pressione arteriosa, parametri emodinamici utilissimi per chi soffre di scompenso cardiaco».
Con questo sistema i medici possono sapere, anche con alcuni giorni di anticipo, se il paziente si sta avviando verso uno scompenso o se i parametri controllati sono rassicuranti. «Nel caso vengano rilevate anomalie, si può intervenire per tempo, contrastando il rischio che si sviluppi un edema polmonare acuto e evitando il ricovero in ospedale. Si può controllare», hanno concluso Molon e Barbieri, «pure il corretto funzionamento del defibrillatore, evitando che il paziente debba correre al pronto soccorso all'ultimo minuto. Tutto ciò ha un buon impatto sia sulla salute del paziente che sui costi, perchè si evitano ricoveri d'emergenza o, meglio, si possono prevenire».
La conclusione è del dottor Molon: «L'idea di essere seguiti a distanza», afferma, «rende i pazienti più tranquilli e soddisfatti: sanno che, dietro quell'apparecchio, c'è un gruppo di persone che tiene la loro situazione sotto controllo, e che è pronto a intervenire in caso di bisogno».

Gerardo Musuraca




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